M5S : Interpellanza Terra dei Fuochi risponde il Governo [Video]

Finalmente siamo riusciti a portare in aula al Senato la discussione sulla Terra dei Fuochi. L’interpellanza presentata a prime firme da Nugnes – Moronese è stata posta all’attenzione del Governo nella seduta pomeridiana del 5 Settembre 2013
La cittadina portavoce Nugnes ha ampiamente e dettagliatamente illustrato la situazione in campania e le richieste che abbiamo inserito nell’atto. La risposta del Governo è stato come sempre, nuovamente e senza vergogna priva di concretezza, parole vuote per comunicare i finti tentativi di risolvere il problema. La nostra risposta è stata decisa, dura e senza possibilità di fraintendimenti: BASTA CON LE BUGIE, BASTA CON LA PRESA IN GIRO DEI CITTADINI, IN CAMPANIA SI MUORE E CHIEDIAMO SOLUZIONI ORA NON DOMANI.
Finalmente la voce arrabbiata e commossa di tutti i cittadini campani è stata posta all’attenzione del Parlamento e del Governo. Questo è solo l’inizio della nostra battaglia, non ci fermeremo, non ci faremo corrompere e non accetteremo alcun compromesso. Vi invito a guardare i video e a leggere il testo della nostra interpellanza. Occorre che i cittadini siano informati su cosa facciamo in modo da poterci supportare, perchè solo tutti insieme potremo riuscire nello scopo.

Video dell’interpellanza in versione integrale

Video della risposta al Governo della Cittadina Senatrice Paola Nugnes

Testo dell’interpellanza
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Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, dell’economia e delle finanze e dell’interno – Premesso che:
da oltre vent’anni in Campania nella vasta area compresa tra il litorale domitio-flegreo, l’agro aversano-atellano, l’agro acerrano-nolano e vesuviano e la città di Napoli, nota come “Terra dei Fuochi”, si consuma un delitto in danno della salute di milioni di persone e dell’ambiente (aria, suolo e acqua). Ogni giorno tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e rifiuti urbani, vengono abbandonati incontrollatamente ai margini delle strade o nelle campagne e poi dati alle fiamme per realizzarne un illecito smaltimento . La combustione di materiali eterogenei e pericolosi sprigiona una quantità enorme di fumi tossici che oltre ad avvelenare l’aria di tutta la zona e dei territori limitrofi, ricadendo al suolo rischia di compromettere irrimediabilmente le colture e gli allevamenti presenti, immettendo attraverso la catena alimentare una enorme quantità di inquinanti tossici pericolosissimi per la salute umana. Tali prodotti alimentari, tipici della suddetta zona, vengono poi commercializzati oltre che in Campania su tutto il territorio nazionale;

il fenomeno trae origine da un insieme ampio di problematiche legate allo smaltimento a basso costo di enormi quantità di rifiuti industriali e tossico-nocivi provenienti da tutte le regioni d’Italia, in particolare dalle industrie del Nord, ma anche dall’esistenza di una fitta rete di attività commerciali in nero che producono principalmente borse e scarpe, i cui relativi scarti (pellami, collanti…) sono smaltiti illecitamente, dalla carenza di siti legali di smaltimento dei rifiuti pericolosi come amianto e pneumatici, dall’assenza di controllo costante ed efficace del territorio da parte delle autorità preposte (spesso carenti di mezzi, risorse, competenze specifiche e coordinamento), dalla complessità delle indagini volte all’identificazione dei colpevoli, dall’interesse dei gruppi socialmente più emarginati, tra cui alcuni gruppi Rom, diffusamente presenti sul territorio, a incendiare i rifiuti per ricavarne rame e altri metalli ed infine dalla scarsa efficacia dirimente delle misure sanzionatorie previste dalla legge per i crimini ambientali;

nelle scorse Legislature, e da ultimo la XVI, è stata istituita una commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti che ha consentito di accertare in modo univoco la gravità esponenziale rispetto al trascorrere del tempo, del disastro ambientale in atto in questi territori;

nella Relazione territoriale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, approvata in Commissione in data 5 febbraio 2013, nella parte relativa alla regione Campania, si legge nelle Conclusioni, al punto 1.3.3“terra dei Fuochi”, che: «A fronte della piena consapevolezza del problema, deve osservarsi come nessuna attività efficace sia stata messa in atto per tamponare un fenomeno di una gravità inaudita. È come se fosse operativo 24 ore su 24 un inceneritore a cielo aperto nel quale viene bruciato qualsiasi materiale. Le forze dell’ordine interpellate hanno evidenziato l’obiettiva difficoltà di intervento. È possibile, infatti, tamponare i singoli episodi, ma non il fenomeno che continua a persistere alimentando una economia illegale dello smaltimento dei rifiuti che è inaccettabile in una regione già ampiamente provata dagli inquinamenti imponenti che si sono consumati in passato e continuano a devastare il territorio»;
considerato che:

il SIN Litorale Domizio Flegreo ed Agro Aversano, divenuto sito di interesse regionale a seguito dell’entrata in vigore del D.M. 11 gennaio 2013, come evidenziato nel piano per le bonifiche regionale, per estensione e livello di contaminazione rappresenta una delle zone maggiormente compromesse per la insistenza contemporanea di più siti inquinati e potenzialmente inquinati con vaste aree che necessitano d’interventi di messa in sicurezza d’emergenza;

nelle considerazioni conclusive dello studio Amra – Università di Napoli, del 25 febbraio 2010, l’ARPAC – U.O.C. siti contaminati e bonifiche ha evidenziato per il Litorale Domizio Fegreo e Agro Aversano i seguenti dati:
– «presenza di fenomeni di inquinamento diffuso delle falde indagate quasi mai correlabili a fonti di inquinamento puntuale;
– presenza di contaminazioni dei suoli per cui è necessario procedere all’analisi del rischio;
– presenza di superamenti hot spot di diossine e furani generalmente correlabili alla presenza di rifiuti combusti;»

nell’ambito delle sopra richiamate indagini e dai documenti medico sanitari ed epidemiologici acquisiti è emersa la gravità di tale situazione e l’inefficienza delle istituzioni locali di risolvere definitivamente il problema in esame;

numerosi studi ed analisi dei dati sanitari relativi alle percentuali di malattie tumorali riscontrate nei territori coinvolti condotti dall’ISS, dall’Istituto Fondazione Pascale, dall’Università Federico II e dalla stessa procura di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito delle indagini condotte, hanno evidenziato un aumento indiscusso di patologie tumorali. In soli dieci anni, dal 1998 al 2008, i decessi per tumore sono incrementati del 47%. I dati raccolti dall’Istituto Pascale di Napoli hanno evidenziato che il tasso di mortalità femminile per tumore al polmone è il più alto in Italia, con un aumento del 100% in soli venti anni (’88-’08), a fronte di una diminuzione di circa il 50% sull’intero territorio nazionale;

la Procura di Santa Maria Capua Vetere, nel 2006, nel corso delle indagini su reati ambientali legati allo smaltimento dei rifiuti tossici, ordinò una ricerca sul numero di richieste di esenzione ticket per malattie tumorali, scoprendo che dal 1999 vi era un incremento del 400 per cento dell’incidenza di tumori in alcuni comuni del casertano, quali Casapesenna, Frignano, San Cipriano d’Aversa, Villa di Briano e Villa Literno;

dal documento di sintesi della ricerca epidemiologica condotta in Campania dall’ISS è emerso che: “Per quanto riguarda i tumori maligni nel loro complesso, la mortalità in Campania tra gli uomini è superiore ai valori dell’intera Italia per il contributo delle province di Caserta (solo per gli uomini) e di Napoli (per entrambi i generi). Tale studio ha altresì evidenziato la necessità di condurre più approfondite analisi di biomonitoraggio umano, unico modo per accertare in modo inoppugnabile il nesso di causalità tra la presenza dei fattori tossicologici da incenerimento dei rifiuti ed inquinamento dell’area, del suolo e delle falde acquifere e le malattie insorte;

dalle informazioni assunte attraverso l’audizione dei rappresentanti dalle associazioni che operano sul territorio in particolare l’associazione “la terra dei fuochi.it” e il comitato ” coordinamento comitati fuochi”, si è constatata la persistenza del fenomeno, che si presenta immutato nella frequenza e nella gravità, e si sono analizzati gli aspetti salienti della problematica e le criticità riscontrate così come emerse, altresì, nel recente incontro avuto nel mese di Maggio 2013 a Caserta con il ministro dell’Ambiente Orlando;

nel mese di novembre 2012, con decreto del Ministro dell’Interno 26 novembre 2012, è stato nominato il Commissario ai Roghi, nella persona del Vice Prefetto Donato Cafagna, per supportare e coordinare le azioni intraprese nell’ambito del perseguimento dell’obiettivo di contrastare questo fenomeno delittuoso;

dall’audizione con il Vice Prefetto dott. Cafagna e dalla documentazione da questi inviata si è appreso che nell’ambito delle attività condotte dai soggetti coinvolti (dal Vice Prefetto alle prefetture di Napoli e Caserta e alle forze di polizia, dalla Regione alle Province e ai Comuni, dall’Arpac all’Asl, da alcune associazioni ambientaliste ai comitati di cittadini), è stato sottoscritto un Patto per la Terra dei Fuochi che ha previsto una serie di azioni per avviare il contrasto al fenomeno. Tra le misure adottate, vi sono:
– l’attivazione presso le due Prefetture di Napoli e Caserta di gruppi operativi interforze di contrasto alle condotte ed alle attività illecite;
– la costituzione di una cabina di regia presso la prefettura di Napoli per l’attivazione degli interventi amministrativi di integrazione e necessario corollario all’azione di contrasto delle Forze dell’Ordine. Tale Cabina di regia ha stabilito di avviare alcune pratiche per supportare i Comuni, quali la predisposizione di linee guida elaborate da Arpac per la rimozione dei rifiuti abbandonati e la prevenzione dei roghi; l’attivazione sul sito della prefettura del portale “ Prometeo” per la trasparenza sull’operato e per la comunicazione e le segnalazioni da parte dei cittadini; l’avvio di corsi di formazione per comandanti e operatori di polizia municipale; l’attivazione di finanziamenti regionali per implementare videosorveglianza e telecontrollo; l’esclusione dal calcolo delle percentuali di differenziata raggiunta dai Comuni i rifiuti abbandonati raccolti; l’impegno ad attivare un comitato di coordinamento dei flussi e l’Arpac stessa per il trattamento e conferimento della frazione combusta per fornire tempestivamente indicazioni ai Comuni interessati;

tenuto conto che tali misure, se pienamente operative, costituirebbero un importante primo passo verso la soluzione del problema, si ritiene fondamentale che il Governo intervenga immediatamente con misure urgenti per rendere realmente efficace l’azione intrapresa:

si chiede di sapere:

1) se si intende creare un sistema di coordinamento strutturato di monitoraggio e controllo del territorio che sia fuori dalla logica del commissariamento;
2) se si intende consentire ai Comuni interessati, in via del tutto eccezionale, a fronte della situazione emergenziale in termini di tutela della salute, l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità al solo fine di attuare concretamente gli interventi previsti per la rimozione tempestiva dei rifiuti segnalati e per il monitoraggio del territorio, onde evitare che la carenza di risorse impegnabili comprometta l’efficacia dell’azione intrapresa ;
3) se si intendono avviare programmi estesi di biomonitoraggio sulla popolazione residente nelle zone maggiormente colpite per accertare il nesso di causalità anche attraverso i Centri AntiVeleni (CAV);
4) se si intendono potenziare gli stanziamenti in termini di risorse economiche ed umane previste per i reparti delle Forze dell’Ordine che svolgono ruoli di Polizia Ambientale e stabilire per esse precisi obiettivi da raggiungere in termini di controlli da effettuare nel campo della tutela ambientale, ed in particolare di contrasto al fenomeno dell’abbandono e dello smaltimento illecito di rifiuti, pericolosi e non ;
5) se, previa identificazione del modello di conduzione delle indagini più efficace, si intenda delineare un modello operativo unico e comune a tutte le forze di polizia che operano in campo ambientale al fine di rendere più semplice anche il coordinamento tra le varie azioni intraprese ;
6) se, tenuto conto che il sistema di controllo aereo si è dimostrato molto efficace in termini di contrasto, si intenda valutare un ampliamento dell’attività dei nuclei ROAN, dotandosi di mezzi complementari, quali l’aggiornamento in tempo reale dei sistemi satellitari al fine di monitorare gli illeciti perpetrati sul territorio;
7) se si intendano adottare opportune misure, anche di carattere normativo, volte a potenziare il ruolo dell’Arpa nell’ambito delle operazioni di contrasto, prevedendo l’obbligatorietà del loro intervento al momento della constatazione dell’illecito per rilevare elementi probatori certi ed inconfutabili nel procedimento giudiziario, e a garantire che su tutto il territorio nazionale gli operatori dell’Arpa posseggano la qualifica di polizia giudiziaria, ai sensi della legge n. 61/1994, di conversione del D.L. n. 496/1993;
se si intende valutare l’adozione di uno dei più sofisticati sistemi di telecontrollo satellitare attualmente disponibili con strumentazioni capaci di garantire una sorveglianza continua e puntuale degli accessi, deglisver4samenti e dei roghi;
9) se si intenda valutare la possibilità di rivedere la decisione di escludere dai SIN il Litorale Domizio Flegreo e Agro Aversano, avvenuta con DM del 11/01/2013, emanato ai sensi dell’art 36 bis del decreto-legge n. 83 del 2012, tenuto conto della gravità della situazione, delle sue cause e delle ripercussioni ambientali e sanitarie a livello nazionale, della vastissima estensione del territorio interessato principalmente a vocazione agricola e di allevamento e del notevole livello d’inquinamento accertato.

Firmatari : NUGNES, MORONESE, MARTELLI, LUCIDI, MORRA, LEZZI,FATTORI, MOLINARI, VACCIANO, CATALFO, PAGLINI,BULGARELLI, PUGLIA, CASALETTO, GIROTTO, BUCCARELLA,CAMPANELLA, SERRA, SIMEONI, MARTON, CRIMI, DE PIETRO,ORELLANA, SANTANGELO, GAMBARO, CASTALDI, TAVERNA,
BLUNDO, SCIBONA, GAETTI, CAPPELLETTI, MANGILI, COTTI,FUCKSIA, BATTISTA, BOCCHINO, CIOFFI, PEPE, ROMANI Maurizio, BERTOROTTA

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