Interrogazione M5S impianto Biopower nel Comune di Pignataro, ecco la risposta

Quasi un anno fa, e precisamente il 7 maggio 2015, abbiamo presentato un’interrogazione al Senato rivolta al Ministero dell’ambiente  e della Salute con la quale si chiedeva di fare chiarezza, al fine di valutare la compatibilità ambientale della realizzazione di una centrale elettrica alimentata a biomassa rispetto al territorio il Comune di Pignataro.

Il 28 aprile 2016, la Sottosegretaria Degani intervenuta nella seduta della XIII commissione permanente al Senato , ha risposto all’interrogazione per conto del ministero dell’ambiente (leggi qui il PDF)
Ecco cosa avevamo chiesto:
si chiede di sapere:
1. se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quale sia la loro opinione in merito;
2. se risulti che siano state effettuate tutte le analisi chimiche e fisiche dei terreni ospitanti l’impianto e dell’acqua in falda;
3. se risulti che siano stati valutati gli effetti delle dispersioni in aria delle emissioni tossiche di varia natura, tenuto conto della presenza anche di altri impianti industriali per la produzione di energia elettrica nelle vicinanze, e se l’impianto in questione non risulti dunque superfluo nel computo della produzione di energia elettrica per l’intera provincia di Caserta;
4. se risulti che ad oggi sussistano ancora tutti i requisiti ambientali e tecnici che determinarono l’autorizzazione unica per la realizzazione dell’impianto con decreto dirigenziale n. 399 rilasciato dalla Regione Campania il 9 agosto 2007, considerato anche il cambio di proprietà dalla BioPower SpA in liquidazione alla società Araba Fenice Energy SpA;
5. se intendano, nei limiti delle proprie attribuzioni, verificare la regolarità della convenzione stipulata tra il Comune di Pignataro Maggiore e l’ex BioPower SpA della durata di 30 anni, con scadenza 20 settembre 2037, anche in considerazione delle inchieste della magistratura;
6. se non ritengano, per quanto di competenza, di dover intervenire al fine di valutare la reale compatibilità ambientale del progetto, coinvolgendo le comunità locali, i comitati, le associazioni e i cittadini.

Ecco in sintesi cosa ci hanno risposto:
1. Con riferimento alla qualità dell’aria, nel territorio dei comuni di Calvi Risorta, Pignataro Maggiore e Sparanise, in provincia di Caserta, sono presenti due stazioni fisse di monitoraggio, “Pignataro Maggiore” e “Sparanise”, inserite dalla regione Campania, a partire dal mese di maggio 2015, nel nuovo Progetto di rete di monitoraggio regionale della qualità dell’ariaex decreto legislativo n.  155 del 2010, ancora in fase di riorganizzazione e potenziamento.
I dati di qualità dell’aria per il 2015, pubblicati sul sito internet dell’Arpa Campania, evidenziano superamenti solo in merito al materiale particolato PM 10.

Nello specifico, presso la stazione “Sparanise”, si sono registrati 75 giorni di superamento del valore limite giornaliero per la protezione della salute umana (50 μg/m3 da non superare più di 35 volte in un anno civile). Relativamente all’anno 2016, dal sito dell’Arpa Campania, il valore limite giornaliero per la protezione della salute umana risulta superato per 43 giorni, sebbene occorrerà attendere la fine di tale anno affinché la regione Campania possa avere un quadro esaustivo della qualità dell’aria nella zona in esame, necessario a determinare le opportune politiche di gestione dell’ambiente.
Dunque è la stesso Ministero a confermarci che i valori, relativi al monitoraggio dell’aria, superano sia nel 2015 che anche nell’anno in corso i valori limite.
Sicuramente la situazione non può che peggiorare con l’attivazione di una centrale elettrica alimentata a biomassa che inizierà a bruciare a breve.
2. Con riferimento poi all’opportunità della realizzazione dell’impianto in questione, rispetto al fabbisogno di produzione di energia elettrica per l’intera provincia di Caserta, il Ministero fa presente che la regione Campania, sottolinea che il suo territorio risulta in deficit di produzione e che il raggiungimento degli obiettivi nazionali e comunitari di produzione da fonti rinnovabili impone l’adozione di meccanismi di incentivazione economica, al fine di incrementare la quota di produzione da fonti da energie rinnovabili, in coerenza con l’obiettivo del piano “Clima-Energia-20-20-20”.

Al proposito, mi sono dichiarata insoddisfatta e non solo perché ad alcune domande non ho ricevuto risposta ma anche perché non corrisponde al vero l’asserito deficit energetico della provincia di Caserta, che costituisce il presupposto dell’attività della centrale.

Quanto alle mancate risposte nulla è stato detto in merito alle analisi complete delle caratteristiche chimiche e fisiche dei terreni sui quali insiste l’impianto, nonché dell’acqua in falda, così come nulla è stato detto se sussistano, ancora oggi, tutti i requisiti ambientali e tecnici, che consentirono l’autorizzazione unica del 2007, anche dopo il passaggio della proprietà alla società Araba Fenice Energy S.p.A..

Il Ministero dell’ambiente dovrebbe a nostro avviso inoltre verificare la regolarità della convenzione stipulata tra il comune di Pignataro Maggiore e la Biopower S.p.A., con una più incisiva azione di controllo e di freno su taluni comportamenti scorretti sotto il profilo amministrativo degli enti locali.
Il Ministero ha concluso promettendo di continuare a svolgere un’attività di sollecito, noi sicuramente faremo altrettanto e continueremo a denunciare ogni qualvolta riteniamo sussistano delle irregolarità o anomalie per garantire un’effettiva tutela dell’ambiente e della salute.

Cosa è il Particolato PM10?
Per materiale particolato aerodisperso si intende l’insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria ambiente. Il termine PM10 identifica le particelle di diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 10 µm. Queste sono caratterizzate da lunghi tempi di permanenza in atmosfera e possono, quindi, essere trasportate anche a grande distanza dal punto di emissione, hanno una natura chimica particolarmente complessa e variabile, sono in grado di penetrare nell’albero respiratorio umano e quindi avere effetti negativi sulla salute. Il particolato PM10 in parte è emesso come tale direttamente dalle sorgenti in atmosfera (PM10 primario) e in parte si forma in atmosfera attraverso reazioni chimiche fra altre specie inquinanti (PM10 secondario). Il PM10 può avere sia un’origine naturale (l’erosione dei venti sulle rocce, le eruzioni vulcaniche, l’autocombustione di boschi e foreste) sia antropica (combustioni e altro). Tra le sorgenti antropiche un importante ruolo è rappresentato dal traffico veicolare. Di origine antropica sono anche molte delle sostanze gassose che contribuiscono alla formazione di PM10, come gli ossidi di zolfo e di azoto, i COV (Composti Organici Volatili) e l’ammoniaca.

http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/dossier-malaria-2016

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