Terra dei fuochi: vi spiego perchè le bonifiche finiscono in mano alla camorra

Il 4 Febbraio 2014 denunciavo che nel decreto legge del Governo Letta(PD)/Berlusconi(PDL) detto decreto Terra dei Fuochi con un emendamento inserito alla Camera da un deputato di Forza Italia, si faceva in modo di andare in deroga alle norme Antimafia per gli appalti pubblici.

Il giorno successivo mi appellavo anche ai giornalisti con la speranza che riportassero fuori dal parlamento la questione, cosa che avvenne, diversi giornali anche locali riportarono la cosa.

Poi durante la discussione in aula, sul decreto TDF sul quale non ci fu concesso nulla in quanto venne tutto azzerato dal solito voto di fiducia (come ho avuto modo già di spiegare in questo articolo), denunciai la deroga in aula come potete ascoltare in questo video

Così la camorra vuole bonificare la Terra dei fuochi

Alla Sogesid fu chiesto di fermarsi nell’assegnazione degli appalti a Gennaio 2014 proprio dal Commissario alle bonifiche

Ritorniamo ad oggi, a Marzo, appare sui giornali la notiza che Raffaele Cantone (presidente Anticorruzione) invita ancora una volta sempre la Sogesid (in quanto stazione appaltante) a rivalutare l’eventuale assegnazione delle bonifche per la Resit (Giugliano di Napoli) revocando l’appalto alla Treerre/Italrecuperi

Giustamente i giornalisti ed i cittadini si chiedono, come sia possibile che ancora oggi nel 2015 la camorra ed i clan riescano ad aggiudicarsi gli appalti per le future (ad oggi non ne abbiamo ancora mai vista alcuna) bonifche nella terra dei fuochi ?

Una delle possibilità potrebbe essere questa

deroga antimafia terra dei fuochi

 

 

 

 

Il 31 Marzo 2015 sono intervenuta in aula al Senato per fare ancora una denuncia, la terza

Con il comma 5 nell’articolo 2 bis si è introdotto quanto segue nel decreto terra dei fuochi che prevedeva anche norme per la bonifica dei suoli

5. I controlli antimafia sui contratti pubblici e sui successivi subappalti e subcontratti aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture sono altresi’ effettuati con l’osservanza delle linee guida indicate dal Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere, anche in deroga a quanto previsto dal codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.

Per chi ha introdotto e votato questa deroga al codice Antimafia, ovvero PD e PDL, si tratta di una procedura migliorativa, ma per me non è affatto così, in quanto la stessa deroga è stata usata per gli appalti della ricostruzione dell’Abruzzo e come tutti sanno li le mafie se la sono spassata alla grande

La mafia avanza 
a colpi di mazzette
Pochissimi omicidi, ora le cosche preferiscono usare le bustarelle. Comprando politici e funzionari, in modo da moltiplicare gli affari. 
E infiltrarsi ovunque. Un salto di qualità che soffoca l’economia

Ma cosa prevedeva il codice Antimafia a cui si va in deroga?

DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2011, n. 159

Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche’ nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136

Si va in deroga a ben 120 articoli, soffermiamoci su uno in particolare il n° 19

Art. 19

Indagini patrimoniali

1. I soggetti di cui all’articolo 17, commi 1 e 2, procedono, anche
a mezzo della guardia di finanza o della polizia giudiziaria, ad
indagini sul tenore di vita, sulle disponibilita’ finanziarie e sul
patrimonio dei soggetti indicati all’articolo 16 nei cui confronti
possa essere proposta la misura di prevenzione della sorveglianza
speciale della pubblica sicurezza con o senza divieto od obbligo di
soggiorno, nonche’, avvalendosi della guardia di finanza o della
polizia giudiziaria, ad indagini sull’attivita’ economica facente
capo agli stessi soggetti allo scopo anche di individuare le fonti di
reddito.
2. I soggetti di cui al comma 1 accertano, in particolare, se dette
persone siano titolari di licenze, di autorizzazioni, di concessioni
o di abilitazioni all’esercizio di attivita’ imprenditoriali e
commerciali, comprese le iscrizioni ad albi professionali e pubblici
registri, se beneficiano di contributi, finanziamenti o mutui
agevolati ed altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate,
concesse o erogate da parte dello Stato, degli enti pubblici o
dell’Unione europea.
3. Le indagini sono effettuate anche nei confronti del coniuge, dei
figli e di coloro che nell’ultimo quinquennio hanno convissuto con i
soggetti indicati al comma 1 nonche’ nei confronti delle persone
fisiche o giuridiche, societa’, consorzi od associazioni, del cui
patrimonio i soggetti medesimi risultano poter disporre in tutto o in
parte, direttamente o indirettamente.
4. I soggetti di cui all’articolo 17, commi 1 e 2, possono
richiedere, direttamente o a mezzo di ufficiali o agenti di polizia
giudiziaria, ad ogni ufficio della pubblica amministrazione, ad ogni
ente creditizio nonche’ alle imprese, societa’ ed enti di ogni tipo
informazioni e copia della documentazione ritenuta utile ai fini
delle indagini nei confronti dei soggetti di cui ai commi 1, 2 e 3.
Previa autorizzazione del procuratore della Repubblica o del giudice
procedente, gli ufficiali di polizia giudiziaria possono procedere al
sequestro della documentazione con le modalita’ di cui agli articoli
253, 254, e 255 del codice di procedura penale.
5. Nel corso del procedimento per l’applicazione di una delle
misure di prevenzione iniziato nei confronti delle persone indicate
nell’articolo 16, il tribunale, ove necessario, puo’ procedere ad
ulteriori indagini oltre quelle gia’ compiute a norma dei commi che
precedono.

Tutti questi controlli vengono di fatto, aggirati, i partiti si giustificano sostenendo che i controlli vengono fatti ugualmente in quanto vengono seguite le Linee Guida del Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere.

Ma se queste linee guida, queste norme insomma, funzionassero non avremmo avuto i casi eclatanti del Mose, dell’Expo e della TAV, che sono appunto grandi opere, e che sono sempre state denunciate con anni di anticipo dal M5S !

Qualcuno a questo punto dirà, si ma ci sono le white list presso le Prefetture, e io rispondo che tutti sanno che anche questo sistema si è rivelato uno strumento inefficace, leggete qui

flop_withe_list

 

Del resto lo abbiamo spiegato proprio noi del M5S, Martedì 31 Marzo 2015, in conferenza stampa che i controlli non funzionano o non stanno funzionando, i Prefetti non rispondono nemmeno alle richieste dei certificati Antimafia da parte dei Comuni (come accaduto a Caserta), pensate un po che tipo di contrasto alle mafie le Prefetture possono effettuare.

La denuncia è il primo passo

La domanda dunque secondo me potrebbe essere questa:

C’è una volontà politica che le cose vadano in questo modo?

La risposta la dovrete dare voi naturalmente, perchè qui o siamo noi che siamo i soliti rompicoglioni grillini, che non sappiamo leggere, inesperti e bla bla bla, o c’è un sistema politico-mafioso che vuole che le cose vadano in questo modo.

Per chi vuole ribellarsi o aiutarci a combattere tutto ciò sappia che il M5S c’è e ci sarà sempre.

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