Agguato al giornalista di Caserta: il Presidente Conte solleciti intervento del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza

Oggi ho saputo che il giornalista Mario De Michele direttore di Campanianotizie.com ha subito un agguato ieri mentre era in macchina, gli sono stati esplosi contro 10 colpi di pistola, e per fortuna è sopravvissuto all’attentato. Voglio esprimere la mia piena solidarietà a questo cittadino innanzitutto per fargli sapere che gli siamo vicini e che gli saremo ancora più vicini, e mi auguro che i Carabinieri che stanno indagando riescano ad individuare i responsabili perché siamo di fronte ad un atto gravissimo. Personalmente mi rifiuto di pensare che in queste terre si ritorni a sparare ai giornalisti perché raccontano la verità, anche se un anno fa il 23 novembre 2018 fu proprio il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che volle incontrare tre giornalisti a Napoli, noti per le loro inchieste contro la camorra e contro il traffico di rifiuti. Il Presidente organizzò personalmente l’incontro con questi cittadini che con le loro denunce ed il loro lavoro mettono a rischio la propria vita perché portano alla luce fatti e nomi che qualcuno vorrebbe tenere nascosti.

Purtroppo credo che a questo punto non possa essere più rimandato il Comitato Provinciale per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza che ho chiesto di convocare con un’interpellanza urgente al Ministro dell’Interno lo scorso 17 Ottobre in occasione del secondo incendio allo STIR di Santa Maria Capua Vetere.

Chiedo dunque al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ben conosce questi problemi legati alla criminalità sul nostro territorio, di intervenire per sollecitare questo incontro, e che all’ordine del giorno vengano aggiunti oltre alle vicende dello STIR l’agguato a questo giornalista che ritengo, se verrà confermato essere un atto di camorra, un episodio allarmante. C’è bisogno poi anche di un intervento dello Stato per i continui attentati che subisce la struttura guidata dal Commissario De Biase che è stata più volte vandalizzata perché la camorra non vuole che vengano fatte le bonifiche a Giugliano sui terreni da loro inquinati e sequestrati.

A questo punto serve una risposta forte, li dove lo Stato indietreggia o è assente avanza la camorra e nessuno di noi lo può permettere, dopo tutto il lavoro che stiamo facendo per ottenere un cambiamento tangibile.

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