Come l’emergenza ambientale e la terra dei fuochi impattano sulla salute e l’economia agricola campana

Di seguito il testo del mio intervento in questo interessante incontro.

Buona sera a tutti, e grazie davvero per l’invito.

Prima di parlare del tema dell’incontro, voglio dirvi con estrema sincerità che per me conoscere questo luogo, fatto di persone così belle, che diffondono messaggi speciali è stata una scoperta bellissima e per questo ci tengo a ringraziare in particolare Rosa Buonomo e Giovanni Russo, che la settimana scorsa mi hanno invitata e mi hanno detto: tu devi venire di persona, devi conoscere tutte le attività che vengono svolte in questo luogo speciale e io oggi vi dico: avevate ragione, senza retorica alcuna vi dico che per me è stato emozionante, una scoperta eccezionale.

Siete riusciti, sicuramente con tanti sacrifici e battaglie, a creare un luogo incantato. Mai avevo visto orti di comunità così curati, particolari, ricchi di cose buone. L’attenzione che mettete per far crescere i bambini a contatto con la natura, la presenza degli animali, dei cavalli, la musica, il cibo e i vini locali, le tante attività didattiche che organizzate rappresentano tutte assieme un modello culturale, un modello culturale che ci appartiene e che si avverte forte appena arrivi qui.

Quello che mi ha colpito di più mentre mi avete accompagnato in giro per il casale raccontandomi la sua storia e mostrandomi le tantissime attività che svolgete, è stato quello che leggevo nei vostri occhi, un amore sviscerato come quello si avverte quando un padre o una madre parlano del proprio figlio. Si percepisce che tra tutti voi che vivete questo sogno, c’è affiatamento, c’è fiducia, e tutto questo è straordinario. Per quanto mi riguarda ogni volta che potrò, porterò il vostro esempio di bellezza per contrastare il brutto che c’è fuori, grazie ancora a tutti per quello che fate, continuate e non fermatevi mai.

Veniamo ora però alla questione ambientale.

Vi faccio prima una premessa, come rappresentante del territorio ma anche come cittadina che vive in questo territorio, seguo insieme ai miei collaboratori tutto quello che riguarda l’ambiente, passiamo ai raggi X tutte le aziende che per un motivo o per un altro ci vengono segnalate o che richiedono un autorizzazione per costruire un nuovo impianto, seguiamo e ci studiamo tutto quello che riguarda un sito che è stato oggetto di un incendio, tutto.

Abbiamo una serie di problemi molto grossi, e non è possibile negarli. I problemi vanno affrontati e portati a soluzione, anche quello della Terra dei Fuochi, che non riguarda solo roghi tossici e interramenti, ma è un’insieme di molte cause ma anche di effetti, perché questi problemi ricadono e incidono anche sulle tante cose buone che abbiamo sul nostro territorio. Ad esempio abbiamo delle eccellenze agro-alimentari di primo ordine eppure vengono penalizzate perché provenienti dalla terra dei fuochi e non è più possibile subire questo atteggiamento.

Per questo “la Terra dei Fuochi” va smontata, disinnescata.

Lo so, da un lato ci sono le parole e dall’altro invece c’è l’immagine dei roghi quotidiani, lo so perfettamente non sono di Bolzano o Trieste, sono di S. Maria C.V., mangio e bevo le stesse cose che mangiate e bevete voi e respiro la stessa aria inquinata che respirate voi. Voi vi battete per i vostri figli? Beh io non ne ho ma lo faccio per le mie nipoti, e se lottiamo lo facciamo per garantire loro un futuro.

Io però sono convinta che possiamo farcela e voglio spiegarvi come e qual’è per me la strada da seguire.

Innanzitutto siamo tutti concordi che il problema ambientale in campania è complesso ok? E allora non è pensabile pensare che un solo soggetto o una sola istituzione possa riuscirci, c’è bisogno di capire che bisogna agire su vari fronti, e il coordinamento di tutte le istituzioni è necessario altrimenti falliamo.

Il Governo ce la può fare da solo? No.

La Regione ce la può fare da sola? No.

Un Comune ce la può fare da solo? No.

Una Procura da sola può risolvere il problema? No.

E tutti insieme? Per me se davvero tutti insieme, sicuramente Si.

Il Patto d’azione che è stato siglato a Caserta il 19.11.2018, si è posto questo compito. Si chiama patto d’azione perchè non sono parole ma azioni, c’è scritto chi deve fare cosa e entro quale data.

Mi direte: “si ma i roghi non sono stati arrestati” e io vi dico è assolutamente vero, questa estate abbiamo fallito, l’azione di contrasto non è stata efficace cosi come era nei programmi. Però sapete anche che c’è stato un forte contrasto da parte della Lega Nord che guidava il Ministero degli Interni. Io stessa mi sono dovuta scontrare duramente con loro perché dichiaravano come unica soluzione al problema la costruzione di nuovi inceneritori. Quindi avevamo da una parte il Ministro Costa che aveva chiesto una mano per dare più uomini per un azione forte di contrasto e dall’altra l’allora Ministro Salvini che doveva autorizzare che diceva di no. Questa forte azione sono gli arresti.

A questo purtroppo si è aggiunto che c’è stato un black-out quest’estate, dovuto al fatto che il Governo è caduto e finché non se ne forma uno nuovo il Presidente della Repubblica autorizza il Governo a rimanere in carica solo per gli affari correnti, quindi i Ministri sono stati congelati nelle loro azioni, pur volendo fare o decidere qualcosa non potevano farlo. Solo il 5 settembre scorso si è fatto un nuovo Governo, e per fortuna all’Ambiente abbiamo ancora il Ministro Costa, che sta continuando a lavorare ai nostri problemi, ma se non fosse stato riconfermato avremmo dovuto ricominciare tutto da capo, ci siamo battuti tutti affinché venisse riconfermato.

In questi mesi abbiamo lavorato tantissimo, abbiamo lavorato appunto a costruire una rete istituzionale a tutti i livelli, che vi assicuro non è una cosa scontata e non è nemmeno facile, perché anche convincere i comuni ma soprattutto la regione a collaborare è una impresa enorme e ne avete una dimostrazione della collaborazione di de Luca su questione navigator ad esempio.

A prescindere dai colori politici, andiamo sul piano pratico. Fino ad oggi era complicato avviare questa collaborazione anche sotto un altro aspetto, immaginate un magistrato, un giudice, un poliziotto, un carabiniere, che fino a qualche anno fa, con i governi precedenti, si sarebbero dovuti interfacciare con politici del territorio che risultavano collusi con i casalesi, con la camorra, c’è bisogno che vi faccia nomi e cognomi o facciamo finta di niente? Oggi i ns paladini della giustizia si interfacciano con persone perbene come con il Ministro Costa che prima che ministro è un servitore dello Stato come ha dimostrato con i fatti quando svolgeva il ruolo di generale dei carabinieri.

Dunque questo lavoro di sinergia istituzionale sui nostri territori non solo non era nelle intenzione dei politici che erano essi stessi i mandanti dei disastri ambientali, ma non sarebbe mai stato possibile nella pratica. E’ chiaro il messaggio?

Grazie a questo lavoro, oggi possiamo contare gli uni sugli altri, i cittadini hanno tantissime istituzioni dalla loro parte.

C’è una sinergia particolare tra le Procure di S. Maria C.V., Napoli Nord ovvero Aversa, e Napoli, sono stati stipulati accordi con la Guardia Costiera per quanto riguarda in special modo l’inquinamento delle acque, con la Difesa per Esercito e Carabinieri, con l’Aeronautica, per l’utilizzo dei droni militari. Le Procure a loro volta hanno fatto protocolli per acquisire agli atti dati e denunce e anche loro hanno ulteriormente innalzato la loro azione perché finalmente non si sentono isolati nel loro lavoro ma sanno che lo stato è al loro fianco. Sono cose importanti perchè se tutti vogliamo che questi delinquenti che avvelenano i nostri territori vengano arrestati e condannati, servono le prove, e questo lavoro delle Procure va in questa direzione. La Procura di Aversa ad esempio ha realizzato un protocollo con il Ministero della Salute, per arrivare a provare scientificamente i danni sulla salute, sono questioni davvero importanti che possono portare ad una svolta importante nell’azione di risanamento del territorio.

Soprattutto in questo ultimo anno ho incontrato tutti: i procuratori che lavorano sulla terra dei fuochi, coloro che fanno i controlli, ho incontrato carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco, polizia, ho un contatto direi quasi giornaliero con chi coordina il patto di azione e cioè l’ing. Curcio. Vi assicuro che tutti stavolta stanno dando il massimo e tutti vogliono vincere questa battaglia.

Abbiamo detto che servono più uomini e mezzi? Bene appena è stato nominato il nuovo Ministro dell’Interno il prefetto Lamorgese la prima cosa che ha fatto Costa è stata quella di chiedere aiuto per la terra dei fuochi e a differenza di Salvini, Lamorgese ha risposto SI.

Questo magari non lo avete letto sui giornali, perché c’è un gran lavoro di Costa e nostro, incessante, continuo, che non è conosciuto perché i giornali non ne parlano, ma che non si è fermato mai.

Per scrollarci di dosso però l’etichetta di Terra dei Fuochi, non serve ignorare il problema e dire come fa De Luca che la Terra dei Fuochi c’è anche a Milano, perché è accertato che ogni regione ha problemi enormi di inquinamento, ma lui deve guardare alla campania, perché è sua responsabilità e non può non collaborare semplicemente perché odia il m5s dal punto di vista politico.

Ma per toglierci di dosso questa terribile etichetta c’è un altra cosa che serve: procedere con le bonifiche. E’ un tema che per me è primario e me ne sono sempre occupata e lo farò sempre. Anche qui occorre essere informati perché questione delicata e complessa. Ogni bonifica è diversa da un altra, cambiano le competenze e quindi le procedure e quindi i tempi, ma ci sono alcune situazioni gravissime che non possono essere più rinviate. Non riesco a seguirle tutte è normale, ma fino all’ultimo giorno del mio mandato come politico, lavorerò per vederne realizzate almeno 3: la ex Cava Monti a Maddaloni, la discarica Ex Pozzi a Calvi Risorta, e le discariche di Pianura a Napoli.

Sulle bonifiche vi dico anche che noi parlamentari con il Ministro punteremo sulla legge di bilancio ad avere i fondi necessari così che non si dica che non ci sono le risorse ma vi assicuro che spesso non sono i soldi il vero problema ma l’inerzia delle amministrazioni.

Ma se riusciremo a fare le bonifiche in questi territori, dove non se nè è mai vista nemmeno l’ombra allora sarà il segno che stiamo risorgendo e sarà la prova della nostra rinascita ambientale, e tutti cittadini e le imprese del territorio potranno piano piano togliersi di dosso questo brutto marchio e guardare al futuro, e alla vita.

Avrei tantissime cose ancora da dire ma non voglio togliere ulteriore tempo, per cui sono a vostra disposizione per domande anche al termine dell’incontro.

grazie per le foto a Giusy Rosaria

Come l’emergenza ambientale e la terra dei fuochi impattano sulla salute e l’economia agricola campana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *