Revoca della chiusura posto di Polizia di Casapesenna, presentato ordine del giorno al Senato

L’imperativo è quello di proseguire nel sostegno a quello che, a tutti gli effetti, rappresenta uno degli ultimi segni della presenza dello Stato in un territorio tristemente famoso per l’alto tasso di organizzazioni camorristiche che insistono su di esso.

Dopo l’intervento di fine seduta in Aula del 25 Giugno scorso,  ho deciso di alzare il tiro a difesa del Posto fisso operativo di Polizia di Casapesenna. Pertanto a nome del Movimento 5 Stelle e appoggiata anche da alcuni senatori campani appartenenti ad altro gruppo politico, ho presentato un Ordine del Giorno da inserire nella discussione in Aula in occasione della prossima calendarizzazione del DDL 825, dove chiedo la revoca della chiusura del suddetto Posto di Polizia avvenuta con il Decreto del Capo della Polizia del 3 Giugno 2013 .

Una presa di posizione assolutamente doverosa che scaturisce da semplici considerazioni circa la curiosa esigenza, secondo il decreto, di ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili, in termini di economicità, efficienza ed efficacia. Tagli, in buona sostanza, che sempre secondo il decreto non andrebbero a minare la capacità operativa della Polizia di Stato sul territorio, che sarebbe garantita dalla vicina presenza della sezione distaccata della Squadra Mobile di Casal di Principe, e del Commissariato di P.S. di Aversa.

Insomma, un provvedimento che sembra scritto da persone estranee alla storia di un territorio in cui quel Posto fisso, fin dalla sua istituzione che risale al 1996, ha giocato un ruolo determinante nelle indagini e nelle operazioni che hanno portato alla cattura di capiclan del calibro di Francesco Schiavone, Michele Zagaria ed Antonio Iovine.

Un provvedimento che sfiora l’assurdo laddove, in virtù di opinabilissimi criteri di economicità, sacrifica un presidio che oggi più che mai, con una crisi che morde sempre più le tasche di una popolazione potenziale preda della recrudescenza di un potere camorristico abituato a intercettare la disperazione per il posto di lavoro mancante, diventa non solo fondamentale, ma imprescindibile.

Ecco quindi la nostra esigenza che è quella di impegnare il Governo, non solo a revocare immediatamente l’efficacia del decreto di soppressione, e mantenere in vita il Posto fisso operativo di Polizia di Casapesenna, ma anche di incrementare l’attuale dotazione organica composta da 24 unità di cui un solo ispettore e di stabilizzare tale personale che opera in missione ormai da 5 anni.

Infine, visto che l’unico ipotetico risparmio derivante dalla chiusura del Posto di Polizia sarebbe quello riconducibile alla locazione dello stabile che ospita gli uffici, si chiede l’impegno a valutare la possibilità di utilizzare, quale sede degli stessi uffici, uno dei numerosi stabili confiscati ai clan camorristici.

In questo modo infatti, si potrebbe seriamente dimostrare la capacità di ragionare in termini di risparmio e riduzione della spesa, ma soprattutto si realizzerebbe un’operazione dall’elevato valore simbolico in un territorio, quello dell’Agro Aversano, che da anni aspetta che lo Stato, oltre agli arresti e ai sequestri dimostri la sua presenza restituendo alla cittadinanza la possibilità di vivere una vita normale, libera dai morti ammazzati e dagli eroi.

Vilma Moronese

4 Comments

  1. Grazie Senatrice Moronese.per quello che fa’ per la ns.comunità.,che ora ha trovato un vero riferimento ed una autorevole portavoce.
    Grazie per aver ascoltato quei cittadini che hanno incominciano ad assaporare la cultura della Libertà e della contrapposizione alla sopraffazione criminale.

    Non vogliamo vivere da “bruti” ,ma in democrazia, in un popolo che vive di libertà e di legalità.

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