M5S: Base NATO Proto, dopo anni le nostre 11 domande sono ancora senza risposte, il Ministero sempre più inutile

Oggi 27 giugno 2017 ho ricevuto finalmente risposta alla mia interrogazione n. 3-02390 del 24 novembre 2015 circa la situazione di degrado in cui versa la base NATO “Proto” meglio conosciuta come “base NATO di Mondragone”. Avevo inoltrato l’atto al Ministero della Difesa nella speranza che potesse fornire risposte più compiute di come invece ci ha abituato in commissione XIII il Ministero dell’Ambiente.

Base NATO segreta nome in codice PROTO arriva l’interrogazione del M5S

Purtroppo il sottosegretario Rossi ha iniziato comunicandomi che faceva solo da “tramite” leggendomi quanto gli era stato inoltrato dagli uffici del Ministero dell’Ambiente. Quindi in pratica abbiamo atteso ben 581 giorni per avere una risposta pari a ZERO, il nulla assoluto.

11 domande senza risposte, notizie date e fornite, a dir loro, dalla Regione Campania che vanno in contraddizione con quanto invece asserisce la Marina Militare.

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto illustrato;

se sia stata formalmente avviata la procedura di trasferimento di competenze dalla Marina militare italiana all’Agenzia del demanio, e quali siano i tempi previsti per il completamento del trasferimento;

nel caso in cui il trasferimento fosse già avvenuto in capo all’Agenzia del demanio, come si intenda procedere per garantire la bonifica del sito;

se non ritengano utile prevedere un piano di risanamento straordinario, gestito a livello nazionale dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;

quali iniziative in concreto siano state adottate o intendano adottare, per procedere alla bonifica, al risanamento o alla messa in sicurezza del sito inquinato;

in che modo intendano procedere allo smaltimento dei rifiuti abbandonati nel sito a tutela dell’ambiente e della salute umana;

se, considerata la pericolosità del sito e l’inefficacia della vigilanza, ritengano opportuno adottare misure idonee per impedire l’accesso al sito;

se intendano, nell’ambito delle proprie competenze, rendere visionabili le mappe della base in loro possesso, considerato che ad oggi la stessa risulta ancora segreta e non è possibile reperire alcuna informazione puntuale circa le sue reali dimensioni;

se siano stati invitati a fornire ulteriori informazioni alla Commissione europea, come dichiarato dalla stessa Commissione nella risposta del 17 aprile 2015 e quali informazioni siano state date;

se abbiano notizia di rilievi e indagini effettuati dalla ASL competente e dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania circa lo stato dei luoghi nonché dei corrispondenti rischi di inquinamento ambientale relativi all’aria, ai terreni e alle falde acquifere, e quali siano stati i riscontri;

se sia disponibile copia della documentazione relativa alla bonifica e in particolare copia della certificazione di avvenuta bonifica, rilasciata in data 18 luglio 1996;

se abbiano intenzione, nei limiti delle proprie attribuzioni, di riqualificare l’ex base, come accaduto già per altre basi Nato, destinandola ad attività socio-culturali di interesse collettivo.

Punto primo: la base NATO è passata sotto la responsabilità della Marina Militare che doveva provvedere alla riconsegna all’Agenzia del Demanio: ebbene non ci hanno detto se questo iter che doveva avvenire dal 1996 è stato avviato SI o NO, se avviato è possibile che dopo 21 anni non si sia ancora concluso? Risposta zero.

Punto secondo: la Regione Campania dice che il sito non è stato segnalato come potenzialmente inquinato e quindi non lo hanno inserito nel piano regionale dei siti da bonificare. Ma il fatto che la Marina Militare dai periodici sopralluoghi abbia accertato la presenza di rifiuti di varia natura, anche eternit non corrisponde al vero? Qui qualcuno mente!!!!

Punto terzo: Ci dicono che gli accessi al sito sono stati murati. Allora come si spiega che da segnalazioni, denunce e anche dalla stessa marina Militare viene detto che “addirittura è stato asportato il cancello di ingresso oltre che a una parte della recinzione”, quindi vi è contraddizione anche in questo. Nella realtà dei fatti vi è una zona con libero accesso e dove si continuano a sversare rifiuti di ogni tipo, trasformandola nel tempo in una vera e propria discarica.

Punto quarto: la Commissione Europea ha archiviato il Caso EU pilot8659/16/ENVI ma noi vogliamo sapere in base a quali notizie? Abbiamo chiesto di avere accesso alla documentazione, ma nulla di fatto: i cittadini non devono sapere.

Punto quinto: Il ministero ha sottolineato che esiste una certificazione dell’ASL competente che ne certifica la bonifica. Innanzitutto questa certificazione risulta essere del 1996 quindi di 21 anni fa, oggi la situazione è di nuovo drammatica e quindi? Che facciamo non bonifichiamo più? Ed inoltre abbiamo chiesto di rendere disponibili i dati e le azioni intraprese appunto nel 1996, se tutto è stato fatto a norma perché non ci hanno fornito la documentazione?

Questo solo un sunto della risposta indecente alla nostra interrogazione, potete leggere il testo scaricando qui il PDF.

“Whatever you hear, see and do at proto, leave it here – Qualunque cosa che sentite, vedete oppure fate nel PROTO lasciatelo qui” e a quanto pare anche il Ministero ha seguito alla lettera quanto c’è scritto su uno dei cartelli della base NATO Proto di Mondragone.

Noi ovviamente non ci fermeremo qui statene certi!

Risposta interrogazione Base NATO PROTO Moronese M5S 27 Giugno 2017

Il Mattino 29 Giugno 201

 

One Comment

  1. Ciao, vilma e complimenti per il tuo impegno. E che aggiungere? se questo succede in un luogo dedicato all’ordine e alla nostra sicurezza che altro può accadere ?

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