Rapporto Ecomafia 2019: Moronese(M5S) Per l’ambiente quello che si farà non sarà mai abbastanza, l’importante è non fermarsi mai

Il mio intervento da relatrice al Rapporto Ecomafia 2019 di Legambiente

Buongiorno a tutti,

porgo innanzitutto i miei saluti alla vicepresidente del Senato, al sig. Ministro, al Procuratore Nazionale Antimafia, ai colleghi, nonchè a tutte le autorità e a tutte le forze di polizia qui presenti, e a tutti gli intervenuti.

Un ringraziamento particolare va a Legambiente e al Presidente Stefano Ciafani per questo lavoro importantissimo, che svolgono ogni anno, perchè grazie al rapporto sull’Ecomafia, ci danno concretamente e con numeri alla mano la possibilità di poter avere e fare un raffronto sui crimini ambientali.

Credo che l’utilità di questo Rapporto sia indiscutibile. Non dobbiamo dare per scontato che le cose accadano, anzi, occorre avere e analizzare i dati per comprendere come riuscire a contrastare i crimini ambientali con sempre maggiore fermezza. Dunque ancora grazie a tutti coloro che si sono spesi per produrre questo importantissimo lavoro.

Dal documento prodotto quest’anno da Legambiente, i dati, a mio avviso, di particolare rilievo sono quelli sul ciclo del cemento, quelli dei reati contro gli animali, ovviamente quelli sui traffici illeciti dei rifiuti e anche il focus della legge sugli ecoreati, che giustamente è ben seguita da tutti, essendo l’innovazione legislativa più importante in campo ambientale degli ultimi tempi. Ho letto i suggerimenti del Procuratore Fimiani, il quale cura la Rete ambientale delle Procure Generali, che ho avuto già il piacere di incontrare per scambiare idee e progettualità.

I dati del rapporto ecomafia 2019 sono stati già esposti in maniera estremamente chiara, io oggi vorrei cogliere l’occasione per fare un ragionamento in senso ampio e guardarci alle spalle, per osservare quest’anno che è passato, e vedere cosa è accaduto di rilevante in campo ambientale e quindi condividerlo con voi, naturalmente ci sarebbe tanto da dire ma per motivi di tempo prenderò ad esempio solo alcuni eventi che secondo me sono stati significativi.

Sugli incendi agli impianti dei rifiuti, determinante fu quello dello STIR (Stabilimento di Tritovagliatura ed Imballaggio Rifiuti) di Santa Maria Capua Vetere, che è anche il Comune dove sono nata e dove vivo tutt’oggi, che potremmo definire come la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A bruciare quella sera fu un impianto pubblico, gestito dalla Provincia, ed avvenne in un giorno festivo, il primo novembre 2018. Il mattino seguente ci fu una visita ispettiva del Ministro Costa e dopo pochi giorni ci fu una forte risposta dello Stato.

Infatti, il 19 Novembre nacque il Patto d’azione sottoscritto anche dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e da altri ministri, come risposta proprio agli incendi che si verificano negli impianti di trattamento dei rifiuti ed ai roghi tossici che rendono le province di Napoli e Caserta tristemente note come la Terra dei Fuochi. Il Patto prevede delle azioni che devono svolgere gli enti interessati, non solo i ministeri ma anche gli enti territoriali.

In particolare seguo, sin da prima della sua nascita, tutte le sue fasi di applicazione, perchè lo stesso Patto è uno strumento che è nato per essere migliorato e divenire sempre più efficace, il suo scopo è quello di adeguarsi alle esigenze che man mano nascono durante la sua applicazione. Se darà i suoi frutti, come ci auguriamo, potremo senz’altro replicare il modello in tutte le regioni italiane.

Grazie anche alla collaborazione istituzionale con l’ing. Curcio che è l’incaricato di Governo per l’attuazione del Patto, provvederò con proposte legislative ad hoc a modificare alcune norme per permetterne una migliore aderenza interpretativa. In definitiva è di rilievo che dal lavoro svolto in merito al problema degli incendi, è nata una nuova normativa a cui gli impianti di trattamento rifiuti devono attenersi, quindi antincendio, telecamere ed altre prescrizioni sulla sicurezza.

Successivamente vanno citati altri 2 incendi a due siti pubblici a Roma, entrambi gestiti dall’AMA :

  • Salario 11 Dicembre 2018

  • Rocca Cencia 24 Marzo 2019

Questi incendi, avvenuti in mesi invernali quando le temperature erano molto basse, mi fanno pensare ad una probabile volontà dolosa, per questo il mio giudizio non può che orientarsi nella direzione di chi vuol compiere un attacco allo Stato e danneggiare il ciclo dei rifiuti, probabilmente per pilotare la gestione pubblica verso affidamenti a privati.

Va citata, inoltre, la brillante operazione svolta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano denominata Velenum che ha svelato, arrestando 15 persone, il sistema che avevano organizzato varie imprese che gestivano i rifiuti e che li avevano accumulati in un capannone per poi darlo alle fiamme il 14 Ottobre 2018. Nello specifico i magistrati e le forze di polizia hanno anche mostrato il sistema che avevano organizzato per occultare i rifiuti, accatastando container uno sull’altro creando così un muro per nascondere i rifiuti, e che arrivando fino in cima sarebbero stati visti dall’esterno, perchè il capannone si trovava proprio nella città di Milano.

Certo si potrà dire che si è comunque arrivati dopo, ma è importante che si sia scoperto il sistema e che i responsabili siano stati arrestati, in modo da poterne comprenderne i meccanismi e poter anche calibrare meglio i controlli e quindi prevenire questi fenomeni. Perchè pur avendo buone norme, i controlli restano sempre il miglior mezzo per prevenire futuri danni all’ambiente.

Posso senza ombra di dubbio affermare che all’azione dei corpi ambientali dei Carabinieri è stata impressa una sensibile accelerazione, si vede dalle numerose operazioni condotte ogni giorno, ma lo rilevo anche negli altri corpi di polizia. Certo servono ulteriori forze, e arriveranno, è solo questione di tempo, perchè nell’ultima legge di bilancio sono state previste migliaia di assunzioni.

Inoltre è da evidenziare che nell’ultimo anno, i Carabinieri e l’Esercito impegnati nelle operazioni anti roghi, sono stati dotati di droni, e sono state già effettuate numerose operazioni con l’impiego di questi mezzi, e anche l’Aeronautica Militare grazie al lavoro del Sottosegretario Micillo, sta collaborando con il Ministero dell’Ambiente effettuando rilievi aerei sempre più precisi.

Questione bonifiche.

Le bonifiche come tutti sappiamo sono indispensabili, sia dal punto di vista del risanamento ambientale, sia per quanto riguarda l’aspetto della percezione che si ha di un territorio, ovvero lì dove si sa che esiste un problema ambientale grave, e le bonifiche ritardano, quello stesso territorio è destinato ad essere considerato di serie B.

A dicembre 2018 abbiamo organizzato un convegno al Senato, per dimostrare che le bonifiche si possono fare, se esiste la volontà, il metodo, la trasparenza e soprattutto la legalità. Infatti grazie al Gen. Giuseppe Vadalà, Commissario straordinario per le bonifiche delle discariche abusive oggetto di infrazione europea, stiamo raggiungendo ottimi risultati. Da marzo 2017 su 80 discariche abusive di partenza ne sono state bonificate 28, con un risparmio sulla procedura di infrazione europea, che vale 11,2 milioni di euro all’anno. Recentemente nel decreto Sblocca Cantieri, ho ottenuto l’impegno del Governo a potenziare con nuove risorse finanziarie la struttura commissariale.

Conto inoltre di riuscire a mettere in campo, quanto prima, un provvedimento normativo, per far si che le bonifiche non possano finire in mano ad aziende in odor di mafia, accogliendo così una richiesta fatta recentemente proprio dal Procuratore Nazionale Antimafia durante una sua audizione, facendo ancora un passetto in avanti per l’ambiente e per la legalità.

Vanno evidenziate inoltre le attività messe in campo da alcune Procure, che ritengo molto ma molto significative.

L’ultima ma solo in ordine temporale è stata la Procura di Napoli Nord, che la settimana scorsa si è dotata di uno studio che è durato 3 anni commissionato all’Istituto Superiore di Sanità, per conoscere, in relazione ai Comuni di propria competenza, quali sono i territori che presentano un rischio sanitario più elevato, in modo da poter operare scelte prioritarie rispetto appunto alle bonifiche, e lo stesso Procuratore della Repubblica Greco, ha dichiarato di voler costituire presso la sua Procura un pool di magistrati che si occupi in maniera specifica delle bonifiche, e che possa anche applicare il reato di omessa bonifica.

Io stessa sto lavorando sul territorio affinchè si possano avviare importanti bonifiche su Napoli e Caserta, dove sono stati stanziati anche svariati milioni di euro, e dunque vi assicuro che non sono i soldi a mancare, ma mi ritrovo a combattere contro lungaggini e rallentamenti amministrativi fra un ufficio e l’altro, fra il comune e la regione, o semplicemente una mancanza di comunicazione che oggi sinceramente non possiamo più permetterci nè tollerare. Per questo ho apprezzato molto l’impegno della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che sta esercitando un’azione propedeudica alla bonifica di un sito che è la ex Cava Monti di Maddaloni, nel casertano, convocando presso di sè con frequenza temporale fissa, tutti i soggetti attuatori della bonifica. Vedremo più avanti se questo metodo porterà i suoi frutti, e se così sarà, potrebbe e dovrebbe essere replicato.

Ancora sulle bonifiche e sui reati ambientali, anche la Procura di Napoli ha messo in campo azioni importanti, istituendo il S.I.A. – Servizio Indagini Ambientali, di cui fanno parte i Carabinieri, la Guarda di Finanza, la Capitaneria di Porto, la Polizia Metropolitana e la Polizia Municipale di Napoli. Un coordinamento per agevolare lo scambio di informazioni in materia ambientale.

Ci sarebbero ancora tantissime cose da dire, ma il messaggio che oggi desidero farvi arrivare, è senz’altro un messaggio positivo.

Quello di cui sono certa, è che non ci possiamo fermare, dobbiamo continuare a lavorare, a scambiare informazioni, a collaborare istituzionalmente, se ci spingiamo a fare sempre quel passetto in più, possiamo davvero fare la differenza.

Consapevoli che tutto quello che faremo per difendere l’ambiente e la natura non sarà mai sufficiente, ma è nostro preciso dovere farlo e soprattutto non fermarci.

Grazie a tutti voi per avermi ascoltata e soprattutto a tutti voi che avete deciso come me di non fermarvi.

Rapporto Ecomafie 2018: Moronese(M5S) oltre la responsabilità istituzionale tutela dell’ambiente obiettivo di vita

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