Interogazione M5S sull’Università di Cassino, ecco la risposta del Ministro che non ci soddisfa per niente

Il 19 Novembre 2015 ho presentato un’interrogazione rivolta al Ministri dell’Istruzione, dell’università e della ricerca e dell’economia e delle finanze circa le irregolarità, secondo il nostro punto di vista, sul licenziamento di 17 lavoratori, fra ex lettori in lingua e collaboratori esperti linguistici.

In data 1 Marzo 2016 ho ricevuto dal sottosegretario D’Onghia la risposta alla suddetta interrogazione ma nonostante le questioni da me (noi del M5S) sollevate erano tanto semplici quanto evidenti, abbiamo dovuto comunque dichiarare la non soddisfazione per quanto riferitoci.

Ora vi racconto e vi chiedo se sono io ad essere una “eterna insoddisfatta” o è il Governo che non si prende la responsabilità di vigilare, denunciare e porre rimedio agli abusi che giornalmente vengono perpetrati ahimè spesso anche negli ambienti scolastici e universitari.

È accertato che questi licenziamenti ci sono stati, è accertato che il tribunale di Cassino ha intimato all’Università di reintegrali nel loro posto di lavoro e di provvedere altresì a corrispondere la relativa indennità risarcitoria per il periodo in cui non hanno lavorato. Ora come è possibile che il Governo in merito a questo ci dica che l’Università ha dichiarato di essere nell’impossibilità di adempiere a quanto disposto dal tribunale? Cioè vogliamo forse far passare il messaggio che una pubblica amministrazione può o non può decidere se rispettare la sentenza di un Tribunale?

Inoltre la somma che l’Ateneo deve corrispondere ai lavoratori licenziati e poi reintegrati è pari a 281.371,01 somma che doveva essere iscritta nel capitolo “spese legali” del bilancio e invece è stata riportata come “spese per la didattica” e secondo il Governo trattasi di “mero errore materiale ed in ogni caso del tutto irrilevante” . Troviamo questa affermazione quanto mai indecente considerate le risorse minime destinate ai ragazzi e alle condizioni disagiate e di inadeguatezza in cui sono costretti a studiare.

E poi, se questi licenziamenti sono avvenuti per la volontà di operare una spending review come mai l’Ateneo ha provveduto ad aumentare i gettoni di presenza per i membri del consiglio di amministrazione e del senato accademico portandoli da 175,65 € a rispettivamente 600,00€ e 250,00€ ?

Tre solo tre domande avevamo posto al Governo:

  1. Se era a conoscenza dei fatti esposti: la risposta è SI.

  2. In che modo voleva porre rimedio a quanto accaduto: risposta non pervenuta

  3. In che modo il ministero aveva intenzione di intervenire affinché questi abusi di potere da parte della Direzione degli Atenei potesse nuovamente verificarsi e ricadere negativamente su lavoratori e studenti: risposta non pervenuta.

Questo è il modo di rispondere e di operare del Governo.

Se credono che ci stancheremo di portare le istanze dei cittadini in parlamento, se credono che ci demoralizzeremo perché abbiamo davanti persone incapaci, arroganti e menefreghiste possono perdere le speranze perché noi non molleremo mai.

Scarica qui il PDF con la risposta del Ministero

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