Il mio intervento al convegno “Femminicidio: emergenza da codice rosso”

Questa domenica mattina a Santa Maria Capua Vetere ci siamo confrontati sul fenomeno del Femminicidio e quindi sul fenomeno della violenza nei confronti delle donne che come sapete si è aggravato sempre più sino a diventare una vera e propria emergenza, che dobbiamo contrastare.

Prima di continuare però devo dirvi che io ero a conoscenza del fatto che il Comune tempo fa approvò la mozione del M5S #PlasticFree ma oggi purtroppo, volendo senza dubbio farci una cortesia, un consigliere ci ha piazzato davanti alcune bottiglie d’acqua in plastica. Non voglio farne motivo di attacchi ma approfittarne per dare un suggerimento, cosicché magari la prossima volta che ci sarà un evento, anche lui possa attivarsi per procurare una brocca d’acqua e bicchieri di vetro ed in mancanza, chiedere comunque acqua che se deve essere in bottiglia sia di vetro, grazie.

Tornando sul tema del convegno, è nostro preciso compito, quindi, come rappresentanti delle Istituzioni, contribuire e dare sostanza attraverso proposte legislative che possano mettere in atto azioni concrete per arginare tutte le forme di violenza che stanno prendendo connotati e declinazioni sempre più infide.

La difesa dell’integrità fisica e morale è un diritto che abbiamo conquistato con fatica in tempi non così lontani: basti pensare che è solo dal 1996 che in Italia la violenza contro le donne è considerata come un delitto contro la libertà personale e non più come un delitto contro il buon costume.

Dopo questa prima importante legge, ne sono seguite altre fino ad arrivare all’ultima, definita Codice Rosso, approvato nel luglio 2019, entrato in vigore il 9 agosto scorso, voluto fortemente dal M5S, e contiene un pacchetto di norme antiviolenza per donne e bambini.

Voglio però ribadire che abbiamo anche fatto altro:
abbiamo dato 37 milioni di euro (6 milioni in più dell’anno precedente) per il finanziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio, ed è stato previsto un fondo per le donne che vogliono uscire dalla casa o dalla famiglia in cui sono vittime di violenza.

Inoltre il Ministero della Salute ha messo in atto dei sistemi di prevenzione e di aiuto nei confronti delle donne vittime di violenze attraverso consultori con personale altamente qualificato e reti di ascolto e aiuto come il Telefono Rosa Antiviolenza e Antistalking.

Abbiamo istituito in Senato la Commissione monocamerale di inchiesta sul Femminicidio.

Certo c’è tanto ancora da fare ne siamo consapevoli.

Io voglio rivolgere un pensiero a noi donne elette nelle istituzioni: abbiamo dimostrato, dalla Costituente in poi, che su tematiche sensibili alle questioni cosiddette di genere, sappiamo fare rete e che in maniera trasversale, con passione e lungimiranza, abbiamo contribuito a delle riforme sociali e leggi di portata storica, a dimostrazione che unendo le forze gli obiettivi si possono raggiungere.

Ma io ritengo anche che questa non deve essere la battaglia delle donne per le donne, ma la battaglia della società tutta contro la violenza di genere.

Dobbiamo coltivare la cultura della solidarietà e il senso di responsabilità come valori irrinunciabili che guidano e fondano le nostre famiglie e le nostre comunità e che devono contrastare con fermezza e perseveranza tutti i fenomeni di odio, d’intolleranza e di prepotenza.

Immagine di copertina di Casertareport

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