Moronese : Ilva, al peggio non c’è mai fine e la colpa è vostra !

Oggi al Senato era in discussione questo Decreto Legge che norma in particolare il commissariamento di grandi aziende che hanno commesso gravi infrazioni Ambientali, con particolari riferimenti all’Ilva e la regione Puglia.

Questo il video del mio intervento che vi invito ad ascolare, mentre di seguito trovate anche il testo.

Grazie Presidente, colleghi, cittadini,
prima di sedere fra questi scranni ho sempre lavorato, in condizioni spesso anche disagiate, come semplice impiegata amministrativa. Spesso mi sono ritrovata a commentare la frase “NON C’E’ MAI FINE AL PEGGIO”.
Mai però mi sarei sognata di lavorare qui come cittadina portavoce al senato e mai mi sarei sognata che avrei pronunciato questa frase proprio io, proprio qui, in quest’Aula e purtroppo non mi riferisco solo a questo decreto.
Ebbene si, da quando è iniziato il nostro lavoro spesso ci siamo ritrovati a contrastare delle cosiddette “prassi” che nulla hanno a che vedere con le modalità con cui un Parlamento dovrebbe legiferare, produrre atti per il bene del Paese. Spesso, anzi direi sempre, ci siamo ritrovati a lavorare, discutere su provvedimenti del Governo che hanno solo l’intento di buttare fumo negli occhi ma che in realtà non mirano minimamente alla soluzione dei problemi.
Questo è quanto accaduto per la discussione di questo decreto legge n. 61. Si parla di commissariamento, in pratica qualsiasi azienda di interesse nazionale, e ve ne sono molte, come l’Ilva, che non ha rispettato le prescrizioni previste dall’A.I.A., che ha inquinato e sta inquinando mettendo in pericolo la salute dei lavoratori e dei cittadini e che rischia di essere chiusa come sancisce la legge n. 152/2006 art. 29 decies, può essere dichiarata commissariata e quindi in barba a tutte le normative vigenti ha la possibilità, in base a questo provvedimento, di continuare a lavorare sempre violando le prescrizioni dell’A.I.A. per altri 36 mesi. In questo modo si da una via d’uscita a tutte quelle aziende che pur violando la legge vedono nel commissariamento la via di fuga. In pratica questo dl non è un SALVA ILVA ma è l’estensione del Metodo ILVA a tutte le realtà industriali e non per la tutela dell’ambiente ma bensì per garantire la continuità produttive delle stesse.

Forse non ve ne rendete conto ma, con questo decreto stiamo dando il via alla possibilità che quanto accaduto a Taranto si ripeta di nuovo, laddove Sindaco, Presidente della provincia, Regione, Stato hanno regolarmente fatto le scelte sbagliate, con giri di parole, leggine regionali e accordi di programma che sono la dimostrazione dell’offesa all’intelligenza di un popolo intero. Il tutto con il favore di ignoranti politici locali e nazionali, sostenuti da relazioni di pseudo tecnici tenuti sul libro paga dell’azienda, che parlavano di “vocazione industriale” di Taranto senza neanche sapere che, come ricordava il collega Lucidi, stavano violentando e ammazzando le reali vocazioni di un territorio bellissimo come quello di Taranto.

Sappiamo poi invece, come sono andate le cose… sequestri degli impianti dell’area a caldo e perizie che affermavano che quello stabilimento produceva e produce eventi di malattia e morte!
Nessuno dei suddetti signori si è ancora scusato con i padri, con le madri e con i figli di Taranto!
Nessuno dei suddetti signori ha il coraggio oggi di mostrarsi pubblicamente a Taranto, così come nelle migliori abitudini dei peggiori vigliacchi!
La politica poteva e doveva fare qualcosa, cambiare la marcia e pianificare nuove strategie su Taranto. E invece? a partire da Corrado Clini – che il signore possa perdonarlo visto che i tarantini non lo faranno mai – e poi via, via, tutto l’entourage del partito unico PD, PDL e “tecnici” hanno perpetrato le violenza su Taranto a botte di decreti. Dapprima, a dicembre 2012, che di fatto ha Salvato l’Ilva e ha condannato Taranto, stabilendo che in Italia la continuità produttiva è più importante della salute di cittadini e lavoratori. Stabilendo che un’Autorizzazione Integrata Ambientale sarebbe stata sufficiente a tutelare la vita dei cittadini e degli operai, senza nessuna prova scientifica che potesse dimostrare che il problema degli eventi di malattia e morte si esaurisse. Stabilendo che l’illegalità in questo Paese non è solo un cattivo esempio ma una prassi consolidata, che permette alle aziende degli amici degli amici, nel momento in cui fossero accusate di non rispettare le leggi e la vita delle persone, di venir avvantaggiate rispetto a quelle che faticosamente, giorno dopo giorno cercano di portare avanti la propria attività con ONESTA’ !
Successivamente però la politica riesce a superarsi nella vergogna con un altro decreto – questo decreto – che stabilisce che la legge vigente sull’ambiente che avrebbe portato ad una sospensione temporanea o totale dell’attività, è derogata!
Che la famosa AIA – che la Corte Costituzionale ha accettato sulla “fiducia” come equilibrio tra il diritto al lavoro e il diritto alla salute, solo se fosse inderogabilmente rispettata – si potesse modificare e non certo in maniera più restrittiva. Un decreto in cui si nomina come commissario da parte dello stato, l’amministratore delegato dell’azienda privata che ora è commissariata e al quale commissario vengono in anticipo sollevate tutte le eventuali responsabilità! Ricordo che la Valutazione di Danno Sanitario redatto dall’ARPA Puglia afferma che semmai si rispettassero tutti le prescrizioni dell’AIA, il rischio di contrarre patologie non si annullerebbe, ma si dimezzerebbe solamente! Una vera tragedia per la salute dei cittadini, per i lavoratori e per i loro figli!

Ma non solo, il Governo ha poca memoria e dimentica, nonostante la cittadinanza glielo ricordi continuamente, che le prescrizioni non rispettate dell’AIA, già certificate dall’Ispra nelle 2 ispezioni fin qui effettuate, sarebbero dovute esser sanzionate e che queste sanzioni nonostante fossero decine e decine e reiterate in alcuni casi, non vengono ancora e a tutt’oggi imposte dallo Stato… non sia mai che il privato si possa offendere….?
Eppure il M5S ha tentato tramite gli emendamenti di rendere il testo di questo decreto migliore, di proporre alternative, alternative frutto del lavoro portato avanti insieme con i cittadini di Taranto e non solo, con le associazioni, i comitati. Abbiamo presentato un emendamento ad esempio per la predisposizione di un piano industriale che prevedesse anche l’utilizzo di più moderni impianti per produrre acciaio meno impattanti per l’ambiente, in sostituzione degli obsoleti altiforni. Abbiamo presentato proposte come la previsione nel piano industriale che l’area a caldo, quella maggiormente inquinante e produttrice di diossine, benz(a)pirene e tante altri veleni cancerogeni, venisse programmata anche ad una sua momentanea o definitiva sospensione – come a Genova – , garantendo ai lavoratori il rimpiego in altre aree dello stabilimento.
Abbiamo richiesto di procedere alla riconversione industriale ed economica del territorio così come è permesso nelle situazioni di crisi industriale complessa!
Abbiamo proposto l’esenzione del ticket sanitario per TUTTI gli abitanti dei Comuni compresi in un raggio di 20 km in linea d’aria dall’insediamento produttivo.
Ebbene tutti questi emendamenti non sono stati nemmeno discussi in commissione in quanto il Governo, per l’ennesima volta, sostituendosi al ruolo del Parlamento ci ha richiesto di non presentarne alcuno per motivi di urgenza, come solito dobbiamo agire di fretta. Ed ovviamente il partito unico PD – PDL seguiti a ruota da Scelta Civica si sono immediatamente e vergognosamente piegati “supinamente” come detto dal mio collega petrocelli in Commissione, al volere del Governo senza il benchè minimo scrupolo.
Allora tutto è stato una messa in scena: audizioni su audizioni, ispezioni presso gli stabilimenti, ore ed ore a studiare su come rendere migliore un Decreto legge scritto a quanto pare solo e con l’unico scopo di salvaguardare la grande Azienda, i debiti che questa ha nei confronti delle banche senza preoccuparsi minimamente della salute dei cittadini, dei lavoratori.A fronte di tutto ciò, pensando a voi, viene da condividere pienamente le parole degli abitanti del quartiere Tamburi di Taranto che le hanno stampate su una targa appesa in una via cittadina a ridosso dello stabilimento: “Nei giorni di vento nord-nord/ovest, veniamo sepolti da polveri di minerale e soffocati da esalazioni di gas provenienti dalla zona industriale ILVA. Per tutto questo gli stessi, MALEDICONO, coloro che possono fare e non fanno nulla per riparare”.
Taranto Libera!
Ed io aggiungo che se non cambieremo questo decreto legge allora è vero quello che ho detto all’inizio “AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE” e la colpa è vostra.

2 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *