M5S – Presentata interrogazione Turbogas di Presenzano

Il 20 Giugno 2013, ho presentato un’interrogazione Parlamentare con risposta scritta al Governo, riguardo la Centrale Turbogas di Presenzano (Caserta), che si vorrebbe costruire in un territorio che ospita già impianti dannosi per la salute umana, un progetto portato avanti senza aver consultato ancora una volta i cittadini, in una zona della provincia di Caserta che con gli impianti già persistenti, produce molta più energia di quanto necessiti.

Questa interrogazione è il frutto della collaborazione del M5S con il Comitato No Turbogas di Presenzano che si batte contro questo impianto dannoso per la salute e per l’ambiente e alcuni cittadini che hanno messo a disposizione la loro professionalità.

Il M5S è lo strumento dei cittadini nelle istituzioni, invito tutti voi a contribuire con le vostre idee le vostre proposte sia nel M5S sia alla vita politica e sociale dei nostri territori, nei prossimi giorni cercherò di aprire un nuovo strumento di collaborazione qui sul mio sito.

Abbiamo bisogno di condividere di più, abbiamo bisogno di evolverci come cittadini attivi, abbiamo bisogno di elaborare e redigere assieme documenti, mozioni, norme e leggi per dare forza alle nostre battaglie, io sono convinta sempre di più che possiamo farcela.

Di seguito il testo dell’interrogazione a risposta scritta da me presentata assieme agli altri colleghi Senatori del MoVimento 5 Stelle :

MORONESE, NUGNES, MORRA, MARTELLI, LUCIDI, PUGLIA, CIOFFI, BATTISTA, CAPPELLETTI, LEZZI, PAGLINI, MANGILI, CASTALDI, PEPE, DONNO, ORELLANA, GAETTI, MUSSINI, GAMBARO, SANTANGELO, GIROTTO, CASALETTO, CATALFO, VACCIANO –

Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico – Premesso che:

il Comune di Presenzano (Caserta) e la Edison SpA hanno stipulato una convenzione per la realizzazione, nel territorio di Presenzano, di una centrale elettrica a ciclo combinato alimentata a gas naturale (cosiddetta turbogas), caratterizzata da una potenza termica di circa 1.440 megawatt (MW) e da una potenza elettrica pari a circa 810 MW;

il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero per i beni e per le attività culturali, ha adottato il decreto DSA-DEC-2009-0001885 del 14 dicembre 2009, recante parere positivo con prescrizioni in merito alla compatibilità ambientale e l’autorizzazione al successivo esercizio della centrale termoelettrica di Presenzano;

ai sensi dell’art. 1 del decreto-legge 7 febbraio 2002, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2002, n. 55, recante “Misure urgenti per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale”, il Ministero dello sviluppo economico ha rilasciato a Edison il decreto autorizzativo finale, previsto per la realizzazione dell’impianto di Presenzano in data 14 luglio 2011;

l’impianto sorgerebbe poco distante da un’altra centrale termoelettrica, ubicata nel comprensorio di Sparanise (Caserta), con potenza di 780 MW e realizzata dal gruppo Egl, attraverso Calenia energia SpA, entrata in funzione nel 2007;

entrambi gli impianti si troverebbero situati in un territorio compreso tra due parchi regionali (i parchi Roccamonfina e del Matese) e una comunità montana;

la cosiddetta autorizzazione unica, rilasciata ai sensi del decreto-legge n. 7 del 2002, è frutto di un procedimento autorizzativo molto complesso, introdotto allo scopo di realizzare nuove centrali ed incrementare la produzione di energia elettrica e, quindi, di scongiurare, a fronte del fabbisogno nazionale crescente, il pericolo di interruzione delle forniture elettriche;

a giudizio degli interroganti, l’esigenza che portò all’adozione ed alla conversione in legge del decreto-legge n. 7 del 2002 oggi non sussisterebbe, in particolar modo sul territorio casertano, tanto che, nel 2010, sia l’Enel che i Ministeri interessati comunicarono al Comune di Maddaloni (Caserta) che la centrale turbo presente nel territorio andava esclusivamente adeguata alla normativa europea di sicurezza e non potenziata, data la costruzione di ben altre 6 centrali nazionali e l’attivazione della centrale di Sparanise;

a conferma del limite temporale di applicazione del decreto-legge n. 7 del 2002, al momento della sua conversione da parte della legge n. 55 del 2002, l’art. 1 stabiliva che il procedimento autorizzativo, delineato per la costruzione e l’esercizio degli impianti di energia elettrica di potenza superiore a 300 MW termici, gli interventi di modifica o ripotenziamento, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili all’esercizio degli stessi, poteva essere utilizzato sino non oltre il 31 dicembre 2003;

il comma 5 dell’articolo 1 del decreto-legge n. 7 del 2002, analogamente, dispone che “fino al 31 dicembre 2003” è sospesa l’efficacia della normativa relativa alle centrali termoelettriche e turbogas, alimentate da fonti convenzionali, di potenza termica complessiva superiore a 300 MW;

successivamente è intervenuto il decreto-legge 29 agosto 2003, n. 239, recante “Disposizioni urgenti per la sicurezza e lo sviluppo del sistema elettrico nazionale e per il recupero di potenza di energia elettrica”, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2003, n. 290, il quale ha stabilito, all’articolo 1-sexies, comma 8, che per la costruzione e l’esercizio di impianti di energia elettrica di potenza superiore a 300 MW termici si applicano le disposizioni del decreto-legge 7 febbraio 2002, n. 7;

considerato che a quanto risulta agli interroganti:

la disciplina normativa sarebbe stata disattesa nel procedimento adottato per l’impianto di Presenzano, poiché, contrariamente a quanto stabilito dalla legge, non sono mai state invitate alla procedura, né hanno ricevuto notifiche e comunicazioni, le amministrazioni e gli enti locali interessati. A tal proposito, è d’uopo precisare che il comma 2 dell’art 1 decreto-legge n. 7 del 2002 richiede espressamente la partecipazione “al procedimento unico” delle “Amministrazioni statali e locali interessate” e ne consegue che quanto osservato è ancor più rilevante, considerando che l’opera coinvolge altri comuni (tra cui il più coinvolto è il Comune di Vairano Patenora) e la comunità montana di Monte S. Croce di cui Presenzano è parte;

il procedimento adottato per la realizzazione dell’impianto sarebbe altresì contrario alla normativa di cui al decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, di recepimento della direttiva 96/61/CE, in base alla quale, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto-legge n. 7 del 2002, come novellato dal medesimo decreto legislativo n. 59 del 2005, deve essere riesaminata e rilasciata l’autorizzazione integrata ambientale. È fatto altresì espresso obbligo di seguire una specifica procedura autorizzativa indicata ai commi da 10 a 12 dell’art.5 del decreto legislativo n. 59 del 2005, anche mediante ricorso alla conferenza di servizi di cui agli art.14, 14-ter e 14-quater della legge n. 241 del 1990, che comporta l’invito di tutti gli enti interessati;

la procedura prevista dalla normativa europea per la valutazione di impatto ambientale (VIA) non risulterebbe pienamente rispettata, in quanto non si è svolta alcuna consultazione e coinvolgimento dei cittadini interessati, diversamente da quanto previsto dalla vigente legislazione europea e nazionale che concerne l’informazione e la partecipazione dei cittadini alle decisioni in materia ambientale;

la realizzazione dell’impianto appare inoltre essere in contrasto con la direttiva 28/2009/CE recepita in Italia con il decreto legislativo n. 28 del 2011, con cui è stato delineato un quadro comune per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili. Il decreto legislativo n. 28 stabilisce, infatti, all’art. 1, gli obiettivi nazionali obbligatori per la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e per la quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti. L’articolo 2 definisce “energia da fonti rinnovabili” l’energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas;

la realizzazione dell’impianto appare altresì in contrasto con gli intendimenti in materia della Regione Campania, che, con la legge regionale n. 1 del 18 febbraio 2013, recante “Cultura e diffusione dell’energia solare in Campania”, ha previsto, all’art. 1, che la Regione “sceglie il sole come sua primaria fonte di energia per ogni sua attività, civile e produttiva” e “attua piani ed iniziative per la progressiva sostituzione degli impieghi di energia fossile con l’energia solare, anche al fine di ridurre l’inquinamento atmosferico, delle acque e del suolo e delle conseguenze sull’effetto serra e i cambiamenti climatici”;

tale legge, all’articolo 11, comma 1, stabilisce che: “Tutti i comuni della Campania si dotano (…) dei Piani energetici solari, di seguito denominati Pesc. I Pesc definiscono gli obiettivi di copertura di fabbisogno energetico da fonte solare che sono fissati dai singoli comuni e che non devono essere inferiori agli obiettivi di cui all’articolo 2. Nei Pesc sono definiti i possibili diversi tipi di solarizzazione delle singole aree del proprio territorio in armonia con la piena tutela dei valori architettonici, archeologici, storici e culturali a mezzo del parere vincolante delle Soprintendenze”;

la realizzazione dell’impianto appare inoltre incompatibile con il piano energetico della Provincia di Caserta sia per questioni tecniche legate alla potenza elettrica immissibile nelle reti provinciali ampiamente saturata e in surplus produttivo rispetto ai fabbisogni, sia per la quantificazione dell’impatto climalterante e inquinante come quello prodotto da centrali termoelettriche. Gli obiettivi di riferimento del piano energetico ambientale provinciale sono quelli definiti dall’Unione europea e precisamente: riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 20 per cento entro il 2020; innalzamento della quota delle fonti di energia rinnovabili nel mix energetico complessivo dell’Unione europea da circa il 7 per cento (attualmente) al 20 per cento entro il 2020; riduzione, da qui al 2020, del 20 per cento del consumo globale di energia primaria;

a fronte di un obiettivo provinciale di piano in linea con le direttive europee e la normativa nazionale sulla riduzione delle emissioni di CO2, si registra nel documento pianificatorio, un incremento negli ultimi anni delle emissioni in capo al territorio provinciale, di cui quasi la metà imputabili alla combustione e all’utilizzo di gas naturale;

a giudizio degli interroganti la realizzazione di un ulteriore impianto di energia elettrica nella provincia di Caserta è del tutto irragionevole e per di più incompatibile con la lettura del bilancio energetico provinciale in netto surplus rispetto ai fabbisogni energetici complessivi. La provincia di Caserta ha, infatti, un saldo energetico netto positivo del 72,8 per cento tra offerta e domanda e nello stesso piano energetico provinciale si evince che, per le installazioni da fonte “convenzionale” non rinnovabile, ci si deve limitare ad installazioni di piccola-media taglia a servizio dei fabbisogni locali, con cogenerazione e connesso teleriscaldamento a servizio delle utenze prossime;

considerato inoltre che:

la realizzazione di nuove centrali termoelettriche, e quindi anche quella di Presenzano, si pone in contrasto con il documento di Strategia energetica nazionale (SEN), adottato con decreto interministeriale dell’8 marzo 2013. La SEN pone, conformemente a quanto previsto dalla direttiva 2009/28/CE, un obbiettivo di transizione progressiva entro il 2020 dall’attuale sistema di produzione centralizzata a un sistema a produzione diffusa a fonte rinnovabile con la chiusura progressiva di centrali energetiche a fonte fossile. La SEN si pone, tra gli altri, i seguenti obiettivi: contenimento dei consumi ed evoluzione del mix in favore delle fonti rinnovabili. In particolare, si prevede una riduzione del 24 per cento dei consumi primari rispetto all’andamento inerziale al 2020 (ovvero, decremento del 4 per cento rispetto al 2010), superando gli obiettivi europei di riduzione del 20 per cento, principalmente grazie alle azioni di efficienza energetica. In termini di mix, ci si attende un 19-20 per cento di incidenza dell’energia rinnovabile sui consumi finali lordi (rispetto al circa 10 per cento del 2010). Sui consumi primari energetici l’incidenza equivale al 23 per cento, mentre si ha una riduzione dall’86 al 76 per cento dei combustibili fossili. Inoltre, ci si attende che le rinnovabili raggiungano o superino i livelli del gas come fonte nel settore elettrico, rappresentando il circa 35-38 per cento dei consumi (rispetto al 23 per cento del 2010); riduzione dei costi energetici e progressivo allineamento dei prezzi all’ingrosso ai livelli europei. In particolare, è possibile un risparmio di circa 9 miliardi di euro l’anno sulla bolletta nazionale di elettricità e gas (pari oggi a circa 70 miliardi). Questo è il risultato di circa 4-5 miliardi l’anno di costi addizionali rispetto al 2012, e circa 13,5 miliardi l’anno di risparmi includendo sia una riduzione dei prezzi (in ipotesi di prezzi internazionali costanti), sia una riduzione dei volumi (rispetto ad uno scenario di riferimento inerziale); raggiungimento e superamento di tutti gli obiettivi ambientali europei al 2020. Questi includono sia i già citati obiettivi di consumo di energie rinnovabili e di efficienza energetica, sia una riduzione delle emissioni di gas serra pari al 21 per cento, superando gli obiettivi europei per l’Italia, ETS (Emission trading scheme) e non, quantificabili nel 18 per cento di riduzione rispetto alle emissioni del 2005, in linea con il piano nazionale di riduzione della CO2;

le centrali termoelettriche incidono negativamente nella formulazione dei prezzi dell’energia in bolletta all’utente finale;

ai costi di generazione, per l’approvvigionamento dei combustibili, sempre più si aggiungono quelli derivanti dalle esternalità ambientali e sanitarie legate alle emissioni inquinanti e climalteranti delle fonti convenzionali fossili. Di contro, sole e vento, producendo a costo marginale zero, per via del merit order effect che fa fermare gli impianti a partire dal più costoso, stanno costringendo i cicli combinati a gas a rimanere sempre più inutilizzati, con perdite economiche significative,

si chiede di sapere:

se ai Ministri in indirizzo risulti che l’iter procedimentale, tecnico ed autorizzativo, seguito per la realizzazione della centrale di Presenzano sia conforme al dettato normativo comunitario e nazionale in materia;

se risulti che la realizzazione dell’impianto sia rispettosa della pianificazione energetica, con particolare riferimento alla SEN e agli obiettivi comunitari;

se risulti che siano state effettuate tutte le analisi chimiche e fisiche del terreno ospitante la centrale e dell’acqua in falda;

se risulti che siano stati valutati gli effetti delle dispersioni in area delle emissioni tossiche di varia natura, tenuto conto della presenza di altri impianti di eguale tipologia nelle vicinanze (Orta di Atella, Teverola e Sparanise);

se il Ministro dell’ambiente abbia promosso una verifica sul fatto che, così come richiesto nelle prescrizioni del parere di VIA per la fase ex ante alla realizzazione dell’impianto, sia stato effettuato il monitoraggio della qualità dell’aria e del rumore;

se risulti che sia stato valutato l’impatto dell’impianto sulla salute dei cittadini residenti nel territorio di Presenzano e nei territori limitrofi, considerando che nel 2007, allorquando è entrata in funzione la vicina centrale termoelettrica di Sparanise, sono stati effettuati numerosi studi scientifici, secondo i quali le centrali a turbogas sarebbero estremamente pericolose in quanto in grado di provocare effetti per un raggio d’azione di circa 25 chilometri;

se risultino noti tipologia, uso e gestione finale di tutti gli scarichi e dei residui dei processi produttivi della centrale in oggetto;

quali provvedimenti, per quanto di propria competenza, intendano adottare in relazione alla situazione, con particolare riferimento alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

(4-00403)

Dell’interrogazione se ne parla anche in questo video resoconto del M5S

Incontro No Turbogas a Presenzano

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