Il mio intervento al RemTech Expo 2021 sulle bonifiche

REMTECH EXPO 2021 – CONVEGNO
BONIFICHE E MESSE IN SICUREZZA DELLE DISCARICHE E DEI SITI CONTAMINATI – INDIRIZZI, INTERVENTI E PROPOSTE DELLE REGIONI PER IL RISANAMENTO DEL TERRITORIO

Martedì 21 settembre – ore 17:00 – 19:30

Buonasera a tutti,
desidero innanzitutto ringraziare il Generale Vadalà per l’invito, ringrazio anche Silvia Paparella che ci ha ospitati quest’oggi nell’ambito della ricca offerta formativa di Remtech EXPO in programma questa settimana a Ferrara.
Ringrazio inoltre gli autorevoli relatori che mi hanno preceduta per le riflessioni e gli spunti emersi di cui tutti sono certa ne faremo tesoro, personalmente ho preso molti appunti proprio per porli all’attenzione del Parlamento e soprattutto della Commissione Ambiente del Senato che ho l’onore di presiedere.

Il difficile compito che mi compete è quello di fare delle conclusioni su temi così attuali e prioritari per i quali sarebbe davvero importante poter trovare una convergenza, sia da un punto di vista politico che amministrativo, per poter raggiungere risultati rapidi ed efficaci.

Come noto, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è lo strumento che dovrà traghettare il nostro paese verso una transizione ecologica e una moderna e sostenibile concezione di fare impresa, ma guardare al futuro sarà possibile solo se sapremo con coraggio e determinazione risolvere un passato che ha devastato interi territori e che lascia ancora oggi aperte delle ferite profonde. QUESTO PASSATO DEVE NECESSARIAMENTE PASSARE ATTRAVERSO PROCESSI RAPIDI ED EFFICIENTI DI BONIFICA DEI SITI INQUINATI.

Pur apprezzando lo sforzo che si sta facendo per concretizzare gli obiettivi del PNRR e del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) mi corre l’obbligo porre l’attenzione sul fatto che la tutela dell’ambiente non può e non deve essere messa in secondo piano. Non è pensabile quindi, che in nome di una transizione ecologica ancora in divenire, si vada nella pericolosa direzione di aggirare o addirittura sfuggire ai processi di verifica degli impatti ambientali di un’opera o infrastruttura!
Semplificare, lo ricordo, non significa bypassare i controlli che le Autorità Competenti hanno il compito e il dovere di mettere in campo per la salvaguardia dell’ambiente e per la tutela della salute e sicurezza dei cittadini. Non è pensabile concepire il complesso ma funzionale sistema di controllo che ci viene direttamente dalle Direttive Europee come un orpello di cui possiamo sbarazzarci a piacimento!
Se con il Decreto Semplificazioni di luglio 2021 grazie ad un intenso e costruttivo lavoro di dialogo istituzionale e un onesto confronto parlamentare si era riusciti a sbloccare significativi risultati in termini di velocizzazione delle procedure autorizzative e di bonifica, mi rammarica dover ribadire anche in questa sede che quello cui abbiamo assistito con il decreto-legge n. 77, il cosiddetto “semplificazione” bis, convertito con legge n. 108 del 29 luglio 2021, è un notevole passo indietro.
Questa legge infatti smantella gran parte del minuzioso lavoro volto per la protezione dell’ambiente e per la salute dei cittadini.

Non c’è tempo ora per elencare tutte le “pericolosissime semplificazioni/agevolazioni” che questa legge ha comportato, ma vorrei solo ricordare che, ad esempio, vengono cancellati i criteri per individuare le aree idonee per la realizzazione delle opere previste nel PNRR e nel PNIEC! Sono criteri fondamentali che riguardano il rispetto delle esigenze di mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, di tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, tutela delle aree agricole e forestali e della qualità dell’aria e dei corpi idrici e del suolo.
Come possiamo noi oggi affrontare serenamente il tema delle bonifiche da una parte quando dall’altra se pur di realizzare opere e impianti che possono avere impatti ambientali pesanti, lo si fa senza tener conto di questi criteri fondamentali? Quante ulteriori aree da bonificare ci ritroveremo in futuro?
A titolo di esempio: come è possibile aver innalzato da 1 MW a 20 MW il limite della verifica di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale consentendo addirittura la loro realizzazione su discariche o cave dismesse? Perché non dare priorità ad interventi di bonifica e recupero ambientale prima di pensare a qualsiasi intervento di natura infrastrutturale che altera in maniera irreversibile il paesaggio?

Lo sappiamo tutti e ce lo siamo detti più e più volte: il percorso di messa in sicurezza e bonifica di un sito richiede uno sforzo immenso per la necessità di mettere in raccordo una serie di soggetti istituzionali.
Molto spesso le bonifiche hanno tempi biblici a causa di una normativa ancora troppo complessa e farraginosa, e certo non per mancanza di volontà.
Si riscontra ancora purtroppo, da parte degli Enti preposti, nazionali e locali, incapacità e a volte mancanza di una fattiva collaborazione e l’assenza di priorità, che ritardano oltremodo le procedure di bonifica.

Più volte ho avuto modo di confrontarmi con il Generale Vadalà in qualità di Commissario Straordinario per la bonifica delle discariche abusive e di apprezzare il metodo che ha saputo mettere in atto con una struttura altamente specializzata dell’Arma dei Carabinieri raggiungendo risultati importanti grazie soprattutto alla sinergica collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti nei processi di bonifica. Non credo che il generale Vadalà abbia dei super poteri, ma come detto ha impartito un “metodo” ed è questo metodo che ritengo e sono convinta che possiamo utilizzare anche per i siti di interesse regionale.

Mi spiego, io credo che la creazione di task force regionali, come proposto anche dal Presidente Pase, dedicate esclusivamente alla messa in sicurezza dei siti da bonificare possa rappresentare una svolta significativa per andare in accelerazione e raggiungere risultati rapidi ed efficaci garantendo nel contempo, il rispetto del codice degli appalti e il presidio della legalità e della regolarità dei lavori.
Certo ci sono già uffici regionali preposti a seguire le bonifiche ma la task force serve, come fa il Generale, a far rispettare i tempi ai vari soggetti coinvolti per l’espressione ad esempio dei pareri, a non far slittare le convocazioni delle conferenze dei servizi, serve insomma a dettare tempi certi per i vari passaggi e serve che in questa difficile sfida le Regioni abbiano il pieno, totale e fattivo supporto del Governo centrale non solo per ciò che concerne le risorse ma anche per superare dei cavilli tecnico-amministrativi che, come emerso, vi mettono in grosse difficoltà.
Concordo infatti con l’auspicio del Presidente Laporta e anche del Direttore Marchesi e del Direttore Pappaterra su una più fattiva e concreta collaborazione fra Governo centrale e Regioni.
Come concordo con il Direttore Lo Presti sulla necessità di un rafforzamento del sistema Ispra e delle agenzie ambientali, e sono convinta che predisporre i decreti attuativi della legge sulle agenzie ambientali approvata nel 2016 potrebbe essere risolutivo, come del fatto che la questione contrattuale del personale sollevata dal Direttore Marchesi e Pappaterra, e resa nota dal Presidente Laporta al Governo e al Parlamento tutto a giugno scorso, vada affrontata e risolta e con urgenza.

E concordo anche su un aggiornamento del Titolo V del TUA e questo per una vera, ragionata e concreta semplificazione delle procedure, e voglio ricordare che il Parlamento con il Ministero dell’Ambiente stava lavorando sulla proposta del Collegato Ambientale che il Ministro Costa aveva elaborato ma con il cambio di Governo questo processo si è bloccato ed oggi, pur volendo, il Ministro Cingolani non avrebbe più il tempo per farlo.
Mi permetto quindi di rivolgere un appello oggi a tutti gli autorevoli partecipanti a questo momento di confronto: le bonifiche sono e devono essere un obiettivo imprescindibile, una priorità, agire presto e con una sana dose di pragmatismo e determinazione è compito di tutti noi, ognuno nel proprio ruolo ma sentendoci tutti equamente e responsabilmente coinvolti.

Chiudo il mio intervento, ringraziando personalmente tutti Voi perché so che siete persone sincere e meritevoli, e che l’impegno che ci state mettendo, in questo momento storico per noi e per la realizzazione delle bonifiche, è ciò che in realtà riesce a fare la differenza.

Grazie ancora a tutti Voi e grazie per l’attenzione.

 

I ringraziamenti ricevuti dall’Arma dei Carabinieri per l’intervento, che naturalmente mi ha fatto piacere ricevere, ai quali ho ricambiato con la sincerità di sempre.

 

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