Legge elettorare truffa, il mio intervento in commissione contro il Rosatellum Bis

Intervento in commissione su legge elettorale ROSATELLUM BIS 18 Ottobre 2017.
Credo di poter iniziare il mio intervento definendo questa legge elettorale un vero e proprio colpo di Stato istituzionalizzato.
Si tratta di un abuso di potere quello che si sta perpetrando in parlamento con il fine esclusivo di far accaparrare ai vecchi partiti più potere, o quanto meno preservare almeno ancora per un po’ il potere avuto in questi ultimi decenni, calpestando in maniera vergognosa e spudorata la democrazia.
Un solo strumento era rimasto in mano ai cittadini per esprimere il loro consenso: il VOTO, e proprio su quel dovere e diritto state puntando! per indebolirlo e privarlo del suo vero significato.

In questi giorni molti cittadini scesi in piazza per protestare contro questa ignobile legge si chiedono che senso avrà andare a votare con questa legge elettorale, che annienta definitivamente la volontà popolare.
Voi rispondereste di sicuro che non hanno compreso, che quello che dicono è puro populismo e che magari come al solito è tutta colpa del M5S che sta montando un caso per nulla…
E invece i cittadini hanno compreso che si tratta di una vera e propria truffa, e che avete già tentato con la riforma costituzionale di scippare loro il voto e che ora ci state provando sotto forma diversa ma alla fine il risultato a cui mirate è sempre quello.
Oltre che nel merito su cui mi soffermerò dopo, almeno su alcuni punti, siete da condannare anche nel metodo. Chiedere la fiducia alla Camera e sicuramente anche qui al Senato è davvero un segno di arroganza e nello stesso tempo segno di paura nell’affrontare un normale e regolamentare iter parlamentare, fatto di una giusta discussione in commissione e poi in aula. Che poi il Governo chieda la fiducia su un disegno di legge parlamentare è un paradosso e una irregolarità davvero senza precedenti.
Senza contare poi che il Codice di Buona Condotta del Consiglio d’Europa del 2003, all’articolo 65, dichiara esplicitamente che non è opportuno modificare la legge elettorale nel periodo antecedente a una elezione e cioè non meno di un anno prima. Ma ovviamente la frase “ce lo chiede l’Europa” la usate solo a vostro piacimento per poi fare sempre tutt’altro e difatti sono centinaia le multe milionarie dall’Europa che paghiamo perché voi non tenete conto di niente e nessuno.
Pur non essendo una componente della commissione affari costituzionali, ho comunque ben chiare alcune forti criticità del testo, che lo rendono non solo incostituzionale, (e su questo voglio ricordare che siete recidivi vista l’incostituzionalità delle due precedenti leggi elettorali oltre a quasi tutti i provvedimenti che avete varato in questa legislatura) ma che non dà alcuna garanzia di governabilità bensì appare solo una ripartizione diabolica su come spartirsi le poltrone a beneficio di Pd, Forza Italia e Lega. 3 partiti che in apparenza si fanno la guerra ma che poi nelle segrete stanze, come una perfetta banda bassotti, hanno congegnato il colpo in ogni minimo particolare.
Vediamone qualcuna di queste criticità. Innanzitutto per avere chiara la situazione possiamo dire che ci saranno, per la camera almeno 232 collegi uninominali e 386 mi pare seggi distribuiti in collegi plurinominali.
Il territorio nazionale è diviso quindi in 28 circoscrizioni alla camera, mentre per il Senato ovviamente le circoscrizioni corrispondono alle regioni. Ciascuna di queste 28 circoscrizioni sarà suddivisa in un certo numero di collegi uninominali quindi una frazione dei 232 in proporzione alla popolazione di ciascuna circoscrizione. Ciascuno dei collegi uninominali è accorpato ad altri collegi uninominali a fianco, in genere saranno tre o quattro, per costituire un collegio plurinominale. Dunque una stratificazione di collegi uninominali raggruppati a 3/4 per fare un collegio plurinominale, raggruppati a loro volta per fare la circoscrizione, che comprende l’intero territorio nazionale.
Già qui la prima grave distorsione, prima la commissione incaricata per disegnare i collegi uninominali era presieduta dai presidenti delle due camere, ora invece è il governo, quindi potere esecutivo, che fra l’altro può fregarsene pure del parere delle camere.
Comprendere come verrà suddiviso il territorio nazionale fra circoscrizioni e collegi è rilevante per capire come si presentano le candidature. Le candidature si presentano in realtà non a livello delle circoscrizioni, non a livello dei collegi uninominali, ma a livello dei collegi plurinominali, vale a dire che ogni partito politico o movimento presenta per ciascun collegio plurinominale, un certo numero di candidati che compongono la lista che è comune per tutto il collegio plurinominale, e individuano per ciascuno dei collegi uninominali, inclusi nel collegio plurinominale, il candidato che per quel partito concorre nel collegio uninominale.
Ora ci possiamo trovare di fronte a una lista unica o a una coalizione, le vostre accozzaglie per intenderci. Le coalizioni non hanno un Programma e un Capo politico comune, questo significa che ogni lista della coalizione si presenterà con un proprio simbolo, programma e capo politico, rendendo evidente quindi che lo scopo della coalizione non è affatto quello di aggregare soggetti politici diversi in un programma di governo comune ma solo quello di massimizzare i voti ottenuti per acquisire quanti più seggi possibili per poi appena dopo le elezioni essere pronti a sfaldarsi.
Detto questo cosa succederà? Cosa può fare l’elettore? L’elettore avrà la possibilità di dare il suo voto a una delle liste della coalizione e automaticamente il suo voto si trasferisce al candidato unico di quella coalizione. Viceversa se il voto lo dà al candidato unico della coalizione, perché magari è un animalista convinto e quindi gli piace, il suo voto insieme a quelli ricevuti da quel candidato verrà spalmato in proporzione su una delle liste che fanno parte della coalizione, questo significa che potrebbe finire a una lista che nel proprio programma incentiva la caccia, quindi l’esatto opposto di quello che voleva l’elettore.
Quindi l’elettore non ha assolutamente coscienza e contezza di chi andrà a favorire con il suo voto, con buona pace della Costituzione che invece sancisce che il voto è personale (art. 48 cost.) e diretto (art. 56 cost.), nella vostra legge invece si prevede tutt’altro, infatti non avete previsto le preferenze perchè i listini sono bloccati nè tantomeno il voto disgiunto.
Non contenti di questo che già è gravissimo, avete perpetrato un’altra truffa quelle sulle soglie di sbarramento.
Le soglie di sbarramento, che sono distinte, per le liste singole il 3%, mentre per le coalizioni la distribuzione dei seggi va a quelle coalizioni che ottengono almeno il 10% a livello nazionale e contengono al loro interno almeno una lista che abbia superato il 3%
Ma anche questa è l’ennesima finzione perché i voti con cui la coalizione partecipa alla distribuzione dei seggi non sono soltanto i voti delle liste che hanno superato la soglia per le liste, cioè quelle che hanno superato il 3%, e che saranno destinatari del saggio, ma a questi verranno sommati anche i voti di quelle liste della coalizione che hanno superato l’1%. Le liste cioè che ottengono tra l’1 e il 3% sono destinate a riversare i loro voti nella cifra totale della coalizione, quindi concorreranno a far prendere seggi alle liste più importanti.
Questo aumenterà in maniera sproposita la presenza di liste civetta solo per far convogliare i voti alle liste principali. Questo sistema è ancor peggio del premio di maggioranza dichiarato incostituzionale.
Ma perché allora questo sistema piace anche ai piccoli partiti? Perché seppur con una percentuale di voto così bassa, che non fa scattare il seggio, aiuteranno così le liste maggiori della propria coalizione che ovviamente ripagherà per il favore presentando in un collegio uninominale il candidato del piccolo partito cosi da garantirgli comunque il seggio.
Ed ecco che il gioco è fatto, avete accontentato davvero tutti, o meglio avete accontentato la vostra bramosia di detenzione del potere e della poltrona, alla faccia della democrazia e del voto diretto del cittadino.
Ma anche per il senato ne vedremo delle belle, eh si perché nonostante l’art. 57 della costituzione sancisce che il senato della Repubblica è eletto su base regionale voi avete inserito delle soglie nazionali del 3% per le liste singole e del 10% per le coalizioni con una soglia del 20% regionale. Questo significa che se una lista singola prende il 19% in Campania ad esempio, che è una percentuale comunque alta, ma non prende il 3% nazionale comunque non prende alcun seggio. Quindi avete fatto finta anche qui di rispettare la costituzione ma solo in apparenza perché poi c’è l’inganno.
Un’altra questione ancora che scatenerà un putiferio, questa volta all’interno dei vostri stessi partiti sarà la parità di genere. Per noi del m5S questo non è un problema perché per noi è il progetto che va avanti e non il singolo uomo o donna che sia, ma per voi sarà una grana non da poco. Mi spiego: la legge prevede che nelle liste si alternino i generi come capolista, badando bene però a mantenere a livello nazionale questa proporzione sul 60 e 40%, uomini-donne, quindi il capo del partito deciderà di candidare in determinate regioni quelli che ritiene magari i suoi uomini fidati e di conseguenza costringerà altre regioni a inserire come capolista delle donne per garantire la proporzione 60-40, senza però tener conto se in queste regioni magari vogliono spingere i loro candidati migliori e sono uomini.
Insomma un pastrocchio davvero esagerato che porterà nel caos e porterà a una serie infinita di ricorsi su ricorsi oltre a lotte interne difficilmente gestibili. Sarete ricordati come la maggioranza dell’inciucio, del poltronificio e dei privilegi e sono certa che gli italiani alle prossime elezioni politiche, nonostante questa legge porcata, riusciranno a punirvi adeguatamente.

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