Moronese M5S: Tribunali, il Governo si impegni a pagare i Comuni [Mozione al Senato]

Ci siamo già occupati della riforma sulla geografia giudiziaria che tanto preoccupa tutti e che ha creato un’accesa discussione in Parlamento.
Io stessa ho presentato una dettagliata interrogazione relativamente al depotenziamento del Tribunale di S. Maria C.V. (CE).
In data 11 settembre u.s., nella seduta antimeridiana dell’aula del Senato la Ministra Cancellieri ha ribadito che è impossibile dare seguito alle richieste di proroga della riforma stessa in quanto la macchina ormai è già avviata.
A questa problematica però se ne aggiunge un’altra ugualmente importante, ed è il costo economico sostenuto dai Comuni per la gestione dei Tribunali che dovrebbe poi essere rimborsato a fine anno dal Ministero di Giustizia.
Pertanto ho presentato in data 11/09/2013 una Mozione in cui chiedo al Governo un impegno ad intraprendere ogni iniziativa possibile affinchè vengano erogati ai comuni i contributi spettanti per le spese già sostenute con particolare riguardo al Comune di S. Maria C.V. che ad oggi non ha ancora percepito quanto anticipato per gli anni 2011 – 2012 e 2013.
Inoltre ho inserito nella Mozione, che vi invito a visionare, la possibilità di valutare di escludere dal patto di stabilità 2014 le spese anticipate dagli enti locali per la gestione delle strutture giudiziarie e di assumere urgenti iniziative affinchè vengano ricondotte allo Stato almeno le spese per la locazione dei locali e per la manutenzione straordinaria, lasciando ai Comuni il carico delle spese di ordinaria manutenzione.

Grazie, Vilma Moronese

Testo della Mozione

Atto n. 1-00140 – Pubblicato il 11 settembre 2013, nella seduta n. 100

Il Senato,
premesso che:
come noto, la situazione economico-finanziaria dei Comuni italiani è divenuta drammaticamente insostenibile. I pesantissimi vincoli imposti dal patto di stabilità interno non consentono alle amministrazioni comunali di onorare le obbligazioni assunte, con pregiudizio per l’ente, per il sistema sociale e per quello economico e produttivo;
in tale contesto della finanza locale si inserisce la legge n. 392 del 1941, recante “Trasferimento ai Comuni del servizio dei locali e dei mobili degli Uffici giudiziari”, che stabilisce che le spese per la gestione degli uffici giudiziari sono a carico dei bilanci dei Comuni, i quali, poi, vengono rimborsati dal Ministero della giustizia con l’erogazione di un contributo economico annuo;
tuttavia, i reiterati ritardi registrati nei rimborsi delle spese anticipate dagli enti locali per la gestione delle strutture giudiziarie presenti sul territorio, evidenziano il peggioramento della loro situazione finanziaria, i cui effetti pongono in seria difficoltà l’intera gestione contabile, alla luce anche dei nuovi interventi di riduzione dei trasferimenti erariali attuati dal Governo;
è dunque di tutta evidenza che l’entità dei crediti ed i continui ritardi che si registrano nei rimborsi delle spese anticipate obbligano gli enti locali ad una costante anticipazione di cassa, con oneri finanziari aggiuntivi a carico dei bilanci comunali. Segnatamente, anche in considerazione dell’art. 187, comma 3-bis, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 (come modificato dal decreto-legge n. 174 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 213 del 2012) il significativo ricorso alle anticipazioni di tesoreria inibiscono, di fatto, le amministrazioni comunali alla spesa per investimenti rivolti alla collettività comunale;
considerato, in particolare, che:
con l’art. 1 del decreto legislativo n. 155 del 2012, in attuazione della legge delega n. 148 del 2011, si prevede che «Sono soppressi i tribunali ordinari, le sezioni distaccate e le procure della Repubblica di cui alla tabella A allegata al presente decreto». Nell’elenco della tabella A è ricompreso il tribunale ordinario di Santa Maria Capua Vetere (Caserta);
al netto delle gravi perplessità di ordine logico e razionale stanti nella soppressione, il Comune di Santa Maria Capua Vetere si trova a vantare un ingentissimo credito nei confronti del Ministero della giustizia per la gestione delle strutture giudiziarie insistenti ed operative sul suo territorio, per gli anni 2011, 2012 e 2013;
il combinato della soppressione del presidio giudiziario, connesso alla perdita del relativo «indotto» economico, nonché della perduranza di crediti dello Stato già anticipati, in aggiunta alla decurtazione degli ordinari trasferimenti erariali, potrebbe determinare un gravissimo dissesto economico e finanziario per il Comune di Santa Maria Capua Vetere, compromettendo i servizi essenziali per i cittadini, in un momento in cui il sistema dei Comuni è indubbiamente il livello istituzionale più esposto, rispetto al progressivo impoverimento dei nuclei familiari e delle richieste di sostegno ed intervento sociale,
impegna il Governo:
1) ad assumere, urgentemente, ogni iniziativa amministrativa volta ad assicurare la copertura finanziaria integrale del capitolo di bilancio del Ministero della giustizia abilitato ed erogare i contributi spettanti ai Comuni per le spese già sostenute di gestione degli uffici giudiziari, valutando la peculiare situazione del Comune di Santa Maria Capua Vetere (Caserta);
2) a valutare l’opportunità di promuovere interventi normativi, anche in occasione dell’imminente legge di stabilità per il 2014, volti all’esclusione dal patto di stabilità interno delle spese anticipate dagli enti locali per la gestione delle strutture giudiziarie;
3) ad assumere urgenti iniziative di competenza, anche normative al fine di promuovere la modifica della legge n. 392 del 1941, al fine di limitare a carico dei Comuni le spese per l’ordinaria manutenzione degli uffici giudiziari, riconducendo alla responsabilità dello Stato le spese necessarie alla locazione dei locali e a quelle per la straordinaria manutenzione.

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