Decreto Semplificazioni, ecco gli emendamenti dei commissari di ambiente approvati.

Il Decreto Semplificazioni è stato approvato in via definitiva il 10 settembre alla Camera dei Deputati, sulla sua importanza ma anche sulle criticità che portava con se, la commissione ambiente del Senato si è espressa precedentemente con questo comunicato. Dunque il nostro lavoro si è concentrato tutto esclusivamente sul cercare di equilibrare da un lato, gli obiettivi del decreto semplificazioni che vuole affrontare e superare i problemi derivati dall’emergenza Covid-19, e dall’altro i principi e le regole fondamentali che riguardano l’ambiente.

Di seguito trovate in elenco gli emendamenti approvati nel Decreto Semplificazioni dei membri del MoVimento 5 Stelle della Commissione Ambiente con le note esplicative. Per leggerle bisogna cliccare sul numero dell’emendamento ed il testo si espanderà.

C’è inoltre da aggiungere che alla Camera dei Deputati sono stati approvati due ordini del giorno di nostro interesse. Uno riguarda i tempi delle consultazioni pubbliche e l’altro la tutela ambientale nella gestione dei giacimenti di idrocarburi.

QUARTO 9.5 (testo 2)

EMENDAMENTO 9.5 (testo 2)

ART. 9

QUARTO, PAVANELLI, MORONESE, LA MURA, FLORIDIA

Al comma 1 lettera a), sostituire le parole «quindici giorni» con le seguenti «venti giorni»

NOTA: l’emendamento prolunga da 15 a 20 giorni il termine entro il quale le Commissioni parlamentari devono esprimere parere in relazione ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, (da adottare entro il 31 di­ cembre 2020, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze) con i quali sono individuati gli interventi infra­strutturali caratterizzati da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa per la cui realizzazione o completamento si rende necessario la no­mina di uno o più Commissari straordinari che è disposta con i medesimi decreti.

MORONESE 9.15

EMENDAMENTO 9.15

ART. 9

MORONESE, PAVANELLI, LA MURA, PUGLIA, FLORIDIA

Al comma 1, lettera e), capoverso «5.», terzo periodo, dopo le parole: «territoriale interessata» inserire le seguenti: «, dell’Unità Tecnica Amministrativa di cui all’art. 5, comma 1, del decreto legge 10 dicembre 2013, n. 136 convertito con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6,».

NOTA. L’UTA nasce il 1° febbraio 2011 mediante l’OPCM n. 3920/2011 quale speciale struttura diretta della PCM, ma dislocata sul territorio della Campania e con sede istituzionale in Napoli nel complesso demaniale di Castel Capuano, per meglio affrontare tutte le difficili ed onerose conseguenze del lungo periodo emergenziale (1996-2009) e straordinario (2010) nel ciclo dei rifiuti in Campania, succedendo in tutti i rapporti attivi e passivi già facenti capo alle varie e diverse strutture governative istituite in precedenza. Fino a dicembre 2013, l’UTA è stata incardinata nell’ambito del Dipartimento della Protezione Civile della PCM, ma con D.L. n. 136/2013 è attualmente incardinata nell’ambito del Segretariato Generale della stessa PCM. Normativamente, quindi, l’UTA, pur essendo inquadrata come un’Area Organizzativa Omogenea della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è una struttura funzionalmente sui generis, diretta e periferica seppur temporanea, della PCM, che gode di una speciale autonomia – legislativamente assunta – sia contabile, perché dotata di apposita contabilità speciale (n. 5148) intestata al Capo Unità, sia giuridica, in quanto anche giudizialmente le è stata riconosciuta una propria autonoma e distinta soggettività. Oltre alla complicatissima gestione legale e contenziosa affidata all’UTA, scaturita dalla fase emergenziale e straordinaria nel ciclo dei rifiuti in Campania (il cui valore complessivo è ragionevolmente stimato in oltre 1 miliardo di euro), ma che ha comunque portato negli ultimi anni a positivi rilevantissimi risultati erariali per lo Stato (quantificati in oltre 100 milioni di euro, tra vittorie processuali e attività transattive), ha anche capitalizzato tutta una serie di esperienze e di professionalità amministrative e tecniche, ottimamente ormai strutturatesi nel tempo, delle quali hanno profittato anche altre strutture governative attualmente operanti, sulla base o di singole intese debitamente formalizzate con specifiche convenzioni o di apposite disposizioni legislative. Sono, infatti, attualmente in essere, con le seguenti strutture governative, specifiche convenzioni, in base alle quali l’UTA assicura – senza alcun onere aggiuntivo a loro carico – specifico supporto amministrativo-contabile e tecnico (gestione contabilità speciali di pertinenza, gestione trattamento giuridico-economico, fiscale e previdenziale del personale in servizio, funzioni di stazione appaltante e di consulenze e valutazioni tecniche su criticità ambientali), unitamente ad una eventuale specifica consulenza legale, attesa la presenza stabile di un Avvocato dello Stato, in posizione di fuori ruolo, a capo dell’area legale della stessa UTA: 25 – Convenzione, in corso di imminente rinnovo, tra l’UTA e il nuovo Commissario straordinario di Governo per la Depurazione, prof. Maurizio Giugni; – Convenzione UTA – ANBSC (Agenzia per l’amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata); – Convenzione UTA – Commissario straordinario per la Bonifica delle Discariche Abusive sul territorio nazionale (DPCM 24.3.2017), Gen. CC. Giuseppe Vadalà; – Supporto generale dell’UTA al Commissario straordinario per la ricostruzione nei territori dell’isola di Ischia interessati dal sisma del 21 agosto 2017, Pref. Carlo Schilardi, ai sensi del D.L. n. 109/2018 (art. 18, comma 4); Relativamente alla sua sussistenza, i costi di gestione dell’UTA di fatto non gravano sulla finanza pubblica, potendo contare soprattutto su proprie risorse, che reperisce dall’attività di recupero di specifici propri crediti. L’UTA, che è stata destinataria di una proroga triennale (2020-2022), grazie alla previsione di cui all’art. 5-bis del D.L. n. 111/2019 come convertito dalla Legge n. 141/2019, per la straordinaria precipua esperienza pluriennale, acquisita nella gestione di situazioni emergenziali e straordinarie in situazioni di criticità ambientali, può essere utile ed economico strumento di supporto generalizzato a favore di Commissari straordinari o di altre strutture governative istituite per superare criticità soprattutto in campo ambientale localmente verificatesi. Tale funzione strumentale di supporto dell’UTA, già positivamente sperimentata a favore del Commissario straordinario per la ricostruzione nei territori dell’isola d’Ischia interessati dal sisma del 21.8.2017, in quanto espressamente prevista dal D.L. n. 109/2018, potrebbe così essere virtuosamente estesa, favorendo una oggettiva e rilevante semplificazione gestionale di strutture straordinarie amministrativamente complesse, ma necessitate dalle esigenze, con contestuale azzeramento delle altrimenti ineludibili, conferenti e replicantesi spese per il funzionamento delle stesse, unitamente al superamento immediato, in tal caso, dei tempi – spesso lunghi ed infruttuosi – comunque necessari alla effettiva funzionalità operativa delle stesse, con danni non di rado molto rilevanti per l’Erario.

LA MURA 10.4 (testo 2)

EMENDAMENTO 10.4 (testo 2)

ART. 10

LA MURA, PAVANELLI, MORONESE

Al comma 1, alinea, dopo le parole: “rigenerazione urbana” aggiungere le seguenti: “decarbonizzazione, efficientamento energetico, messa in sicurezza sismica e contenimento del consumo di suolo “.

NOTA: L’emendamento è volto a precisare che gli interventi a cui si riferiscono le modifiche normative apportate al DPR 380/2001 attengono alla decarbonizzazione, all’ efficientamento energetico, alla messa in sicurezza sismica e al contenimento del consumo di suolo. Tale precisazione è doverosa alla luce della circostanza che la rigenerazione urbana comprende una pluralità di interventi, di varia natura, che non si esauriscono in quelli oggetto delle modifiche de quo. A ciò si aggiunga che sono attualmente all’esame congiunto delle Commissioni riunite 9a (Agricoltura e produzione agroalimentare) e 13a (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato i disegni di legge n. 63, 86, 164, 438, 572, 609, 843, 866, 965, 984, 1044 e 1177, in materia di consumo di suolo e rigenerazione urbana, sicchè appare inopportuno l’utilizzo dell’espressione rigenerazione urbana nel provvedimento in oggetto.

LA MURA 10.87 (testo 2)

EMENDAMENTO 10.87 (testo 2)

ART. 10

LA MURA, PAVANELLI, MORONESE, FLORIDIA, CORRADO, GIANNUZZI, DI MICCO, CASTELLONE, ANGRISANI, RICCIARDI, TRENTACOSTE, MONTEVECCHI, NATURALE, DE PETRIS, MARILOTTI, PUGLIA, PACIFICO, VANIN, DONNO, ROMANO

Al comma 1, lettera h), capoverso «4- bis» dopo le parole: «rigenerazione urbana», aggiungere le seguenti: «decarbonizzazione, efficientamento energetico, messa in sicurezza sismica e contenimento del consumo di suolo».

NOTA: La proposta emendativa è volta a precisare che gli interventi a cui si riferiscono le modifiche normative apportate al DPR 380/2001 attengono alla decarbonizzazione, all’ efficientamento energetico, alla messa in sicurezza sismica e al contenimento del consumo di suolo. Tale precisazione è doverosa alla luce della circostanza che la rigenerazione urbana comprende una pluralità di interventi, di varia natura, che non si esauriscono in quelli oggetto delle modifiche de quo.

QUARTO 10.144 (testo 3)

EMENDAMENTO 10.144 (testo 3)

ART. 10

QUARTO, MORONESE, LA MURA, FLORIDIA, PAVANELLI, PUGLIA, PACIFICO, TRENTACOSTE, CORRADO.

Al comma 4, sostituire le parole: «di tre anni» con le seguenti: «rispettivamente di un anno e di tre anni».

NOTA ORIGINALE ALL’EMENDAMENTO (che prevedeva la sostituzione da 3 a 1 anno sia per la data di inizio lavori sia per la data di ultimazione): La lunghezza della proroga dei termini prevista dal DL è eccessiva sia per l’inizio dei lavori (1+3 anni) sia per la loro ultimazione (3+3 anni), il che potrebbe portare a completare regolarmente un’opera in un arco di tempo spropositato di 10 anni. Con l’emendamento proposto, questi termini si riducono in un’ottica di velocizzazione e rispetto di tempi congrui sia per l’inizio dei lavori (1+1anni) che per la loro conclusione (3+1), portando il tempo massimo di realizzazione dell’opera a 6 anni.

N.B. nel testo 3 approvato in Commissione l’emendamento viene modificato e proroga di un anno la data di inizio lavori e di tre anni la data di ultimazione dell’opera.

LA MURA 50.28 (testo 2)

EMENDAMENTO 50.28 (testo 2)

ART. 50

LA MURA, PAVANELLI, MORONESE, DE PETRIS, FLORIDIA, NUGNES, CORRADO, GIANNUZZI, QUARTO, DI MICCO, ANGRISANI, RICCIARDI, MONTEVECCHI, NATURALE, MARILOTTI, DONNO, PUGLIA, PACIFICO, TRENTACOSTE, VANIN, ROMANO

Al comma 1, lettera c), numero 1), dopo il capoverso “2-bis” aggiungere, in fine, i seguenti:

        «2-ter. L’individuazione delle aree di cui al comma 2-bis deve avvenire nel rispetto delle esigenze di mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, nonché delle esigenze di tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, delle aree agricole e forestali, della qualità dell’aria e dei corpi idrici, e del suolo, tenuto conto dei suoli degradati le cui funzioni ecosistemiche risultano pregiudicate in modo irreversibile e definitivo.

        2-quater. Per la realizzazione delle opere di cui al comma 2-bis occorre privilegiare, ove possibile, l’utilizzo di superfici di strutture edificate, comprese le piattaforme petrolifere in disuso.».

NOTA: Le proposte emendative perseguono lo scopo di vincolare la realizzazione dei progetti e delle opere attuative del PNIEC al rispetto esigenze di mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, nonchè delle esigenze di tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, delle aree agricole e forestali, della qualità dell’aria e dei corpi idrici, e del suolo, e in ogni caso preservando i servizi e le funzioni ecosistemiche specifiche del suolo agricolo, privilegiando, ove possibile, l’utilizzo di superfici di strutture edificate, comprese le piattaforme petrolifere in disuso.

LA MURA 50.58 (testo 2)

EMENDAMENTO 50.58 (testo 2)

ART. 50

LA MURA, PAVANELLI, MORONESE, FLORIDIA, NUGNES, PUGLIA, PACIFICO, TRENTACOSTE, VANIN, CORRADO, GIANNUZZI, QUARTO, DI MICCO, ANGRISANI, RICCIARDI, MONTEVECCHI, NATURALE, MARILOTTI, DE PETRIS, DONNO, ROMANO, QUARTO

Apportare le seguenti modifiche:

        1) al comma 1, lettera f), capoverso «Articolo 19», apportare le seguenti modifiche:

           a) al comma 3, sopprimere il secondo periodo;

               b) al comma 4, sostituire le parole: «Entro trenta» con le seguenti: «Entro e non oltre quarantacinque»;

               c) al comma 5, dopo le parole: «se il progetto ha possibili» aggiungere la seguente: «ulteriori»;

            2) al comma 1, lettera i), al numero 3), sopprimere le parole ” dopo il primo periodo è inserito il seguente: “In alternativa, la pubblicazione può avvenire a cura del proponente, secondo le modalità tecniche di accesso al sito internet istituzionale dell’autorità competente tempestivamente indicate da quest’ultima.”, e”;

            3) al comma 1, lettera l), numero 3), sopprimere il punto «3.2.»;

            4) al comma 1, lettera n), apportare le seguenti modifiche:

            a) al numero 2):

                1) sopprimere il quarto periodo;

                    2) al quinto periodo, sostituire la parola: «trenta» con la parola: «sessanta»;

                 b) al numero 3, sopprimere il quinto periodo.

N.B.: le parti in verde sono proposte emendative di altri senatori che sono state accorpate in sede di formulazione del testo 2

NOTA

Lett. a) e punti 2) – 3) – 4) lett. a)-punto 1: Le proposte emendative impediscono la possibilità che la pubblicazione dello studio preliminare e delle proposte progettuali in consultazione preventiva possano avvenire a cura del proponente sul sito internet istituzionale dell’autorità competente

Lett. b) La proposta emendativa è diretta a garantire la partecipazione dei cittadini ai fini della valutazione degli interessi che interagiscono nella fattispecie concreta.

Lett. c) La proposta emendativa ha lo scopo di precisare che, richiamando la norma altre valutazioni degli effetti sull’ambiente, sono considerati effetti ulteriori, rispetto a quelli già oggetto di valutazione.

Punto 4) – lett. a) punto 2) si estende da 30 a 60 gg il periodo durante il quale il pubblico interessato può presentare osservazioni concer­nenti la valutazione di impatto ambientale, la valutazione di incidenza ove necessaria e l’autorizzazione integrata ambientale nonché gli altri ti­ toli autorizzativi inclusi nel provvedimento unico ambientale.

MORONESE 50.98
                          EMENDAMENTO 50.98

ART. 50

MORONESE, FEDE, CORBETTA, FLORIDIA

Al comma 1, lettera n), numero 4), capoverso «comma 8», primo periodo, dopo le parole: “di cui al” inserire le seguenti: “primo periodo del”

NOTA. Specifica che il termine per convocare la conferenza dei servizi decisoria è quello del primo periodo del comma 6 come sostituito dall’articolo emendato.

MORONESE 50.119 (testo 2)
EMENDAMENTO 50.119 (testo 2)

ART. 50

MORONESE, DE PETRIS, PAVANELLI, LA MURA, NUGNES, PUGLIA, FLORIDIA, PACIFICO, TRENTACOSTE, VANIN, CORRADO, GIANNUZZI, QUARTO

Al comma 1, sostituire la lettera q) con la seguente:
“q) all’allegato II, punto 8), della parte seconda, le parole: «di petrolio, prodotti chimici, prodotti petroliferi e prodotti petrolchimici con capacità complessiva superiore a 40.000 m3» sono sostituite dalle seguenti: «di petrolio con capacità complessiva superiore a 40.000 m3; di prodotti chimici, prodotti petroliferi e prodotti petrolchimici con capacità complessiva superiore a 200.000 tonnellate»;”.

NOTA: Con tale emendamento per gli stoccaggi di petrolio con capacità complessiva superiore a 40.000 m3, la Valutazione di Impatto Ambientale resta di competenza statale.

LA MURA 50.122
EMENDAMENTO 50.122

ART. 50

LA MURA, PAVANELLI, MORONESE, FLORIDIA

Al comma 1, lettera r), al numero 2) sostituire la parola: «trenta» con la seguente: «sessanta».

NOTA. L’emendamento ha lo scopo di prevedere un termine più ampio al fine di garantire la partecipazione dei cittadini.

QUARTO 50.139
EMENDAMENTO 50.139

ART. 50

QUARTO, LA MURA, MORONESE, L’ABBATE, PAVANELLI, FLORIDIA

Sostituire il comma 4 con il seguente:

“4. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, per il tramite della scuola di specializzazione in discipline ambientali di cui all’articolo 17-bis del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26, assicura, tramite appositi protocolli d’intesa con l’autorità competente, il supporto scientifico e la formazione specifica al personale del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare con particolare riferimento a quello operante presso la direzione generale competente in materia di valutazioni e autorizzazioni ambientali. A tal fine, nonché per assicurare il funzionamento della suddetta scuola, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare riconosce all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale un contributo pari ad euro 300.000 euro per l’anno 2020 ed euro 700.000 a decorrere dall’anno 2021. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari ad euro 300.000 per l’anno 2020, ed euro 700.000 a decorrere dall’anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3 della legge 1° giugno 2002, n. 120. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

RELAZIONE ILLUSTRATIVA
L’articolo 50 del decreto legge semplificazione taglia del 50% i tempi di esame dei provvedimenti di VIA identificando una seconda commissione specializzata nell’esame delle VIA connesse al PNIEC. La riduzione significativa dei tempi di esame e la previsione di una nuova commissione specializzata impone la necessità che il personale di supporto della Direzione ministeriale competente in materia e delle due Commissioni VIA operative siano immediatamente ed adeguatamente formati ed acquisiscano le competenze necessarie per assicurare, nei tempi ridotti, il lavoro istruttorio prodomico alla decisione. A tal fine il comma 4 dell’articolo 50 prevede che l’Ispra per il tramite della Scuola, di cui all’articolo 17-bis del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito dalla L. 26 febbraio 2010, n. 26, assicuri la formazione del medesimo personale di supporto. L’EMENDAMENTO in parola estende i compiti assegnati dal comma 4 dell’articolo 50 ad Ispra, prevedendo che la scuola assicuri la formazione a tutto il personale ministeriale chiamato ad assumere decisioni altamente tecniche (come quelle relative alla identificazione delle aree non idonee per la realizzazione dei progetti connessi al PNIEC) oltre a quello propriamente assegnato alla DG competente in materia di valutazioni ambientali, assicurando inoltre il supporto scientifico alla competente direzione attraverso il coinvolgimento dei propri docenti. 478 In considerazione di tale ampliamento di compiti e della necessità di assicurare il funzionamento corretto della scuola di cui al decreto legge 195/2009, si prevede uno stanziamento di euro 300.000 per in corso e di euro 700.000 a decorrere dall’anno 2021. Per far fronte alla spesa sopra descritta si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3 della legge 1 giugno 2002 n. 120 (capitolo 2211/3 dello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare).

MORONESE 52.19 (testo 2)
EMENDAMENTO 52.19 (testo 2)

ART. 52

MORONESE, PAVANELLI, LA MURA, PUGLIA, FLORIDIA

Al comma 1, capoverso “Art. 242-ter”, al comma 4, dopo la lettera c) aggiungere, in fine, la seguente:
“c-bis) ove l’indagine preliminare di cui alla lettera a) accerti che il livello delle CSC non sia stato superato, per i siti di interesse nazionale il procedimento si conclude secondo le modalità previste dal comma 4-bis dell’articolo 252, e per gli altri siti nel rispetto di quanto previsto dal comma 2 dell’articolo 242.”.

NOTA. L’emendamento propone che, ove si accerti che il livello delle CSC non sia stato superato venga attivata la procedura prevista all’art. 242 comma 2 con invio di con apposita autocertificazione agli enti competenti entro 30 giorni dalla data di inizio delle attività di indagine.

MORONESE 53.1 (testo 2)
EMENDAMENTO 53.1 (testo 2)

ART. 53

MORONESE, CORRADO, PAVANELLI, LA MURA, PUGLIA, FLORIDIA

Dopo il comma 2, inserire i seguenti:
«2-bis. All’articolo 252 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modifiche:
1) al comma 3 dopo le parole: ”Ai fini della perimetrazione del sito” sono aggiunte le seguenti: ”, inteso nelle diverse matrici ambientali compresi i corpi idrici superficiali e i relativi sedimenti,”;
2) al comma 4 le parole: ”può avvalersi anche dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (APAT), delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente delle regioni interessate” sono sostituite dalle seguenti: ”si avvale per l’istruttoria tecnica del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA)”;
2-ter. All’articolo 253, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, le parole: ”ai sensi dell’articolo 250” sono sostituite dalle seguenti: ”ai sensi degli articoli 250 e 252, comma 5”, nonché dopo le parole: ”L’onere reale viene iscritto” sono aggiunte le seguenti: ”nei registri immobiliari tenuti dagli uffici dell’Agenzia del Territorio”»;
2-quater. All’articolo 306-bis, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono premesse le seguenti parole: ”Salvo che la transazione avvenga in sede giudiziale a norma dell’articolo 185 c.p.c.”, nonché sono aggiunte in fine le seguenti parole: ”in sede amministrativa”.».

RELAZIONE ILLUSTRATIVA
Le proposte di modifica dell’art. 53 sono volte, da una parte, a semplificare le procedure di bonifica dei siti di interesse nazionale, e, dall’altra, ad accelerare la bonifica dei corsi idrici ricompresi nella perimetrazione dei siti di interesse nazionale. Sul primo versante, l’attuale norma (art. 252, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152) prevede che “Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare può avvalersi anche dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (APAT), delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente delle regioni interessate e dell’Istituto superiore di sanità nonché di altri soggetti qualificati pubblici o privati”. La modifica proposta alla lettera a) è volta ad evitare duplicazioni di valutazioni tecniche da parte di soggetti diversi (ISPRA e ARPA) spesso non coerenti. La disposizione è coerente (anzi, costituisce attuazione) con quanto previsto dall’art. 3, legge n. 132 del 2016, ai sensi del quale il Sistema nazionale svolge le seguenti finzioni “e) supporto tecnico-scientifico alle amministrazioni competenti per l’esercizio di funzioni amministrative in materia ambientale espressamente previste dalla normativa vigente, mediante la redazione di istruttorie tecniche e l’elaborazione di proposte sulle modalità di attuazione nell’ambito di procedimenti autorizzativi e di valutazione, l’esecuzione di prestazioni tecnico-scientifiche analitiche e di misurazione e la formulazione di pareri e valutazioni tecniche anche nell’ambito di conferenze di servizi ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241”. 492 Sul secondo versante, la proposta normativa chiarisce che i corpi idrici superficiali e i relativi sedimenti sono matrici ambientali oggetto di bonifica nei siti di interesse nazionale perimetrati, consentendo di superare un importante contenzioso determinatosi nel tempo della poca chiarezza della vigente normativa. Per quanto riguarda il comma 2-ter, la proposta di modifica è volta a rendere esplicita l’applicabilità dell’istituto dell’onere reale anche ai siti di interesse nazionale che, come noto, sono individuati fra quelli che hanno situazioni di contaminazione di particolare rilevanza e gravità, laddove il richiamo al solo art. 250 ne può lasciar presupporre l’applicabilità ai soli interventi da realizzare d’ufficio da parte del comune o della regione, al di fuori dei siti di interesse nazionale. Con la modifica si chiarisce che nei casi in cui il Ministero dell’ambiente provveda, ai sensi dell’articolo 252, comma 5, all’attuazione degli interventi in danno dei soggetti responsabili -anche per il tramite delle amministrazioni territoriali mediante la sottoscrizione di appositi Accordi di Programma con stanziamento di risorse proprie- può procedere all’iscrizione dell’onere reale sui beni immobili oggetto di intervento e può vantare, in relazione alle spesso ingenti somme spese, un credito assistito da privilegio speciale. La proposta di integrazione del secondo capoverso mira, inoltre, a superare una criticità da tempo evidenziata in dottrina poiché chiarisce che l’iscrizione dell’onere reale va fatta nei registri immobiliari tenuti dagli uffici dell’Agenzia del Territorio. In passato la mancata indicazione del registro pubblico presso il quale effettuare l’iscrizione ha dato luogo a dubbi interpretativi rendendo facilmente impugnabili tutti i successivi provvedimenti amministrativi. Con la modifica si indica espressamente il corpus nel quale inserire l’iscrizione in un’ottica di maggiore efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa.

MORONESE 53.17 (testo 2)
EMENDAMENTO 53.17 (testo 2)

ART. 53

MORONESE, PAVANELLI, LA MURA, PUGLIA, FLORIDIA, CORRADO, GIANNUZZI, PACIFICO, TRENTACOSTE, QUARTO

Al comma 1, sostituire il capoverso «4-quater» con il seguente:
«4-quater. Qualora gli obiettivi individuati per la bonifica del suolo, sottosuolo e materiali di riporto siano raggiunti anticipatamente rispetto a quelli previsti per la falda, sarà possibile procedere alla certificazione di avvenuta bonifica di cui all’articolo 248 limitatamente alle predette matrici ambientali, fermo restando l’obbligo di raggiungere tutti gli obbiettivi di bonifica su tutte le matrici interessate da contaminazione. In tal caso sarà necessario effettuare un’Analisi di Rischio atta a dimostrare che le contaminazioni ancora presenti nelle acque sotterranee fino alla loro completa rimozione non comportino un rischio per i fruitori e le altre matrici ambientali secondo le specifiche destinazioni d’uso. Le garanzie fideiussorie di cui al comma 7 dell’articolo 242 sono comunque prestate per l’intero intervento e verranno svincolate solo al raggiungimento di tutti gli obiettivi di bonifica.»

NOTA. La modifica del comma 4-quater consente di svincolare i suoli in presenza di contaminazione della falda purché non vi sia cross contamination. La bonifica della falda richiede generalmente un tempo di realizzazione molto superiore a quello necessario per i suoli. L’intento evidente dell’articolo è quello di consentire quindi lo svincolo dei suoli e degli interventi sul sito in un tempo più breve. Il principio è condivisibile ma l’articolo non prevede, una volta svincolati i suoli, alcun intervento risolutivo sulla falda. Inoltre le garanzie finanziarie verrebbero rilasciate con lo svincolo del suolo senza lasciare alcuna garanzia in caso di problemi successivi sulle acque sotterranee. In effetti l’assenza di cross contamination tra suolo e falda, riscontrata al momento dello svincolo dei suoli, non da la certezza che tale situazione permanga immutata nel tempo. L’Emendamento si propone quindi di risolvere le criticità sopra esposte.

Nota per Santillo richiesta a Vilma: Sappiamo bene come il tema delle bonifiche debba conciliare aspetti di semplificazione e snellimento delle procedure con esigenze di carattere ambientale ma soprattutto finanziario. Con l’emendamento 53.17 si è voluto applicare e garantire il principio secondo il quale ‘chi inquina paga’ ovvero, pur offrendo la possibilità di procedere alla certificazione di avvenuta bonifica per le matrici che abbiano già raggiunto gli obiettivi di bonifica (suolo, sottosuolo e materiali di riporto), le garanzie fideiussorie saranno comunque prestate per l’intero intervento e verranno svincolate solo al raggiungimento di TUTTI gli obbiettivi di bonifica.

QUARTO 54.5
EMENDAMENTO 54.5

ART. 54

QUARTO, PAVANELLI, MORONESE, LA MURA, FLORIDIA

Al comma 3, capoverso 4-bis, dopo le parole: «realizzazione di interventi» inserire le seguenti: «collaudati».

NOTA. Si ritiene opportuno specificare che gli interventi per la mitigazione del rischio da cui possono derivare le modifiche della perimetrazione e/o classificazione delle aree a pericolosità e rischio dei piani stralcio relativi all’assetto idrogeologico, devono essere collaudati in modo da avere comprovate garanzie sulla validità ed efficacia dell’opera e quindi sulla affidabilità delle modifiche di cui sopra.

LA MURA 55.3 (testo 2)
EMENDAMENTO 55.3 (testo 2)

ART. 55

LA MURA, CORRADO, PAVANELLI, MORONESE, FLORIDIA, NUGNES

Apportare le seguenti modifiche:
a) al comma 1, lettera a), punto 1), dopo le parole “al comma 3, ” sono aggiunte le seguenti parole “primo periodo è sostituito dal seguente “Il Presidente è nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con i presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, nell’ambito di una terna proposta dal Ministro e composta da soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni, nelle professioni, ovvero di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Entro trenta giorni dalla ricezione della proposta, i presidenti delle regioni interessate esprimono l’intesa su uno dei candidati proposti. Decorso il suddetto termine senza che sia raggiunta l’intesa con i presidenti delle regioni interessate, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta, provvede, alla nomina del Presidente, scegliendo tra i nomi compresi nella terna.”, nonché “;
b) al comma 1, lettera e), dopo le parole “ovvero di durata inferiore se richiesta dallo stesso ente parco” sono aggiunte le seguenti “fatta salva l’eventuale estensione della durata della concessione ai sensi dell’articolo 14, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296”;
c) dopo il comma 3 è inserito il seguente: “3-bis. All’articolo 227 del decreto legge n. 34 del 2020, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 1, dopo le parole “dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141” sono aggiunte le seguenti “, nonché nelle aree marine protette”, nonché le parole “alle micro, piccole e medie imprese” sono sostituite dalle seguenti “alle micro e piccole imprese”;
2) al comma 3, le parole “avere sede legale e operativa nei comuni aventi almeno il 45 per cento della propria superficie compreso all’interno di una ZEA” sono sostituite dalle seguenti “avere la sede operativa all’interno di una ZEA o che operano all’interno di un’area marina protetta”;
3) dopo il comma 3 inserire il seguente: “3-ter. All’articolo 4-ter, comma 2, del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, convertito con modificazioni dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141, le parole “micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa nei comuni aventi almeno il 45 per cento della propria superficie compreso all’interno di una ZEA” sono sostituite dalle seguenti “micro e piccole imprese con sede operativa all’interno di una ZEA”.”; RELAZIONE ILLUSTRATIVA
La proposta di cui alla lettera a) è volta a prevedere che il Presidente è nominato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con i presidenti delle regioni nel cui territorio ricade in tutto o in parte il parco, nell’ambito di una terna proposta dal Ministro e composta da soggetti in possesso di comprovata esperienza in campo ambientale, nelle istituzioni, nelle professioni, ovvero di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private. Entro quindici giorni dalla ricezione della proposta, i presidenti delle regioni interessate esprimono l’intesa su uno dei candidati proposti. Decorso il suddetto termine senza che sia raggiunta l’intesa con i presidenti delle regioni interessate, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentite le Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta, provvede alla nomina del Presidente, scegliendo tra i nomi compresi nella terna. La proposta è volta a semplificare ed accelerare l’iter di nomina del Presidente e del Direttore dei parchi rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente, evitando il rischio di blocco delle procedure come già avvenuto molteplici volte, costringendo il Ministero a ricorrere alla nomina di un Commissario. Tali modifiche risultano viepiù necessarie anche alla luce dell’articolo 4-ter, comma 1, del decreto legge n. 111 del 2019, convertito con modificazioni dalla legge n. 141 del 2019, in base al quale il territorio di ciascuno dei parchi nazionali costituisce una zona economica ambientale (ZEA) all’interno della quale possono essere concesse forme di sostegno alle nuove imprese e a quelle già esistenti che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti. In tale quadro, è essenziale assicurare una governance adeguata dell’ente parco al fine di garantire un quadro istituzionale di riferimento per l’avvio e la promozione di tali attività economiche ecocompatibili. Ai sensi della lettera b) viene fatta salva l’eventuale estensione della durata della concessione ai sensi dell’articolo 14, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296; in tal modo, ferma restando la previsione di cui all’articolo 55, comma 1, lettera e), del decreto legge n. 76 del 2020, in forza del quale i beni demaniali presenti nel territorio del parco nazionale non ancora affidati a terzi possono essere dati in concessione gratuita all’ente parco per nove anni, tale termine può essere esteso, comunque non oltre i diciannove anni, qualora l’Agenzia del demanio ne ravvisi, con determinazione motivata, l’opportunità in considerazione di particolari finalità perseguite dal richiedente, ovvero nell’ipotesi in cui il concessionario si obbliga a eseguire consistenti opere di ripristino, restauro o ristrutturazione particolarmente onerose con indicazione del termine di ultimazione delle stesse. Alla lettera c), punto 1), si prevede che il contributo sia indirizzato alle sole micro e piccole imprese, escludendo pertanto le medie imprese, con il solo requisito della sede operativa all’interno della ZEA (anziché il doppio requisito della sede legale e della sede operativa all’interno della ZEA), in considerazione del fatto che a soffrire maggiormente in questi delicati e fragili contesti territoriali sono state le micro e piccole imprese. Al punto 2), si prevede che il contributo previsto dall’articolo 227 sia corrisposto alle guide e alle imprese eco-compatibili micro e piccole che operano all’interno delle ZEA, anziché alle imprese e operatori che fanno parte dei comuni aventi il 45 per cento del proprio territorio all’interno della ZEA, al fine di armonizzare l’ambito di operatività della norma rispetto a tutte le imprese presenti nel territorio delle ZEA e valorizzare la specificità dell’appartenenza all’area protetta. A tal fine, al punto 3) viene modificato nel medesimo senso l’articolo 4-ter, comma 2, del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, convertito con modificazioni dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141. Al contempo la previsione estende il contributo anche ai medesimi soggetti che operano all’interno delle aree marine protette, istituite ai sensi delle leggi n. 979 del 1982 e n. 394 del 1991, sempre in una logica di sistema trattandosi, al pari delle ZEA, di contesti territoriali 507 sottoposti a particolari vincoli derivanti dall’esigenza di assicurare la preservazione dei valori ecosistemici.

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