Bonus cultura bocciato dal Consiglio di Stato, il Ministro Bonisoli “La cultura non é una mancetta elettorale, ma un investimento”

Ancora un pasticcio del Governo del PD, ancora un provvedimento bocciato, questa volta è stato il Consiglio di Stato, che il 7 Giugno 2018 con il parere N. 00680/2018 (pubblicato il 15/06/2018) ha bocciato l’estensione del Bonus Cultura per gli anni 2018 e 2019, in poche parole mancano le “coperture” nella legge. Ma noi rimedieremo e rilanceremo con maggiori investimenti in cultura puntando tutto sulle nuove generazioni.

Né, in verità, è dato rinvenire, sia nella Tabella n. 13, sia comunque nell’ambito della Parte II della legge di bilancio 2018 approvativa degli stati di previsione dei Ministeri, alcuna previsione normativa ordinamentale che possa giustificare l’adozione dello strumento in questione.

Ma “La cultura non é una mancetta elettorale, ma un investimento” ha detto il nostro Ministro Alberto Benisoli e ha spiegato come il Governo del Cambiamento, aumenterà gli investimenti in Cultura puntando soprattutto sui nostri giovani.

Il Bonus Cultura verrà comunque rifinanziato, rimedieremo agli errori del PD

Per questo vogliamo intervenire immediatamente. I fondi per il 2018 e per il 2019 ci sono, verranno riattivati e verranno erogati ai nati nel 2000 e nel 2001. Nel farlo, abbiamo pensato di introdurre in modo graduale alcuni correttivi, per rimediare agli errori fatti in passato e preparare un programma strutturale per la promozione del consumo culturale, che assocerà progetti di diffusione culturale nelle scuole con incentivi agli acquisti di prodotti e servizi culturali, a partire dal 2020.

Quali correttivi introdurre e quando farlo, lo chiederemo a una commissione di esperti che si metterà subito al lavoro, per individuare i punti deboli del sistema partendo dall’analisi di come i fondi sono stato utilizzati.

Il metodo che voglio applicare è quello delle riforme “dal basso”, raccogliendo i punti di vista e ascoltando le esigenze di tutte le persone coinvolte. I protagonisti in questo progetto, infatti, saranno i ragazzi e le ragazze. In questo modo la commissione sarà in grado di proporre modifiche dei modi con cui i fondi vengono distribuiti e prevedere azioni strutturali che creino la ‘fame di cultura’, coinvolgendo ampie fasce d’età, non solo i 18enni, con l’obiettivo che i fondi siano sfruttati a pieno e utilizzati al meglio.

I giovani sono il miglior investimento per il futuro del nostro Paese e si meritano molto di più di un bonus una tantum. I fondi che sono già stati predisposti e che l’azione del precedente Governo ha rischiato di far saltare, non saranno eliminati, ma sarà tutto rimodulato e corretto in modo da pianificare misure a lungo termine, più efficaci, per far sì che cresca la ricerca di cultura fra gli adolescenti e che sia duratura.

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