«Archivio di Stato completare subito il trasloco» Il comitato: vertice con Franceschini per sbloccare definitivamente l’iter

Una manifestazione pubblica e la richiesta di un tavolo in prefettura propedeutici ad un incontro con il ministro dei beni culturali, Dario Franceschini per conoscere le motivazioni che impediscono l’attuazione compiuta del piano Soragni e, nello specifico, della parte relativa alla sistemazione definitiva dell’archivio di stato nella Reggia. Questa la conclusione alla quale si è giunti ieri al termine dell’incontro del Comitato pro archivio di stato che si è svolto nella sede de «La Canonica».
«È una incomprensibile anomalia: c’è una legge dello Stato che qui viene disattesa e non se ne conoscono i motivi. Noi cittadini abbiamo il diritto di sapere cosa sta succedendo – sottolinea don Nicola Lombardi, docente e già direttore dell’istituto scienze religiose San Pietro, da sempre impegnato nel Comitato pro archivio – e perché il trasferimento dell’archivio nei locali della reggia che sono stati destinati ad accoglierlo non è ancora avvenuto».
A fare un aggiornamento sullo stato dell’arte e a tracciare le ultime tappe di quella che sembra essere una storia infinita è stato Pasquale Iorio, responsabile de Le piazze del sapere. Che ha sottolineato: «Ritengo oltremodo allarmante il silenzio della classe politica nazionale, regionale e provinciale. Abbiamo invitato tutti i politici e l’unica a risponderci e a considerare le nostre richieste è la senatrice Vilma Moronese (presente all’incontro, ndr)». Un punto di forza dell’azione che stanno portando avanti le associazioni è il coinvolgimento dell’università. «Sono al nostro fianco e per sostenere le iniziative per l’archivio organizzeranno un evento sul modello delle ‘didascalie parlanti’ (studenti, docenti e ricercatori che, negli ultimi fine settimana, hanno accompagnato i visitatori al Museo campano per farne conoscere la storia e i tesori, ndr). Sulla stessa stregua stanno preparando le carte parlanti, che illustreranno l’importanza dell’archivio per ricostruire la storia dell’intero territorio».
«È una vicenda ancora nebulosa – dice Vilma Moronese, senatrice Cinque stelle – Me ne sto occupando da anni ma ho ancora il sospetto che ci siano delle zone d’ombra. Sono ancora forti i miei dubbi sulla effettiva volontà di portare a termine il trasferimento dell’archivio una scelta nata anche dalla necessità di abbattere i fitti passivi, con un costo ormai insostenibile per l’amministrazione dello Stato. Oltretutto nonostante il fatto che il progetto per l’adeguamento degli spazi riservati all’archivio sia stato consegnato ad agosto, non c’è ancora alcuna traccia di un cronoprogramma che possa tranquillizzare sull’effettiva volontà di andare avanti». Il Comune con l’assessore all’urbanistica Caiazzo, offre l’aula consiliare per un confronto pubblico e fare chiarezza su responsabilità e ritardi e definire un percorso condiviso finalizzato alla soluzione della questione.
Ma non mancano sospetti sulla destinazione dei locali lasciati dall’aeronautica e assegnati all’archivio: «Perché escludere che su quegli spazi ci siano altri progetti?», si chiede Paola Broccoli, sulla cui tesi si ritrova anche Franco Capobianco, mentre l’ex deputato Paolo Broccoli, nel sottolineare che una terra senza memoria rischia di essere meno libera, ritiene fondamentale il coinvolgimento di tutte le migliori energie della città. «Perché salvare la memoria di una città vuole dire investire sul suo futuro», incalza. Il vescovo emerito Raffaele Nogaro non ha dubbi: «La legge c’è e va fatta rispettare. Bisogna che lo Stato rimuova le cause che hanno determinato l’attuale situazione di stallo». Scettica la giornalista Francesca Nardi, componente del comitato: «La verità è che a Caserta questa vicenda interessa a pochi».

Il pressing Tante figure autorevoli intervenute al convengo: da Nogaro a Broccoli e Capobianco

tratto dal Mattino di Caserta del 4 Novembre 2017

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