Il M5S premiato dal Rapporto Caritas 2015 sulle politiche contro la povertà in Italia

Non si tratta di un premio assegnato, ma di un riconoscimento vero e proprio dell’attività politica del MoVimento 5 Stelle, che con la proposta di legge sul Reddito di Cittadinanza ha proposto uno strumento serio ed efficace di lotta alla povertà.

E’ stato pubblicato oggi il Rapporto 2015 sulle politiche contro la povertà in Italia della Caritas, di seguito riassunti alcuni passi dove il rapporto cita il lavoro del M5S, di cui Il Fatto Quotidiano ne ha fatto anche un articolo.

Nel frattempo, sul versante dell’opposizione, il Movimento Cinque Stelle ha deciso di mettere in testa alle sue priorità il progetto di reddito di cittadinanza, «universale e incondizionato», si legge nella presentazione della proposta di legge depositata al Senato il 29 ottobre 2013 (cf. cap. 8). Una proposta che ha avuto il merito di rimettere al centro del dibattito pubblico la questione della povertà. Per la prima volta il principale movimento di opposizione ha impugnato la bandiera dell’inclusione sociale e ne fa il più importante argomento di lotta politica e di comunicazione, convocando una manifestazione di massa il 9 maggio 2015, la marcia PerugiaAssisi che richiama le mobilitazioni dei movimenti per la pace. Anche se meno convincente risulta la proposta di un reddito universale di cittadinanza, sia sul piano della ricerca delle coperture finanziarie sia su quello della reale efficacia di una misura diretta a tutti che si presenta come risposta al problema del reddito ma non ridisegna il sistema delle protezioni sociali, un nuovo welfare.

Nel merito delle ultime righe di questo passaggio dove c’è una critica sulle coperture finanziarie, credo sia frutto dell’opposizione mediatica, o se volete di chi non vuole questo provvedimento per il nostro paese perchè probabilmente andrebbe a ledere i suoi interessi personali, lo abbiamo ribadito in ogni dove, sulla stampa, in TV, nelle piazze, nelle conferenze stampa, la nostra proposta di Legge ha tutte le coperture in regola e certificate dalla ragioneria di Stato. Inoltre una proposta di legge non può approdare in commissione senza aver ottenuto le coperture necessarie, e la proposta del Reddito di Cittadinanza del M5S è attualmente in discussione in commissione al Senato della Repubblica, dove si sono svolte anche le audizioni, il testo deve andare soltanto in aula per essere votato, ed ogni giorno qui in Senato battagliamo e chiediamo che venga discusso in aula, ogni volta che si presenta l’occasione.

Proseguiamo con il rapporto nelle parti in cui si parla del M5S

Il Rdc amplia l’utenza poiché si rivolge non solo al 6,8% di persone in povertà assoluta ma anche a chi è a rischio di diventarlo perché si sta impoverendo, arrivando così al 14,9% del totale. Evitare l’impoverimento dev’essere un obiettivo prioritario delle politiche di welfare, ma è un fine ben diverso dal sostenere chi vive in povertà e, pertanto, va perseguito con interventi e strumenti differenti (politiche per il lavoro, la famiglia, la non autosufficienza e altro). Una cosa, infatti, è venire in appoggio a chi non ha le risorse minime per soddisfare i bisogni basilari, un’altra è consentire di evitarlo a chi corre lo stesso rischio, ma ha ancora margini per condurre una vita decente.

Sempre restando in tema di chi non vuole che il Reddito di Cittadinanza divenga realtà, la litania, la canzoncina che ripetono in TV o sui social è questa : “Ma se date 780€ a 4 Milioni di poveri, non rientrate nelle coperture perchè occorrerebbero oltre 30 Miliardi di €”

Naturalmente è una bugia che chi racconta e diffonde sa benissimo esser tale, ma insiste perchè sa che fa effetto soprattutto se non ha nessuno difronte che lo possa controbattere, ma la risposta è semplice il Reddito di Cittadinanza si applica anche a tutti coloro che sono al di sotto della soglia di povertà stabilita dall’Istat, dunque a chi ha, come pensione o lavoro, un reddito mensile al di sotto dei 780€ stabiliti dall’Istat (2014) grazie al reddito di cittadinanza si vedrà corrispondere duneu l’importo per differenza fino al raggiungimento della suddetta somma.

Quindi aumenteranno le pensioni? Si con questa legge aumenteranno anche le pensioni minime, è una proposta che vuole eliminare la povertà, e oggi tantissimi pensionati italiani rientrano in questa soglia, per cui sono considerati poveri. Inoltre se all’interno di un nucleo familiare vi sono più soggetti che hanno diritto al reddito di cittadinanza questo sarà proporzionale al numero degli aventi diritto all’interno della famiglia.


calcolo soglia di povertà reddito di cittadinanza

 

L’effetto trascinatore del M5S sui partiti, ma naturalmente non dimenticate che la differenza la fa la credibilità ed il M5S è l’unica forza politica veramente credibile.

In terzo luogo, qualcosa è avvenuto anche nella sfera delle dinamiche politiche. Osservando il versante dell’offerta politica, si nota in particolare la funzione di catalizzazione dell’attenzione e di stimolo alla competizione politico-elettorale rispetto alla maggioranza di governo da parte del Movimento 5 Stelle, che ha collocato il RM tra le sue priorità. Per il tipico effetto di “trascinamento” da parte di forze politiche all’opposizione rispetto ai partiti di maggioranza – già documentato con riferimento ad altre fasi evolutive del welfare state italiano (Ferrera et al., 2012) – la salienza nel dibattito politico e nel mercato elettorale delle misure contro la povertà è aumentata sensibilmente, con una dinamica di fatto impensabile fino a qualche anno fa. Basti osservare, a tal proposito, che un partito in passato ostile al RM come la Lega Nord – principalmente per le sue implicazioni in termini di redistribuzione su base territoriale – ha recentemente mostrato aperture verso l’introduzione di schemi su base regionale, in una prospettiva di region building competitivo sia rispetto alle altre regioni sia come sfida al governo centrale. Inoltre, salienza e competizione politica si sono tradotte in una serie di proposte legislative concrete, attualmente depositate inParlamento.

Infografica dal rapporto Caritas 2015, solo Italia e Grecia in Europa non hanno il Reddito di Cittadinanza
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Potrebbe, dunque, davvero essere la volta buona? Forse sì, sia perché l’emergenza povertà ha notevolmente incrementato l’attenzione pubblica sul tema e la necessità di misure di contrasto alla stessa, sia perché è proprio nelle condizioni di accresciuta attenzione a una issue che le preferenze degli attori coinvolti (e dell’elettorato) diventano rilevanti per gli attori politico-istituzionali (Green-Pedersen e Walgrave, 2014): la costituzione di un soggetto nuovo, ampio, inclusivo e rappresentativo come l’Alleanza contro la Povertà sembra perciò poter essere decisiva come catalizzatrice di un potenzialmente ampio sostegno politico-elettorale per i principali partiti.

Quali sono le prospettive della lotta all’indigenza nell’Italia del post-crisi? – Una diffusione del fenomeno ben superiore ai livelli pre-crisi costituirà un tratto di fondo del nostro paese nei prossimi anni, rendendo ancor più necessario adottare in materia degli interventi strutturali. Nel periodo esaminato dal Rapporto, per giunta, sono maturate diverse condizioni in grado di facilitarne l’introduzione. Esse riguardano, tra l’altro, la crescita d’interesse da dopo la crisi, principalmente per merito del Movimento Cinque Stelle, i passi in avanti compiuti nel confronto tecnico sulle azioni da realizzare e il rafforzamento del ruolo di advocacy dei soggetti impegnati nel sociale, grazie all’Alleanza contro la povertà. Infine, vari componenti del Governo Renzi hanno recentemente palesato l’intenzione dell’Esecutivo di affrontare il problema. Ci si chiede ora se – a partire da queste circostanze – si giungerà all’auspicata costruzione di quel sistema di welfare a titolarità pubblica contro la povertà sinora assente nel nostro paese.

Noi siamo qui per questo ed ogni giorno lotteremo per portare avanti il Reddito di Cittadinanza per sconfiggere la povertà e ridare dignità a milioni di cittadini.

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