Lavori non a norma alla Reggia di Carditello, ecco la risposta all’interrogazione del M5S

Come sapete abbiamo seguito la “questione” Reggia di Carditello fin dalla nostra entrata in parlamento nel marzo del 2013. Abbiamo lavorato affinchè non venisse messa all’asta con il rischio di poter cadere nelle mani della criminalità organizzata. Poi siamo intervenuti circa la decisione scellerata di abbattere i 74 pini secolari all’interno dell’area della Reggia. Non potevamo poi di certo non fare fiato sul collo quando, dietro stanziamento di ben 3.000.000 di euro si è iniziato a procedere con i lavori di restauro e consolidamento della Reggia di Carditello, iniziati il 3 dicembre 2014.

Il 15 maggio 2015, durante una visita presso il sito e alla presenza della sovrintendenza, sono state effettuate una serie di fotografie dove viene dimostrato che i lavori erano in corso e dove era evidente che addirittura le capriate del “capannone f” erano state totalmente rifatte.

Ebbene abbiamo dovuto però constatare che questi lavori sono iniziati e sono stati portati avanti violando quella che la normativa nazionale e regionale in fatto di appalti della pubblica amministrazione prevede. Eh già perchè il Comune di San Tammaro rientra fra le aree a rischio sismico per cui la legge prevede che prima dell’inizio dei lavori si debba presentare il progetto strutturale al Genio Civile e attendere la dovuta autorizzazione.

Ciò non è avvenuto, e lo dimostra il fatto che solo dopo avvenuta denuncia da parte del circolo di Legambiente di Casapesenna e dell’arch. De Santis, la Sovrintendenza ha provveduto a depositare il suddetto progetto. Peccato però che avendo già eseguito dei lavori anche importanti (rifacimento capriate capannone f) si doveva procedere con la richiesta di sanatoria e non con il deposito del progetto.

Per questi motivi e per tante altre anomalie che abbiamo riscontrato, abbiamo presentato come M5S una interrogazione al Senato a luglio 2015 per la quale ho ricevuto risposta in data 16.02.2016 in commissione 7^ Istruzione e Beni Culturali.

Devo riscontrare che purtroppo per ritenermi soddisfatta di una risposta del Governo devo prendere l’abitudine di non porre domande e soprattutto di non porre domande “scomode”.

Perchè quello che è emerso è che il Ministero pur di coprire eventuali magagne territoriali, vuoi della Sovrintendenza vuoi della politica locale, si arrampica sugli specchi commettendo errori a mio avviso gravissimi.

Vi invito innanzitutto a leggere la risposta del sottosegretario Borletti Buitoni e ad ascoltare la mia contro-risposta in quanto ciò che emerso è sconcertante.

Nella risposta viene più volte ripetuto e ribadito che alcune modalità sono avvenute per “prassi consolidata”. Questo significa che per il Ministero la violazione della normativa nazionale e regionale è prassi consolidata quando trattasi di appalti che riguardano la pubblica amministrazione.

Alla fine il sottosegretario ha espresso anche il rammarico per il protrarsi delle polemiche che riguardano la Reggia di Carditello, io ho invece ribadito che il rispetto della legge non può essere barattato e che considerata la non volontà del Ministero a effettuare i dovuti controlli confido quindi nel lavoro della Procura affinchè accerti i fatti e se ci sono dei responsabili che allora questi paghino per le loro colpe.

Qui di seguito potrete ascoltare la mia risposta in commissione al Sottosegretario

Risposta all’interrogazione n.3-02093 scarica qui il PDF

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