Dichiarazione di voto M5S delega al Governo su legge protezione civile

Dichiarazioni di voto as 2068
Sistema nazionale e coordinamento della protezione civile – Delega al Governo

Grazie, Presidente, colleghi, cittadini

oggi siamo chiamati a votare un provvedimento che è stato approvato dalla Camera a settembre 2015, per poi rimanere in Commissione al Senato per più di un anno.

Ora alla luce dei gravissimi episodi di questi giorni viene portato in aula senza che si possa intervenire nel merito.

Noi non abbiamo alcuna intenzione di strumentalizzare le tragedie di questi giorni, ma vogliamo evidenziare che questo provvedimento è una delega al Governo e quindi si tratta di una legge che non c’è e che nella migliore delle ipotesi non ci sarà nulla di immediatamente operativo da qui a 6 mesi, quindi l’iter sarà tutt’altro che celere.

L’Urgenza divenuta fra l’altro non più tanto urgente, considerato il fittizio passaggio in commissione e vista l’intenzione di non accogliere alcun emendamento. Intenzione ovviamente confermata per l’aula.

Tuttavia diamo atto che in commissione sono stati accolti molti ordini del giorno, ma purtroppo come ben sapete sono impegni che dovrebbe rispettare un governo che si presume non durerà poi cosi tanto da poterli mantenere considerate le probabili e invocate elezioni politiche.

Farò prima un’analisi sul provvedimento e in conclusione quella che è la nostra valutazione dello stesso. Di certo siamo consapevoli della necessità di riordinare le disposizioni in materia del sistema nazionale della protezione civile che oggi risulta frammentato e disorganizzato. Ma riteniamo anche necessario che il nostro Paese debba contare su un servizio efficiente di protezione civile che possa fronteggiare le emergenze con le giuste risorse umane e strumentali.

Ed è per questo che riteniamo assurdo aver incluso nel provvedimento la clausola sull’invarianza finanziaria. Occorre infatti predisporre adeguate coperture finanziarie per sostenere la protezione civile, per risolvere il problema del precariato e per fornire le dovute risorse.

Sono necessarie fonti di finanziamento anche nel caso di eventuale superamento dei limiti del patto di stabilità interno da parte degli enti territoriali che necessitano di investimenti per adeguarsi al riassetto normativo del sistema di protezione civile.
Questi uomini, hanno bisogno di strumenti, hanno bisogno di altre mani, per poter davvero gestire le emergenze per la tutela dei cittadini e del territorio.

Gli ultimi eventi ci hanno duramente messo alla prova, abbiamo dovuto fronteggiare una calamità dietro l’altra, ma Emergenza non deve necessariamente significare andare in deroga a tutti i costi.

Per questo motivo abbiamo chiesto di inserire all’interno di questa legge delega l’esclusione della possibilità di derogare alle norme in vigore. Penso in particolare alle norme in materia di responsabilità di sicurezza del lavoro, alle norme di tutela ambientale, alla normativa antimafia e anticorruzione.

Ci rendiamo conto che in fase emergenziale può rendersi necessario qualche parziale deroga, ma considerati i continui abusi che sono stati compiuti negli anni di questo strumento, è bene definire dove, come e per quali motivi si può derogare.

Il testo uscito dalla Camera è stato migliorato grazie anche all’approvazione di alcune proposte significative del Movimento 5 Stelle.

Voglio ricordare ad esempio l’inserimento di forme di microcredito agevolato utilizzabili per favorire il superamento dello stato di emergenza e l’individuazione, nel futuro decreto, di criteri e metodologie, per tutto il territorio nazionale, per il riconoscimento e l’erogazione di agevolazioni, contributi e forme di ristoro immediate, così da dare subito certezza ai cittadini colpiti dall’evento calamitoso.

Abbiamo introdotto, per porre rimedio immediato alle criticità, il ricorso alla filiera corta nell’ambito del reperimento delle forniture di beni di prima necessità, di servizi e di materiali necessari nelle diversi fasi dell’emergenza.

E poi, anche, l’introduzione della flessibilità nell’ambito del Patto di stabilità a fianco di ogni disposizione utile a favorire il passaggio tra l’eventuale gestione commissariale a quella ordinaria, con l’evidente finalità di agevolarne gli investimenti ai fini della ripresa.

Riteniamo fondamentale, inoltre, superare la frammentazione della funzione di protezione civile tra i diversi livelli di governo territoriale.

Abbiamo proposto qui in Senato al proposito, un impegno del Governo affinchè si promuova il Meccanismo Unionale di Protezione Civile anche al fine di ridurre i costi indotti dalle catastrofi sull’economia dell’Unione, anche attraverso un maggiore coinvolgimento delle Oganizzazioni Non Governative, del Ministero degli esteri e delle organizzazioni del Volontariato di protezione civile. È necessario fare rete soprattutto con il coinvolgimento delle organizzazioni presenti sul territorio colpito dalle emergenze, evitando però di spacchettare le responsabilità.

Altro aspetto importante è che attualmente le autorità di Protezione Civile sono solo due il Presidente del Consiglio e il Sindaco.

Il testo vorrebbe assegnare tale importantissima funzione anche al Presidente della regione e ad altre due articolazioni dello Stato, i Prefetti e VVF, che non essendo organi elettivi, non se ne comprende davvero il motivo.

Siamo contrari a questa proposta perché oltre a stravolgere gli equilibri democratici e istituzionali, si creerebbe, già in origine, una grande confusione nella catena decisionale delle attività di previsione, prevenzione, preparazione, gestione dell’emergenze e post emergenza che sono le azioni tipiche di protezione civile.

Dobbiamo evitare che si crei un grave danno alla programmazione/pianificazione e disorientamento nella catena decisionale .

Altro punto interessante riguarda la revisione e valutazione periodica dei piani comunali di protezione civile. Si tratta di una modifica fondamentale per consentire l’aggiornamento del quadro dei rischi relativi al territorio comunale, registrare le variazioni del territorio per poter fronteggiare le situazioni di emergenza.

Come Movimento 5 Stelle, siamo convinti che il piano di emergenza rappresenti un’indispensabile strumento per la prevenzione dei rischi. Tuttavia la maggior parte dei comuni sono il più delle volte inadempienti o sottovalutano la rilevanza di tale atto considerandolo un mero adempimento burocratico.

Invece sarebbe opportuno, come da noi proposto, prevedere apposite misure sanzionatorie per i comuni inadempienti che comportino anche la sospensione dell’erogazione delle risorse provenienti dal fondo di solidarietà comunale di cui al comma 380 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012 n. 228, proprio al fine di valorizzare al massimo l’utilità dello strumento soprattutto in un’ottica di prevenzione.

Di certo la prevenzione si dovrebbe insegnare già nelle scuole! La formazione e la promozione di percorsi formativi presso le istituzioni scolastiche è di fondamentale importanza per la diffusione di una cultura condivisa della prevenzione dei rischi connessi agli eventi calamitosi, e dunque una cultura della sicurezza.

A riguardo segnalo che un nostro odg è stato accolto e speriamo non rimanga solo una intenzione come spesso accade con l’approvazione degli odg.

Tra l’altro accanto alla “previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi” appare centrale, in base all’esperienza maturata, quella di dare spazio alla “preparazione” delle popolazioni, a tutte le attività propedeutiche da svolgere sul territorio, quindi di informazione, comunicazione e coinvolgimento diretto della popolazione.

La preparazione al rischio è strettamente collegata con la possibilità di rendere “resilienti” le comunità, specie rispetto ai sempre più frequenti eventi causati dai cambiamenti del clima. E in questo ambito è centrale il coinvolgimento dei cittadini, quale parte attiva nel sistema di protezione civile.

Passiamo alla motivazione politica dopo aver espresso quella nel merito.

Innanzitutto non condividiamo i provvedimenti di delega, infatti il sistema della protezione civile ha bisogno di una riforma strutturale che porti al superamento dei limiti di un impianto normativo che risale al 1992, e avremmo potuto e dovuto farlo nelle aule del Parlamento con la partecipazione di tutti i gruppi parlamentari.

Fra l’altro stiamo approvando oggi un disegno di legge delega che prevede disposizioni vecchie di un anno e mezzo fa, di certo non adeguate a quello che invece abbiamo dovuto fronteggiare in questi ultimi mesi e anche il Governo ha avuto modo di verificare che quanto pensavamo potesse servire un anno fa non è adeguato alle esigenze attuali.

Dire ai cittadini, alla stampa, che oggi approviamo, con urgenza, una legge delega per fronteggiare in maniera adeguata le emergenze non corrisponde al vero, non stiamo facendo in questo modo, il bene del paese. Quelle che definiamo oggi inoltre potrebbero essere delle disposizioni legislative che potrebbero anche andare in conflitto con le ordinanze di protezione civile e quindi probabilmente in futuro sarà necessario ritornare indietro, dire ancora una volta che si sono fatti errori, e modificare nuovamente le norme.

In conclusione, il M5S, ringrazia e ammira il lavoro eroico degli uomini e delle donne della Protezione Civile, ed è proprio per questo che il Parlamento avrebbe dovuto dare un’attenzione adeguata e lavorare ad una riforma strutturale e mirata alle necessità primarie per lo svolgimento delle loro attività.

Sulla base di quanto detto finora Presidente, dichiaro il voto di astensione del Movimento 5 Stelle, grazie..

Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 754 del 02_02_2017 – Moronese M5S

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