M5S: Approvato nostro ordine del giorno sulla Linea 6 di Napoli

Il 6 Agosto 2013 il Governo ha approvato le nostre richieste riguardanti i lavori alla linea 6 e al crollo del palazzo alla Riviera di Chiaia di Napoli.

 

ODG AS. 974

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia (A.S. ),

premesso che :
– l’art.18 del suddetto decreto include tra le misure da finanziare con apposita delibera Cipe, da emanarsi nei successivi 45 gg dalla entrata in vigore del presente decreto, a valere sul fondo di cui al comma 1 del medesimo articolo, il completamento della linea 1 della metropolitana di Napoli;
– tale linea rappresenta l’anello strategico di congiungimento tra tutte le altre linee cittadine tra cui la linea 6 attualmente in fase di completamento. Tuttavia , i lavori di tale ultima linea sono attualmente fermi ed il cantiere di “Arco Mirelli” è stato posto sotto sequestro dalla Procura che ha avviato un procedimento per accertare le responsabilità circa i fatti accaduti in data 04/03/2013, quando un’ala dello storico Palazzo Guevara di Bovino alla Riviera di Chiaia è crollata;
– si apprende dal giornale il Mattino.it del 06/06/13 che le analisi effettuate nelle zone limitrofe al cantiere sotto sequestro, dalla Società Austriaca Texpolr incaricata dal Comune e dall’Ansaldo per fare il punto della situazione, ha riscontrato l’esistenza di fenomeni di scarsa densità del suolo indice di dissesto idrogeologico, già in precedenza denunciato da tecnici incaricati dai residenti : ” A nostro giudizio, il dilavamento, che ha raggiunto un angolo del palazzo di sinistra, potrebbe creare una situazione di pericolo a causa di tutti i lavori pesanti che sono in corso. Vi chiediamo di considerare questa come una situazione molto grave: di prendere precauzioni immediate sui lavori pesanti e di prendere in considerazione un lavoro di fortificazione del suolo prima di tutto” così si legge nella relazione;

considerato che :
-i lavori di scavo sotterraneo realizzati per la linea 6 della metropolitana di Napoli che interessano un tratto della Riviera di Chiaia che, come indica lo stesso nome, si presenta attiguo alla zona costiera del lungomare Caracciolo, hanno generato secondo quanto riscontrato dai tecnici specializzati intervenuti su incarico dei residenti, un vero e proprio disastro idrogeologico sul quale dovrà pronunciarsi la Magistratura;

-nelle more del procedimento giudiziario in corso occorre farsi carico di tutelare quella parte della popolazione residente nella zona interessata scongiurando l’eventualità del verificarsi di ulteriori atti gravi in una zona peraltro di alto valore storico e culturale per i palazzi e le chiese presenti;

-tanti sono i vuoti e le carenze in tutto l’iter dei lavori: dal progetto , all’appalto, all’ATI ai segnali premonitori del crollo . Nel mese di gennaio 2013 si verifica una perdita d’acqua tra le paratie 16 e 17 del cantiere della metropolitana , alcuni giorni dopo il pavimento di un locale commerciale sito nei pressi del civico 72 scende di circa 4 cm, causando un allagamento. Le autorità intervenute accertano l’accaduto e l’ingegnere tecnico responsabile dell’Ansaldo al momento dichiara ai presenti essersi trattato di un evento generato da un loro errore rientrante però nei parametri di sicurezza;

-i lavori sono stati effettuati dalla società Ansaldo Sts e dall’Associazione temporanea di Imprese subappaltante composta da Paolo De Luca Costruzioni S.r.l. (mandataria) Costrade S.p.A, Consorzio Stabile Infrastrutture , MN. Metropolitana di Napoli S.p.a. che a sua volta ha subappaltato ad altre ditte parte dei lavori, tra cui la “Trevi Sfg Inc Spa per Napoli” facente parte del gruppo Impregilo, tristemente noto in Campania e non solo;

-la gravità degli eventi accaduti e l’incertezza che attanaglia i residenti della zona circa la corretta realizzazione o meno degli interventi attuati fin ora e di quelli da attuare nel prossimo futuro in una situazione così delicata e così instabile dal punto di vista idrogeologico, alla luce dei gravi fatti accaduti che per una fortuita circostanza non hanno causato ben più gravi conseguenze, richiede un intervento del massimo organo esecutivo anche in virtù del dato che le opere in questione sono state finanziate dallo stesso Governo;

impegna il Governo

ad intervenire per verificare attraverso propri tecnici il rispetto delle normative sia in fase di predisposizione del progetto che dell’affido dell’appalto, accertando che siano stati assolti correttamente da parte dei soggetti responsabili – Ditta appaltatrice, Comune di Napoli e Comitato Scientifico all’uopo costituito – tutti gli obblighi di controllo e monitoraggio per la sicurezza degli abitanti della zona interessata, valutando altresì se il progetto sia rispondente a tutti i parametri di legge, considerato anche che il progetto iniziale prevedeva in quel tratto una linea in superficie, progetto successivamente modificato dopo l’affido dell’appalto ad Ansaldo STS con l’avallo del Comune, introducendo l’intervento fortemente invasivo delle stazioni sotterranee peraltro vicinissime tra loro, laddove un efficiente linea tranviaria avrebbe potuto essere di gran lunga più consona e di rapida ultimazione.

NUGNES, MORONESE

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