7 Arresti, appalti e gare truccate così cresceva il consenso verso il PD a Santa Maria Capua Vetere

L’inchiesta della Procura è partita dalla denuncia di una cittadina che pensando di andare ad un incontro di lavoro, si ritrovò invece ad un incontro elettorale, dove un candidato alle elezioni della Regione Campania chiedeva il voto ai presenti. Successivamente tramite un controllo presso l’INPS scoprì di essere stata assunta a sua insaputa come collaboratrice familiare, nell’ambito di un progetto denominato “Home Care Premium 2012”, senza ovviamente mai ricevere alcun compenso.

Deputata Pd sotto inchiesta: le short list dei raccomandati e i fondi del welfare usati per prendere voti – tratto dal Mattino di Caserta

I requisiti dei candidati non contano nulla. I curricula? Carta straccia. Non avere i titoli di studio richiesti per un determinato posto di lavoro non è un problema. L’unica cosa che conta è far parte del cerchio magico del Pd di Caserta. Una élite che tra il 2013 e il 2015 avrebbe manipolato posti di lavoro e appalti collegati ai servizi socio-assistenziali gestiti dall’Ambito C8 di cui è capofila Santa Maria Capua Vetere. «Un’associazione per delinquere», secondo il gip Alessandra Grammatica «con a capo l’ex sindaco Biagio di Muro».

Lo scheletro dell’ordinanza che ieri ha portato al secondo arresto in due anni per l’ex primo cittadino è un sistema «consolidato» di favori che assicuravano un bacino di voti tale da consentire a Di Muro di tenersi stretto il suo «regno», Santa Maria Capua Vetere, e avere un peso specifico all’interno del partito. Il gip ricostruisce quanto accaduto in occasione delle elezioni regionali 2015. E scrive che «i titolari delle associazioni che si erano aggiudicate gli appalti “ludobus-babysitting e “ads disabili” grazie al sistema collusivo-fraudolento, si impegnarono per procacciare voti a favore di Stefano Graziano allo scopo di consentire alla politica “dimuriana” di sostenere il candidato poi eletto in consiglio regionale». Graziano risulta estraneo ai fatti e non è indagato.

Da un lato gli appalti, dunque, dall’altro l’assunzione degli operatori da impiegare nei vari comuni dopo l’affidamento dei servizi. Quella che il gip definisce «associazione per delinquere» operava dunque su più fronti, ma con un solo scopo: garantire supporto elettorale al Pd attraverso colui che all’epoca dei fatti era il principale esponente locale dei Dem, ovvero Biagio Di Muro. Del cerchio magico, però, facevano parte secondo la procura anche la deputata Camilla Sgambato e l’ex segretario provinciale Raffaele Vitale: entrambi sono destinatari di avviso di garanzia per abuso d’ufficio concorso perché «segnalarono» persone «amiche» e furono quindi «predisposte le condizioni affinché Carmela Fusco, laureata in lingue e letterature straniere, e Gina De Simone, laureata in giurisprudenza, potessero partecipare al concorso per “referente per la progettazione, la comunicazione, il monitoraggio, la valutazione e il sistema informativo”». Furono quindi raccomandate due candidate il cui curriculum era privo di collegamento funzionale con l’area professionale in questione. Prima della prova orale alle due furono comunicate le domande che la commissione di esame avrebbe poi formulato. Anche in questo caso, sarebbe stato fondamentale il ruolo di Roberto Pirro in commissione. L’ex dirigente d’ambito è destinatario di misura cautelare in carcere ma si trova attualmente all’estero.

«I segnalati dalla politica» dunque venivano inseriti nella short-list di varie figure professionali da utilizzare per i servizi di competenza babysitting, Osa per disabili e anziani nonché registro degli assistenti familiari. In debito per aver vinto l’appalto in maniera fraudolenta, le cooperative avevano poi l’obbligo di assumere persone selezionate dall’organo tecnico del Comune. In ambientale i carabinieri hanno registrato un dialogo tra Pirro e Fusco che secondo il gip fotografa un una prassi consolidata e comune a molti politici, anche di altri municipi dell’ambito. «Questa qui – dicono i due riferendosi a una candidata – fa un po’ da segreteria a Camilla Sgambato, è impossibile, se la sono dimenticata, ce la metto io… me l’ha detto a voce, me l’ha detto a me Camilla. Questa qua invece me l’ha raccomandata Aniello Sacco» (non indagato, ndr). «Ha firmato pure un direttore generale dell’Asl… scrivono a me! – continua Pirro – Ma voi non avete idea…quindi Carmela ti sto dando un tesoro in mano…». Si fa poi riferimento a «la segnalata di Capua, mi ha telefonato… la mamma di Luca Damiano, l’assessore di Capua» (non indagato, ndr). Il rendiconto è sempre il riscontro elettorale dell’ex sindaco. «La famiglia Di Muro – dice Anna Fusco intercettata e tra gli indagati – aveva una forza politica che oggi Biagio purtroppo non ha ed è costretto a tenersi alcune persone che lo aiutano a mantenere la maggioranza».

 

Il comunicato della Procura

Nella prima mattinata odierna, nelle province di Casetta, Napoli e Salerno, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere e personale della Sezione di P.G. della  Procura hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su conforme richiesta di questa Procura nei confronti di 7 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, peculato, falso in atto pubblico, in materia elettorale (art. 86 commi 1 e 2 del D.P.R. 570 del I960), in materia dì illecito trattamento dei dati personali (D.Lvo 196 del 2003) e truffa in danno di ente pubblico (artt. 416, 323, 353, 314, 479 in relazione ali’art. 476, 640 c.p.). Il provvedimento odierno giunge all’esito di un’articolata attività investigativa diretta da questo Ufficio e condotta dai predetti reparti dell’Arma – a seguito di denuncia sporta da un privato cittadino- al fine di approfondire la gestione del progetto di natura sociale denominato “Home Care Premium”, promosso dall’INPS e destinato agli ex dipendenti INPDAP. L’impianto del progetto prevedeva lo sviluppo di attività di natura socio-assistenziali a favore di utenti di più contesti territoriali., gestite, dal punto di vista logistico-amministrativo, dai cosiddetti ambiti territoriali statuiti dalla legge 8 novembre 2000 n.328, “‘Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”. Nello specifico, i fatti oggetto d’indagine hanno riguardato l’Ambito territoriale “CS”, già “C5”, comprendente i comuni casertani di Curii, Casapulla, San Prisco, San Tammaro, Capua, Sparanise, Pignataro Maggiore, Bellona, Calvi Risorta, Rocchetta e Croce, Vitulazio, Camigliano, Pastorano e Giano Vetusto, nonché il comune di Santa Maria Capua Vetere che si configura quale comune “capofila” e polo logistico, amministrativo e contabile di tutte le attività ed i servizi assistenziali realizzati, appunto, nell’Ambito “C8”. Le irregolarità accertate nella gestione del predetto progetto, hanno, poi, imposto un allargamento dell’oggetto investigativo, circostanza che ha consentito di far luce su attività illecite afferenti ad ulteriori iniziative di natura socio-assistenziale gestite dallo stesso Ambito “C8”, ma finanziate dalla Regione Campania e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’analisi dei fatti e dei contributi investigativi raccolti ha consentito di effettuare una univoca ricomposizione indiziaria e probatoria della vicenda delittuosa, facendo emergere l’esistenza di una stabile struttura organizzativa, ex art. 416 c.p., operante nel territorio sammaritano e composta da politici, dirigenti ed addetti ai competenti uffici comunali e di Ambito, nonché da rappresentanti delle cooperative affidatarie, orientata, anche attraverso il condizionamento delle fasi di selezione del personale preposto alla gestione tecnico-amministrativa dei servizi appaltati e di selezione degli utenti/beneficiari dei servizi appaltati (esternalizzati), a monopolizzare, pilotare e gestire in maniera illecite tutte le iniziative promosse dall’Ambito territoriale, con la duplice finalità di ricavare un indebito vantaggio economico e di creare consenso elettorale a favore di taluni rappresentanti politici locali. Per la realizzazione degli ideali prefissati, l’associazione a delinquere in oggetto è partita garantendosi l’avvicinamento alla macchina amministrativa Sammaritana di funzionari ed impiegati compiacenti da “gestire”. E’ stato, preliminarmente, avviato, su iniziativa dell’ex Sindaco di S.M.V.V., un procedimento di distacco di un funzionario regionale che ha potuto così maturare i requisiti necessari per rispondere, da solo, al bando per l’assegnazione del posto di Istruttore Direttivo presso il Comune di S. Maria C.V.. L’ente pubblico poi, nel redigere il bando per il concorso indicato, inseriva requisiti così dettagliati ed “attagliati” alla persona di interesse, già in mobilità presso l’ente, che era l’unico a presentare domanda e, quindi, a risultare vincitore del concorso, insediandosi in pianta stabile presso il citato ente. Analoghi sistemi illeciti sono stati utilizzati dai membri dell’associazione per la costituzione dell’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale C8 (organo tecnico di supporto, con funzioni di gestione, amministrazione, monitoraggio e salutazione del Piano Sociale di Zona Territoriale nonché di raccordo con l’amministrazione regionale), centro gestionale delle risorse assegnate all’Ambito, ovvero per la nomina dei sette componenti. Alcuni candidati (in particolare due), legati ad esponenti della politica locale, hanno avuto la possibilità di disporre delle domande per il concorso in oggetto ben prima della data stabilita per la prova orale, ponendosi in posizione di assoluto vantaggio rispetto agli altri concorrenti, il tutto con la compromissione, grave, delle legittime aspettative degli altri candidati e della regola basilare (meritocratica) che informa il reclutamento di personale nella P.A. L’assetto così dato ali’ Ufficio di Piano, guidato dall’ex responsabile dei servizi sociali di S.M.C.V., ha consentito all’ex Sindaco di S.M.C.V. di controllare tutte le attività di competenza dell’Ambito e di assoggettarle a note logiche di acquisizione del consenso elettorale, con sistemi tipicamente corruttivi. Vi è stata una chiara ed evidente commistione tra politica e gestione amministrativa, che ha avuto il compito di controllare un settore delle gestione amministrativa che nuove circa € 3.000.0000,00 l’anno. L’associazione delinquenziale così articolata ha. stante quanto accertato, indirizzato l’aggiudicazione delle gare d’appalto relative ai progetti, di seguito elencati, a favore di Cooperative e Associazioni – in alcuni casi riunite sotto A.T.I. {Associazioni Temporanee di Impresa) — compiacenti, alcune direttamente riconducibili ai promotori dell’associazione a delinquere che ricoprivano ruoli di primo piano nell’iter amministrativo di affidamento dei servizi:

– Progetto “Home Care Premium 2012”, finanziato dall’INPS, dell’importo di 420.000,00 euro, avente ad oggetto prestazioni a favore di ex dipendenti INPDAP; aggiudicato all’A.T.I. “la Meridiana- Invento” nonché “Invento – Hares – Terzo Millenio”;

– Progetto “Volo Libero” finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’importo di 86.000,00 euro, volto a favorire l’integrazione culturale, artistica e sportiva di persone disabili, aggiudicato alla Cooperativa “Invento”;

– Progetto “Babysitting e Ludobus”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di euro 95.752,00 euro, finalizzati, rispettivamente, alla “conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle mamme lavoratrici di bambini di età fino a 36 mesi” e alla “creazione di momenti ludicoricreativi itineranti a favore di minori in genere”, aggiudicato al Consorzio ” La Rada”;

– Progetto “Non prendiamoci in giro- Lotta alla droga”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di 2.800,00 euro, finalizzato alla creazione di momenti di riflessione per la lotta all’uso di sostanze stupefacenti, aggiudicato all’Associazione “Agaphantus”;

– Progetto “Centro per le famiglie‘”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di 70.600,00 euro, avente ad oggetto la creazione di spazi dedicati al sostegno, alla tutela e al potenziamento delle capacità genitoriali in famiglie multiproblematiche, aggiudicato all’A.T.I “InventoAgaphantus”;

– Progetto “Voucher a finalità multipla”, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di 132.000,00 euro, finalizzato ad offrire sussidi economici per l’acquisto di servizi di cura rivolti a minori di età compresa tra O e 12 anni, nonché per la retribuzione di assistenti familiari per la cura di anziani non autosufficienti, aggiudicato alla Cooperativa “Hares”;

– Progetto ADS Disabili, finanziato dalla Regione Campania, dell’importo di € 125.000,00, con la finalità di consentire a persone con disabilità, di conservare autonomia di vita, nella propria abitazione, nel proprio ambiente familiare e sociale, aggiudicato alla Cooperativa “Consorzio Italia”. L’impianto indiziario-probatorio, integrante i presupposti cautelari, è stato edificato mediante elaborate attività tecniche di natura intercettiva, corroborate da riscontri documentali nonché dalle dichiarazioni di persone informate sui fatti e di indagati che hanno deciso di collaborare.

Da tali attività è emerso un notevole esborso di fondi pubblici, in taluni casi per servizi mai svolti, come per il progetto “Ludobus”, o per servizi svolti ma erogati in maniera illegittima, a favore di soggetti non riunenti i requisiti formali del bando, come nel caso del progetto “Babysitting”.

Per tali servizi lo Stato ha speso denaro pubblico per oltre € 100.000,00. È stato erogato il servizio di babysitteraggio in favore di famiglia che non avevano i requisiti richiesti per accedervi.

Anche altri progetti (come per il progetto “II Volo Libero”) hanno visto sperpero di denaro pubblico, mediante la rendicontazione di false fatture o fatture “gonfiate”, ottenendo rimborsi illeciti addirittura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre che dalla Regione Campania. In taluni casi (come per i progetti “Lotta alla Droga” e “Voucher a finalità Multipla”), mediante falsa documentazione pubblica, hanno fatto fattiziamente risultare affidati servizi a enti esterni, riconducibili alla gestione dei funzionari dell’Ambito C8, e erogate i medesime servizi, attività che è risultata mai svolta, per poi incamerare indebitamente il corrispettivo/valore del servizio/appalto.

Il reclutamento degli operatori delle cooperative avvantaggiate nell’assegnazione degli appalti, è sempre avvenuto sotto lo stretto controllo (politico) dell’ex sindaco e della struttura da lui organizzata e capeggiata, che privilegiava persone a lui politicamente legate, preferendo i residenti del Comune Capofila (S. Maria C.V.). la selezione degli operatori da impiegare da parte degli Enti aggiudicatali dei servizi è stata del tutto controllata e manipolata.

Le modalità di gestione dell’intero Ambito territoriale hanno permesso, da un lato, indebiti arricchimenti patrimoniali e, dall’altro, un controllo politico elettorale, trattandosi di servizi e progetti destinati a fasce di popolazione facilmente condizionabili sotto il profilo economico.

Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti di natura cautelare sono stati notificati avvisi di garanzia e conclusione indagini a carico di ulteriori 28 indagati, nonché eseguiti sequestri preventivi di beni e conti bancari riconducibili alle cooperative e alle compagini sociali aggiudicatane dei progetti illecitamente condizionati nonché di beni riconducibili ad alcuni degli indagati. Il G.I.P., concordando con la richiesta di misura coercitiva avanzata da questo Ufficio, anche per quanto riguarda la sussistenza di concrete ed attuali esigenze cautelari, ha disposto per due indagati la misura cautelare della custodia cautelare in carcere mentre per gli altri 5 quella degli arresti domiciliari.

Santa Maria Capila Vetere, 24 novembre 2017.
IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
Dott.ssa Maria Antonietta Troncone

Santa Maria Capua Vetere: appalti pilotati, 7 arresti Appalti dell’Inps, dirottati a cooperative in cambio di voti.

Cinque persone arrestate, 28 indagati. torna in carcere l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere : http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/media/Campania-S-Maria-Capua-Vetere-appalti-pilotati-7-arresti-fd806d01-21d7-4775-a211-ac1be6297050.html

Oltre alle tangenti, chiamate <> ecco cosa devono sapere i cittadini di Santa Maria Capua Vetere

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