Mondragone, questione approdo dei pescatori, la Soprintendenza cambia le carte in tavola, arriva l’interrogazione del M5S

Roma 18 Luglio 2016, è stata inoltrata al Ministro dell’Ambiente, una seconda interrogazione che riguarda la città di Mondragone, la questione è ancora quella dell’approdo dei pescatori, opera voluta dal Comune casertano, sequestrata dai Carabinieri lo scorso 20 Gennaio, per non aver rispettato la normativa vigente.

La prima interrogazione del MoVimento 5 Stelle, fu depositata il 19 Gennaio, mentre il 12 sempre dello stesso mese, la sen. Vilma Moronese, inviò richiesta al Comune per acquisire tutti gli atti amministrativi del progetto che non furono pubblicati.

Nella prima interrogazione alle domande poste dal M5S, il Ministero rispose che la Soprintendenza diede parere favorevole all’opera a condizione che le strutture venissero realizzate esclusivamente in legno e che non fosse modificato lo stato delle dune e dei cespugli di vegetazione spontanea. Dunque un parere in linea con il decreto legislativo n. 42 del 2004 codice dei beni culturali e del paesaggio, che però non fu rispettato, in quanto la struttura fu realizzata in ferro, e dunque il nucleo operativo dei Carabinieri per la tutela del Patrimonio Culturale di Napoli, il 20 gennaio, proseguì con il sequestro della struttura.

approdo dei pescatori seconda interrogazione M5S (5)

Con una nota dell’8 Luglio 2016, la Soprintendenza rivede la sua posizione e si dichiara favorevole alle modifiche del progetto apportate dal Comune che prevedono di rivestire le travi in ferro, con legno.

<< Siamo rimasti esterrefatti, quando abbiamo letto la nota n°0000981 del Mibact Caserta >> afferma la portavoce del M5S Vilma Moronese, prima firmataria del secondo atto ispettivo inviato al Ministero che riguarda l’Approdo dei Pescatori di Mondragone, che poi continua << il Ministero nella risposta del 28 Aprile, ci aveva detto che la Soprintendenza era venuta a conoscenza successivamente del fatto che l’opera era stata realizzata in difformità dall’Autorizzazione paesaggistica, specificando anche il riferimento alla modifica morfologica del sistema dunale, adesso invece sostiene che le strutture possono essere ricoperte in legno, quindi non più esclusivamente in legno e si dimentica delle modifiche apportate alle dune ed ai cespugli avendo realizzato delle fondamenta in cemento direttamente sulla spiaggia>>.

approdo dei pescatori seconda interrogazione M5S (1)

Con un parere inviato all’ufficio tecnico del Comune di Mondragone dunque, la Soprintendenza di Caserta, con le firme dell’Arch. Salvatore Buonomo e del Responsabile del Procedimento, l’Arch. Giuseppe Schiavone, rivede sostanzialmente la sua posizione rispetto all’opera e chiede al Comune, di pavimentare l’area esterna ai corpi di fabbrica con listoni in legno posati a secco sulla sabbia << Appunto, come detto poco fa, la Soprintendenza in questo nuovo parere non si preoccupa più delle dune probabilmente sparite o modificate così come per i cespugli naturali, che si trovano in un area sottoposta a vincolo, e chiede solo di provvedere per quanto riguarda l’area esterna, ma le fondamenta in cemento costruite danneggiando le dune allora si potevano fare? Chiediamo di sentire anche la Regione e la Commissione locale per il paesaggio, e che dunque vengano fatte tutte le verifiche del caso, come prevede la legge>> conclude la Moronese.

approdo dei pescatori seconda interrogazione M5S (3)

Queste le domande inviate dal MoVimento 5 Stelle al Ministro Galletti in attesa di una risposta :

– se non ritengano che il parere espresso in data 8 luglio 2016 sia da rivalutare, considerando che l’opera, realizzata in ferro, potrebbe comportare danni ambientali sulle dune, così come precedentemente paventato dalla Soprintendenza stessa nonché da quanto evidenziato nella risposta fornita all’interrogazione 3-02500;

– se la realizzazione di fondamenta in calcestruzzo abbia causato il danneggiamento o l’estirpazione di dune e cespugli, come da prescrizione della Soprintendenza, e se, prima che la stessa rilasciasse nuovo parere, si sia provveduto a fare tale verifica;

– se non considerino che, vista l’eventualità che la Soprintendenza possa cambiare parere in maniera netta e radicale, la sanatoria di un abuso edilizio rappresenti un grave precedente nonché un disincentivo al rispetto dei vincoli prescritti a tutela del paesaggio e dell’ambiente anche per la realizzazione di altre opere future;

– se ritengano opportuno sentire il parere della Regione e della commissione locale per il paesaggio;

– quali e quante risorse aggiuntive si considerino necessarie per il completamento dei lavori, considerata la variante progettuale intercorsa, e chi dovrebbe sostenerne i costi.

A questo indirizzo è disponibile il testo dell’interrogazione

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