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La campagna elettorale culturale e seria


   mar 11

La campagna elettorale culturale e seria

Come è possibile che il nostro paese sia caduto così in basso ? Credo che non sia una domanda alla quale si possa rispondere in modo breve e netto, ma vada un attimo studiata con calma senza dare come risposte luoghi comuni o risposte emozionali dettate dalla rabbia.

Il fatto incontestabile è che ci sono circa 40 milioni di Italiani tra analfabeti e analfabeti di ritorno.

Eccovi i dati dell’ultimo Rapporto Ufficiale risalente al 2005 dell’U.N.L.A.

Il 12% della popolazione è analfabeta e senza alcun titolo di studio, si tratta di circa sei milioni di cittadini.

Il 33% della popolazione (7,5% di laureati e 25,85% di diplomati) è in grado di affrontare le sfide della società contemporanea in quanto ha la formazione di base necessaria. Il 66% (30,12% con licenza media, 36,52% con semplice licenza elementare) dispone di una formazione insufficiente per partecipare informata allo sviluppo della società della conoscenza. Si tratta di 36 milioni di italiani da considerare analfabeti totali, semi-analfabeti o analfabeti di ritorno, comunque non in grado di affacciarsi sul mondo del lavoro e difendersi di fronte ai continui cambiamenti che lo hanno investito.

Per quanto agghiacciante possa essere questo dato, a mio parere spiega molte cose, anzi tutto.

Basta fare una ricerca su internet e vedere che ancora oggi (anno 2010) cosa accade: Sassari: la patente facile per analfabeti.Passavano i quiz senza sapere leggere

Nessuno oggi si preoccupa di porre rimedio, anzi le aziende lo sanno e rimediano in questo modo : Ibm ha dato il via a un programma di ricerca biennale finalizzato a rendere più semplice l’utilizzo dei cellulari agli anziani e agli analfabeti

Allora come possiamo fare ? Di sicuro in un giorno o in un mese nulla, ma una buona politica negli anni è l’unica cosa che ci può risollevare.

Ecco perchè il moVimento cinque stele campania promuove incontri da anni che diffondano i principi dello stare assieme dello scambio culturale, perchè è ricchezza per ognuno di noi, ecco perchè abbiamo deciso di non imbrattare nessuno spazio (nemmeno quelli concessi) con i nostri manifesti, pensiamo che il cambiamento non debba essere forzato con gli SPOT a tutti i costi.

Vvogliamo un cambiamento che nasca dal basso, che sia anche lento ma che sia incontrovertibile, la classe politica che si stà formando oggi dai cittadini, sarà la migliore classe politica e sociale di domani e non ci sarà TV che tenga !

Ovviamente fondamentale il punto Istruzione che trovate a pagina 20 del nostro Programma Regionale.

Provate ad immaginare cosa potremmo fare, dando maggiore autonomia agli istituti scolastici pubblici, sviluppando una rete di consocenza sui territori tra le scuole, le università, sfruttando biblioteche e la connessione, una vera rivoluzione culturale.

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