Pomodori Italiani ma non….

La tutela del Made in Italy e della produzioni agricole Campane è un impegno che il M5S porta avanti da sempre, a Gennaio interrogammo il Ministro appunto su questi temi e in particolare chiedevamo come intendesse comportarsi nei confronti di quelle aziende che praticavano una concorrenza sleale, denigrando i prodotti Campani.

Chiedevamo di proteggere e tutelare i prodotti d’eccellenza, è tutti quelli che non sono assolutamente interessati dai problemi legati all’inquinamento.

In questi giorni come M5S abbiamo depositato una nuova interrogazione, per segnalare al Ministro un’azienda Campana che opera nel settore della trasformazione del pomodoro che pubblicizza sui suoi canali di comunicazione la vendita di pomodori italiani “non campani“.

A nostro avviso si tratta di una forma denigratoria non soltanto delle aziende campane concorrenti, ma di un modo di fare che danneggia tutta la regione compresa i cittadini e quindi le aziende di ogni settore.

Speriamo che l’azienda possa provveder rivedendo le sue strategie di comunicazione, prima dell’eventuale intervento del Ministro.

Qui il testo dell’interrogazione (PDF)

Qui l’interrogazione sul sito del Senato

2 Comments

  1. La cosa da capire è perchè ancora oggi noi stessi campani non siamo ancora sicuri di quello che mettiamo sulle nostre tavole, qui si continua a morire nell’ indifferenza dello stato e girando per la nostra regione lo scempio dei rifiuti di ogni genere abbandonati nei campi è ben visibile per non parlare di quelli che sono seppelliti e allora di cosa stiamo parlando? La strada è ancora lunga finchè non cacceremo la Mafia dalle istituzioni sarà dura riconquistare la fiducia dei cittadini. Comunque l’ unica nostra speranza siete Voi m5s guerrieri armati di penna e onestà, non sarete mai soli anzi saremo sempre di più non mollate..

  2. Il problema dei problemi è la tracciabilità del prodotto. Purtroppo debbo constatare con amarezza che le zone a nord di Napoli e a sud della provincia di Caserta sono le più devastate dal fenomeno degli sversamenti illegali di materiali tossici e nucleari, per non parlare, poi, dell’incendio quotidiano di rifiuti industriali e tossici. Purtroppo già dal 1997 si è vista la volontà politica di lasciare al suo tragico destino le zone che ho testé evidenziato, anche dal fatto che quando l’attuale presidente napolitano, allora ministro dell’interno, secretò i verbali del pentito e fondatore del clan dei casalesi Carmini Schiavone sull’interramento di rifiuti tossici e nucleari. “Tutti sapevano” affermò il pentito, ma nessuno di loro mosse un dito per scongiurare uno degli scempi più drammatici d’Europa: la devastazione della fu “CAMPANIA FELIX”.Si salva, molto probabilmente, la zona a sud del fiume Sele, cioè il parco del Cilento e Vallo di Diano, parti dell’Avellinese e dell’alto beneventano, la costiera Amalfitana (con le isole)e un poco l’alto casertano. Dannati e maledetti!

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