Il quartiere eco-sostenibile di Caserta
Vi riporto una notizia a dir poco incredibile di cui sono venuta a conoscenza.
Due architetti: Andrea Salvini e Barbara Berni hanno progettato un quartiere a destinazione mista, quindi sia residenziale che commerciale, totalmente eco-sostenibile. La notizia boom è che è stato concepito per la nostra città: Caserta.
Il progetto comprende la costruzione di 13 edifici sui quali verranno predisposti pannelli solari e per i quali è prevista la valorizzazione dell’energia passiva attraverso un corretto e studiato apparato di ventilazione. In più con un particolare sistema di recupero dell’acqua piovana si riuscirà a ridurre la quantità di calore prodotto dal riscaldamento del periodo invernale. Sono inoltre previsti in progetto infrastrutture pubbliche, aree verdi e addirittura giardini verticali.
Insomma tutto davvero pensato per rendere alta la qualità di vita dei residenti.
Un progetto davvero ambizioso e innovativo soprattutto in considerazione del territorio per il quale è stato concepito.
Spero di riuscire a contattare i due architetti per poter porre loro qualche ulteriore domanda, magari se è previsto un trasporto pubblico elettrico, se vi sono piste ciclabili o altro, ma soprattutto per capire se trattasi solo di una utopia o se vi sono delle reali possibilità di realizzazione.
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Scusate se io non sono altrettanto entusiasta della notizia o almeno non fino a quando sia fatta chiarezza su un particolare: dove questo progetto (bellissimo sulla carta, come lo doveva essere il “Vulcano Buono” di Piano) verrà realizzato? In un’area come quella casertana dove l’edilizia di tutti i tipi sta letteralmente divorando il territorio, scempiando ogni luogo ed angolo, dove l’unica cosa che si muove è l’edilizia, non mi viene facile gioire per altri 5 ettari di suolo che se ne vanno. In una regione che ha il tristissimo record di bruciarne migliaia ogni anno.
Quindi, se si tratta di un progetto di recupero di superfici già utilizzate, come all’estero, dove questi progetti sono concepiti per esempio per le aree industriali dismesse, ok! Ma se tutto il “green” di questo progetto parte dall’allegro utilizzo di suolo come un mero supporto alle fantasie architettoniche, beh… allora c’è proprio un vizio di forma!
Avrebbero potuto pensarci per l’ex area Saint Gobain e risparmiarci l’ennesima bruttura, modello speculazione anni ’70… certe mode da noi purtroppo non passano mai, come la minigonna e le zeppe!
Scrivo in merito al progetto del Quartiere eco-sostenibile di Caserta. Sono uno dei progettisti. Ringrazio prima di tutto per l’interesse espresso riguardo al progetto. Leggendo l’ articolo, le domande poste da lei e dai suoi lettori sono piu’ che lecite. Purtoppo non sono piu’ nella posizione di rispondere perche’ e’ stato deciso dalla committenza del progetto di cambiare direzione — a quanto mi risulta, anche negli intenti progettuali eco-sostenibili — e di affidare il progetto ad altri progettisti. Di conseguenza il progetto non sara’ piu’ lo stesso. Non nascondo che anche noi eravamo piacevolmente colpiti dal mecenatismo e dall’entusiasmo della committenza che ci assecondava con molta disponibilita’ nella pianificazione di un progetto a nostra opinione innovativo.
Posso comunque garantire alla Sig.ra Tagliafierro che si tratta di un progetto di recupero di superfici già utilizzate e non l’ennesima speculazione in aree verdi esistenti. Parte del nostro progetto era infatti un attento recupero del verde (anche tramite l’intervento di camouflage dell’architettura su parte delle facciate, da noi previste a giardino verticale) in un luogo nel quale la vegetazione era gia’stata tolta in precedenza.
Tengo a specificare che la nostra progettazione deriva dal connubio di esperienze diverse, in Italia e all’estero — avendo io collaborato per anni a progetti innovativi negli Stati Uniti, con studi importanti – e dalla nostra volonta’ di perseguire un tipo di progettazione residenziale eco-sostenibile, dove l’ eventuale eco-sensibilita’ non venga applicata solo a grandi opere. Questo era infatti l’aspetto per noi piu’ interessante, dove abbiamo cercato di dare comunque rilevanza al progetto con un’operazione ragionata di integrazione, dove possibile, di alcuni aspetti d’insieme anche artistici, che influissero il meno possibile sul budget di costruzione ma allo stesso tempo caratterizzassero gli edifici. Una sintesi progettuale e’ presente sul nostro sito web.
Molti progetti innovativi ed interessanti rimangono molto spesso su carta, non superando mai la fase unicamente propositiva. Se le idee e le nuove metodologie non vengono applicate, non saremo mai in grado di passare ad un prossimo livello di innovazione. In Italia siamo maestri del recupero e del restauro, capaci di preservare i vari livelli storico-architettonici, dovremmo quindi essere anche in grado di lasciare traccia dell’ epoca in cui viviamo.
L’architettura come fenomeno sociologico e’ frutto di una continua reinterpretazione dello spazio abitato. La societa’ contemporanea e’ in fase di incessante cambiamento e questo si deve riflettere anche nello spazio progettato in cui viviamo. Abbiamo i mezzi ed i materiali per realizzare architetture che riflettano un linguaggio contemporaneo ed e’ quindi importante creare e sviluppare questa nostra nuova identita’. La bioarchitettura risponde ad esigenze sociologiche attuali, dove e’ subentrata la necessita’ di partecipare il meno possibile al danneggiamento di questo pianeta. Lo scambio immediato di informazioni ci consente di avvalerci anche dell’esperienza di altri paesi. La costituzione del LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) Italia e’ un traguardo importante per il nostro paese, sull’esempio non solo degli Stati Uniti.
Ovviamente il progetto di Caserta avrebbe incentivato la realizzazione delle ambizioni e la messa a frutto delle esperienze di vari professionisti, me compreso. Uno dei nostri obbiettivi piu’ ambiziosi era quello di costituire con il progetto del Quartiere Eco-sostenibile un laboratorio di ricerca che creasse non solo nuovi posti di lavoro qualificato, ma che educasse anche coloro che vi prendessero parte, a beneficio dei fruitori finali del progetto costruito.
Nel dover prendere atto di un’occasione mancata — nel tanto costruire in Campania — se ci fossero imprenditori che intendono fare da mecenate a questa nostra iniziativa, noi siamo a loro completa disposizione per valutare un’ eventuale possibilita’ di realizzazione di un progetto simile. Il progetto di Caserta ha avuto un ottimo riscontro di critica nei blog e siti web statunitensi. Mentre in Italia avrebbe fatto solo notizia, all’estero lo si guardava gia’ come esempio. Non vorremmo, al solito, doverci orientare nuovamente all’estero quando riteniamo di avere molto da offrire in casa propria.
Grazie per la cortese attenzione.
Grazie Andrea per i chiarimenti e gli aggiornamenti.
Non avevo ancora risposta alla nostra amica Carolina proprio perchè voleve notizie certe da comunicare e con il Suo commento ha provveduto perfettemente a chiarire alcuni nostri dubbi. Nella speranza di poter ricevere comunicazione da parte Sua circa l’evoluzione di questo o di qualche altro progetto per il nostro territorio sempre all’insegna dell’eco-sostenibilità La saluto e la ringrazio.
A presto