Il mio intervento sulla bonifica dei SIN all’incontro “Chiudiamo i conti con il passato”

Buon pomeriggio a tutti, vorrei innanzitutto ringraziarVi per l’invito perché come molti sanno quello delle bonifiche è un tema che mi sta particolarmente a cuore e su cui lavoro da anni ormai e ne approfitto per salutare i colleghi e gli altri ospiti che hanno deciso come me di parlarne oggi fra noi ma soprattutto con i cittadini che ci seguono on line.

Il vero obiettivo, a mio avviso, che dobbiamo porci oggi è quello di far si che i contributi di ognuno di noi non restino solo delle parole in rete, ma devono confluire tutti in un’azione comune per affrontare, INSIEME, una delle più annose piaghe che affliggono il nostro paese.

Sottolineo la parola “INSIEME” perchè ora più che mai è il momento della collaborazione e della leale cooperazione, perchè bonificare un sito, di qualunque natura esso sia, sito di interesse nazionale, regionale o sito orfano, lo sappiamo tutti, richiede sforzi immensi e solo nell’unità degli intenti che è possibile raggiungere il risultato.

Chi mi conosce sa quanto sia rigoroso il mio impegno, nel pretendere un ambiente sano e pulito, ma, sebbene io sia consapevole che in tema di bonifiche ci sia ancora molto, moltissimo da fare, vorrei quest’oggi confermarvi e anche raccontarvi alcune cose già fatte in questa legislatura che ci hanno permesso di fare dei passi in avanti e questo grazie all’azione di questo governo e di questa maggioranza.

Innanzitutto per me, quando parliamo di bonifiche, un punto fondamentale è quello della legalità e su questo aspetto voglio ricordare che proprio per prevenire e reprimere la corruzione e l’illegalità nella pubblica amministrazione e contrastare con ancora più efficacia le aziende in odor di mafia, che spesso risultano aggiudicatarie proprio di appalti per le bonifiche, grazie ad un emendamento del M5S approvato al Decreto Liquidità, abbiamo apportato una modifica importantissima alla Legge 190/2012 e cioè abbiamo previsto finalmente che vi sia l’obbligo di iscrizione nelle white list delle Prefetture, e quindi dovranno possedere la certificazione antimafia, tutte quelle aziende che operano del settore dei servizi ambientali, nella gestione dei rifiuti nonché nelle attività di risanamento e di bonifica perché sembrerà assurdo ma non erano incluse.

Sempre in tema di legalità e per contrastare tutti coloro che si macchiano di reati ambientali siamo in attesa di poter lavorare in Parlamento sulla proposta di legge del Ministro Costa, il cosiddetto “Terra Mia” e sono certa che la maggioranza di governo si adopererà affinché questo provvedimento possa vedere la luce quanto prima perché non possiamo attendere di nuovo 21 anni come per la legge sugli ecoreati, la 68/2015, per vedere approvata, ad esempio, una norma sacrosanta come quella sul daspo ambientale, perché mostrare fermezza e polso duro verso i criminali ambientali è un dovere assoluto delle istituzioni.

Ho letto con molta attenzione gli obiettivi della campagna che i “Radicali Italiani” hanno lanciato dal titolo “Chiudiamo i conti con il passato” e Vi posso dire che non solo concordo con voi ma posso assolutamente affermare che stiamo lavorando nella stessa direzione.

Come primo obiettivo vi siete posti quello di sensibilizzare e informare l’opinione pubblica e io vi dico che questa è un azione fondamentale, perché i cittadini sono le vere sentinelle di un territorio e sono quelle che possono fare la differenza nell’indirizzare la politica, a qualsiasi livello, ad agire correttamente e anche velocemente. Se un cittadino è informato sa esattamente cosa c’è da fare e chi deve farlo e può pretendere che venga fatto.

Questo è lo stesso motivo che mi ha indotto a proporre alla Commissione Ambiente del Senato che ho l’onore di presiedere di effettuare un’attività specifica sulle bonifiche. Abbiamo infatti organizzato un ciclo di audizioni sullo stato dell’arte degli iter di bonifica dei siti di interesse nazionale (S.I.N.) e per questo ringrazio il Sottosegretario Roberto Morassut che, come delegato dal Ministro Costa per le politiche in materia di risanamento ambientale, si è messo immediatamente a disposizione.

Lo scopo è appunto fornire, non solo ai parlamentari ma a tutti i cittadini perché le audizioni vengono trasmesse in diretta web, tutte le informazioni relative ad ogni singolo S.I.N.

Il ciclo di audizioni è iniziato il 22 ottobre scorso con il SIN di Porto Marghera e continuerà Regione per Regione con l’obiettivo di individuare le maggiori criticità e proporre soluzioni concrete, a conclusione dei lavori, attraverso una risoluzione di indirizzo al Governo.

Il secondo obiettivo della Vostra campagna è quello di indurre Governo e Parlamento ad elaborare un testo unico delle norme sulle bonifiche per renderle più chiare, univoche e certamente che possano semplificare gli iter amministrativi troppo spesso farraginosi e che allungano i tempi in maniera inaccettabile.

Beh devo dire che noi già abbiamo iniziato questo processo di semplificazione e di snellimento dei procedimenti, voglio ricordare infatti che nel Decreto Semplificazione, convertito nella legge n. 120, l’11 settembre 2020, sono stati introdotti due articoli ad hoc sul tema delle bonifiche, ovvero:

l’art. 52 che prevede l’inserimento, all’interno del Testo Unico Ambientale, del nuovo articolo 242-ter che amplia le ipotesi in cui è possibile realizzare interventi nei siti oggetto di bonifica, come ad esempio opere di pubblico interesse, di sistemazione idraulica o di mitigazione del rischio idraulico, senza pregiudicare l’esecuzione o il completamento della bonifica; questo articolo è importante perché in attesa della bonifica noi non blocchiamo quelle opere in quelle stesse aree necessarie per la collettività;

l’art. 53 che prevede la possibilità di accertare nei siti di interesse nazionale (SIN), lo stato di potenziale contaminazione mediante l’esecuzione di indagini preliminari consentendo una procedura più snella. Tale articolo consente altresì la certificazione di avvenuta bonifica anche per la sola matrice suolo, purché non vi sia interferenza con la matrice acque sotterranee e non vi siano rischi per i cittadini.

In pratica, si tratta di una semplificazione della procedura che consente di accelerare e ridurre i passaggi amministrativi intermedi.

Semplificare gli iter amministrativi non deve significare però agevolare il responsabile dell’inquinamento. Per questo grazie ad un emendamento a mia prima firma all’art. 53 abbiamo fatto si che le garanzie finanziarie prestate dal soggetto responsabile possano essere svincolate solo al raggiungimento di TUTTI gli obiettivi di bonifica.


Con questo emendamento si è voluto garantire il principio secondo il quale
‘chi inquina paga’! e paga fino in fondo! Senza sconti o scorciatoie o semplificazioni!

Inoltre il Ministero, e sono certa che il sottosegretario Morassut ne parlerà in maniera più approfondita di me, ha già previsto nel testo del Collegato Ambientale uno specifico articolo che prevede la “Delega al governo in materia di bonifiche e danno ambientale” cioè il Governo si impegna ad adottare uno o più decreti legislativi per la riforma della disciplina in materia di bonifiche e di danno ambientale definendo i criteri direttivi e i necessari provvedimenti per la definizione delle norme tecniche e delle competenze regionali.

Ecco quindi che il Collegato ambientale và proprio nella direzione del “Testo Unico delle bonifiche” invocato dal movimento “Radicali Italiani” .

E il lavoro che stiamo svolgendo in Commissione Ambiente al Senato con le audizioni sui S.I.N. è stato avviato proprio ora con l’intento di poter terminare con i nostri lavori per quando arriverà in parlamento il Collegato ambientale, in modo da poter trasferire magari anche a mezzo di emendamenti quello che sarà l’esito del nostro approfondimento.

Per quanto riguarda invece la vostra richiesta di realizzazione “di un geo database attraverso un portale pubblico con tutti i dati aggregati delle matrici ambientali in ogni sito perimetrato” io mi permetto di proporre al sottosegretario Morassut di verificare se l’esistente portale ufficiale dei S.I.N. presente sul sito di ISPRA può essere ulteriormente integrato e adeguato con le informazioni che vengono richieste, perché secondo me è fattibile e anche di rapida soluzione.

La terza richiesta che la campagna “Chiudiamo i conti con il passato” avanza è quella di destinare una quota dei fondi del Recovery Fund alla bonifica dei SIN.

Voglio ricordare che proprio poche settimana fa la mia Commissione è stata impegnata sul parere alle “Linee Guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza“. Un parere, di cui ero relatrice, che devo dire grazie al lavoro e al contributo di tutti i componenti della commissione, di maggioranza e opposizione, è risultato un documento completo e ben articolato dove ovviamente abbiamo toccato tutti i temi ambientali inclusi quelli relativi al risanamento ambientale.

Però vorrei dire la mia su questo, sulla questione dei fondi alle bonifiche, e lo voglio fare come si è solito dire “senza peli sulla lingua”. Il cosiddetto Recovery Plan non deve e non sarà un bancomat, una pioggia di soldi che arriverà gratis. Ci sono vincoli e requisiti ben precisi, ecco perchè, ancor prima di pensare di destinare quattrini alle bonifiche, è necessario dimostrare alla Comunità Europea, ma ancor prima a tutti i cittadini italiani, di avere i mezzi necessari per controllare e pretendere che questi soldi vengano spesi bene e nei tempi giusti.

Perchè vedete per me oltre tutto quello detto finora, il problema principale del perché le bonifiche non vengono quasi mai portate a termine non è solo la mancanza di fondi, né solo la normativa troppo articolata, il problema principale è la mancanza di tempi certi da parte di chi deve svolgere una determinata azione. Mi spiego meglio, per bonificare un S.I.N. occorre che i vari livelli istituzionali coinvolti lavorino insieme, collaborino fra loro e questo spesso non avviene, spesso il cosiddetto passaggio di carte, di pareri fra un ufficio e l’altro avviene in tempi biblici, con intervalli di tempi di mesi fra un passaggio e l’altro, e questo è inaccettabile e se a questo aggiungiamo il fatto che molte parti del territorio di un S.I.N. sono di proprietà privata ecco che la questione si complica ulteriormente perché occorre ottenere la disponibilità a collaborare anche da parte di questi privati che spesso non c’è.

Su questo sono certa che il Commissario Straordinario per la bonifica delle discariche abusive – Gen. Vadalà – che oggi è presente e con cui spesso mi sono confrontata su questo aspetto, potrà confermare quanto ho detto. La sua esperienza è importante proprio per dimostrare che è possibile “fare bene e fare in fretta. Il “Modus Operandi” messo in atto dalla struttura altamente specializzata dell’Arma dei Carabinieri ci insegna infatti l’importanza della sinergia e della collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti nei processi di bonifica. Solo così è possibile raggiungere risultati rapidi ed efficaci senza nessuna deroga al codice degli appalti e in piena legalità. Mi auguro quindi che l’esperienza maturata dal Gen. Vadalà possa essere da esempio e replicabile anche sui siti di interesse nazionale.

Mi scuso se mi sono dilungata troppo ma come detto all’inizio quello della bonifica dei ns territori è un tema che ritengo assolutamente prioritario, e chiudo ma non prima di aver rivolto a tutti voi un invito: uniamo le forze e agiamo insieme, agiamo presto nella consapevolezza che ognuno deve fare la propria parte perché la sfida che ci attende ci riguarda da vicino e dobbiamo sentirci tutti equamente coinvolti.

La commissione ambiente del Senato ha deciso di effettuare un’attività specifica sulle bonifiche. Abbiamo così…

Pubblicato da Vilma Moronese Cittadina Senatrice M5S su Lunedì 19 ottobre 2020

Rispondi