End of Waste, dichiarazione in discussione sul Decreto Crisi Aziendali

Signor Presidente, intervengo su una delle questioni trattate nel decreto-legge in esame e, in particolare, su un’innovazione legislativa epocale, che esso porta con sé. Mi riferisco ad un emendamento che porta, sì, la mia prima firma, ma che è il risultato di un lavoro corale della maggioranza, serio e serrato, su un tema assai complesso e delicato: sto parlando dell’end of waste, cioè la cessazione della qualifica di rifiuto.

Personalmente ci ho lavorato per oltre un anno, durante il quale sono state tante le richieste di far presto, ma anche le inesattezze dichiarate e scritte sia sul tema, sia soprattutto sul fatto che fosse il MoVimento 5 Stelle a non voler sbloccare la situazione. È bene dunque che oggi dica come stanno le cose.

Il MoVimento 5 Stelle ha da sempre voluto trovare la soluzione migliore, che però fosse a tutela di tutti i soggetti coinvolti e non solo nell’interesse delle aziende, che giustamente vogliono investire nel riciclo e nella trasformazione dei rifiuti in prodotti o materie prime seconde. Occorre però tutelare soprattutto l’ambiente e la salute dei cittadini, perché – ahimè – siamo tutti consapevoli che ci sono anche aziende che operano nel settore dei rifiuti e commettono reati in quest’ambito; e noi, da legislatori, dobbiamo prevedere anche questi casi.

L’emendamento a mia prima firma, approvato dalle Commissioni riunite, da un lato agevola le imprese, prevedendo una modalità per il rilascio delle autorizzazioni abbastanza snella, così come previsto agli articoli 208, 209 e 211 del decreto legislativo n. 152 del 2006; dall’altro, prevede che queste vengano rilasciate nel rispetto di quanto previsto all’articolo 6 della direttiva europea 98/2008/CE, ma anche dei criteri specifici indicati al comma 3, per garantire omogeneità sul territorio nazionale. È fondamentale inoltre aver previsto un sistema di controllo e monitoraggio affidato all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), che si potrà avvalere delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (ARPA), non solo per la verifica della corrispondenza delle autorizzazioni ai suddetti requisiti, ma anche per un controllo sulle modalità operative e gestionali dell’impianto, affinché esso realizzi quanto previsto nelle autorizzazioni stesse, rispettando i target relativi ai rifiuti in ingresso, ai processi di recupero e alle sostanze o agli oggetti in uscita.

Abbiamo previsto anche una banca dati nazionale che raccolga tutte le informazioni relative a questo tipo di autorizzazioni, sia le nuove sia quelle oggetto di riesame o rinnovo. Abbiamo previsto altresì, per dare una velocizzazione ai decreti ministeriali caso per caso, che solitamente richiedono un’istruttoria molto lunga, un rafforzamento del personale del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che si dedichi specificatamente a tali decreti, con cinque nuove unità, in una task force dedicata in via esclusiva all’end of waste.

Vedete allora che, grazie a un lavoro di leale confronto fra le varie forze politiche che compongono la maggioranza, siamo riusciti a trovare la soluzione più equilibrata possibile, dimostrando maturità politica: nessuno al suo interno ha chiesto all’altro di fare un passo in avanti o indietro, ma semplicemente si è lavorato per la soluzione migliore (cosa che – devo ammetterlo – è mancata invece con la precedente maggioranza, nella quale vi era sempre il diniego a sedersi a un tavolo e a confrontarsi sul tema). Ai colleghi di opposizione avevo chiesto in Commissione un segnale di responsabilità, votando a favore dell’emendamento in questione, ma – ahimè – la contrapposizione politica prevale spesso sul buon senso. Ai colleghi che compongono la maggioranza dico invece che, se sui temi ambientali lavoreremo con la stessa leale collaborazione avuta sul tema dell’end of waste, potremo davvero dimostrare, così come preannunciato, che l’ambiente è al centro del nostro programma di Governo.

Link alla norma sull’End of Waste

alcune notizie stampa a seguito

MARTEDÌ 22 OTTOBRE 2019 13.19.37
AMBIENTE

RIFIUTI: ORGANIZZAZIONI IMPRESE, BENE OK EMENDAMENTO END OF WASTE =

ADN0733 7 ECO 0 ADN EAM NAZ RIFIUTI: ORGANIZZAZIONI IMPRESE, BENE OK EMENDAMENTO END OF WASTE = La nota congiunta in seguito all’approvazione in Commissione al Senato Roma, 22 ott. (Adnkronos) – Le organizzazioni firmatarie dell’appello a governo e Parlamento per lo sblocco delle attività di riciclo e recupero dei RIFIUTI (end of waste) dello scorso 25 luglio esprimono “apprezzamento per l’emendamento approvato in Commissione al Senato che consente l’operatività delle autorizzazioni regionali caso per caso sulla base dei nuovi criteri europei e che fa salve le autorizzazioni esistenti”. “Come è noto, dopo una sentenza del Consiglio di Stato e la norma introdotta con la legge ‘sblocca cantieri’, molte autorizzazioni in scadenza o per nuove attività di riciclo erano bloccate, con evidenti pregiudizi per il raggiungimento degli obiettivi dell’economia circolare – affermano in una nota congiunta 49 organizzazioni – Ora, appena la nuova norma entrerà in vigore, il blocco creato dalla precedente norma sarà abrogato e molte autorizzazioni regionali al riciclo dei RIFIUTI potranno essere di nuovo rilasciate”. (segue) (Rof/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 22-OTT-19 13:19 NNNN

MARTEDÌ 22 OTTOBRE 2019 13.19.38
AMBIENTE

RIFIUTI: ORGANIZZAZIONI IMPRESE, BENE OK EMENDAMENTO END OF WASTE (2) =

ADN0734 7 ECO 0 ADN EAM NAZ RIFIUTI: ORGANIZZAZIONI IMPRESE, BENE OK EMENDAMENTO END OF WASTE (2) = ‘Auspichiamo più attenta valutazione su meccanismo controllo a campione’ (Adnkronos) – “Il meccanismo introdotto di controllo a campione, centralizzato a livello ministeriale per le decisioni, della conformità delle modalità operative e gestionali degli impianti di riciclo, numerosi e in genere di piccole e medie dimensioni, autorizzati dalle Regioni, rischia di essere di difficile attuazione e di scarsa efficacia, di generare incertezza sull’efficacia dell’autorizzazione rilasciata e di aggiungere complicazioni alle attività di riciclo”, osservano le organizzazioni. “Auspicando che su tale tema vi sia in futuro una più attenta valutazione, ribadiamo la nostra soddisfazione perché è stata accolta anche la nostra proposta di provvedere con urgenza intervenendo nel disegno di legge di conversione del decreto sulle crisi aziendali”, concludono. La nota congiunta è firmata da: Confindustria, Circular Economy Network, Cna, Fise Assoambiente, Confederazione italiana agricoltori, Confartigianato imprese, Confcooperative, Legacoop produzione e servizi, Federchimica, Federacciai, Federazione gomma plastica, Assomineraria, Conai, Conou, Ecopneus, Green Economy Network di Assolombarda, Utilitalia, Casartigiani, Confapi, Assovetro, Confagricoltura, Consorzio italiano compostatori, Ecotyre, Cobat, Consorzio Ricrea, Anco, Aira, Assobioplastiche, Ascomac Cogena, Ecodom, Comieco, Assocarta, Federazione carta e grafica, Centro di coordinamento Raee, Siteb, Assorem, Firi, Federbeton, Aitec, Conoe, Corepla, Angam, Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori, Ucina, Ance, Assofermet, Assofond, Consorzio Carpi, Unirima. (Rof/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 22-OTT-19 13:19 NNNN

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