Dichiarazione di voto M5S legge sui Piccoli Comuni

MORONESE (M5S). Signor Presidente, l’iter di questa proposta di legge è iniziato nel 2014 e da allora, soprattutto alla Camera, è stato condotto da parte del Movimento 5 Stelle un lavoro incessante di ascolto e confronto, con incontri dei rappresentanti delle diverse e variegate realtà che hanno a cuore il destino delle piccole comunità. Non è un caso infatti che dopo quattro legislature in cui questa legge è stata arenata, si sia riusciti oggi, con l’apporto decisivo del Movimento 5 Stelle, a farla approvare e speriamo naturalmente nel voto favorevole.

Ma partiamo dal contesto. Quando parliamo di piccoli Comuni, ci riferiamo al 70 per cento dei Comuni italiani, che ha una popolazione pari o inferiore ai 5.000 abitanti.
Questi Comuni occupano il 54,4 per cento del territorio italiano e in essi risiede il 16,6 per cento della popolazione totale. Si tratta di oltre 10 milioni di persone. Per capire se il disegno di legge si muove nella direzione giusta, dovremmo quindi chiederci: quali sono le esigenze di queste amministrazioni locali?

Sicuramente i piccoli paesi non hanno bisogno di grandi opere infrastrutturali o di superappalti; essi hanno invece bisogno di riattivare la piccola e media impresa, partendo dagli artigiani e dagli agricoltori. Hanno bisogno di ripartire dalle piccole cose, c’è la necessità che si ponga l’attenzione sulle persone e sui loro effettivi bisogni.

Negli ultimi quattro anni, sulla base della legislazione sul contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica (la cosiddetta spending review), è stato operato un drastico taglio lineare sul sistema dei servizi urbani legati alla gestione amministrativa del territorio. Parliamo dei servizi minimi, dal settore sanitario al settore scolastico, ai servizi postali e di trasporto. È del tutto conseguente che questa drastica diminuzione dei servizi abbia comportato un sempre più preoccupante crollo delle attività economiche private. Passeggiando per un piccolo Comune purtroppo si leggono soltanto avvisi di vendita e chiusura di attività.

Il testo unificato, già approvato alla Camera dei deputati esattamente un anno fa, il 28 settembre 2016, vuole fornire una risposta all’abbandono; esso tenta di fornire strumenti per avviare questa imponente opera di ricostruzione. È un testo unificato condiviso da tutti. Sicuramente si poteva fare di più, se solo il Governo avesse voluto. Considerato che, come detto, stiamo parlando di una realtà che coinvolge il 54,4 per cento del territorio italiano, è evidente che, prevedendo misure che ne favoriscono la ricostruzione, tutto il Paese ne trarrà beneficio.

Con riferimento all’articolato, di particolare rilievo sono gli articoli 4 e 5, che prevedono le misure necessarie al recupero e alla riqualificazione dei centri storici, con attenzione in particolare al tema del consolidamento statico e antisismico degli edifici, tema purtroppo tristemente attuale. Il recupero dei piccoli borghi potrebbe rappresentare in questo modo anche un’imperdibile opportunità per mettere in sicurezza la parte più fragile del nostro patrimonio immobiliare.

I piccoli borghi sono molto spesso la culla di prodotti tradizionali, sede di prodotti enogastronomici con marchi di qualità. Sono quindi questi gli ambiti sui quali far leva per il rilancio delle attività produttive di questi luoghi e proprio su questi aspetti si basano i contenuti degli articoli 10 e 11; articoli da noi fortemente voluti ed infine ottenuti, articoli che riguardano non solo la promozione dei prodotti provenienti da filiera corta o a chilometro utile, ma anche misure atte a favorire la vendita diretta di tali prodotti, come ad esempio, prevedere all’interno delle strutture commerciali, degli spazi dedicati appunto ai prodotti del territorio. Quindi, attenzione alla comunità, al patrimonio immobiliare e alle attività produttive. Tutto questo però non basta, se i piccoli borghi restano privi dei servizi essenziali che consentono di godere appieno dei ritmi che solo in questi luoghi si possono sperimentare.

Gli articoli 8, 9 e 13 cercano proprio di colmare queste carenze. Parliamo di servizi essenziali quali la scuola, i trasporti e la possibilità di effettuare pagamenti di imposte, tasse e tributi. Siamo riusciti ad inserire in questa legge, all’articolo 3, anche lo sviluppo dei cammini storici, un importante volano per il rafforzamento e lo sviluppo del turismo di questi luoghi ricchi di storia e cultura. Il tutto con un finanziamento di 3 milioni di euro. L’entità degli stanziamenti previsti nella legge poteva essere senz’altro maggiore, con un po’ più di coraggio soprattutto da parte del Governo. Avrebbero potuto essere inserite altre proposte che erano state avanzate dal Movimento 5 Stelle e non solo.

Il testo presenta ancora delle lacune: ad esempio, non ci sono misure volte a favorire i servizi sanitari destinati alle aree rurali e montane, né sulla gestione delle risorse idriche o sulla diffusione delle fonti di energia rinnovabile e dell’efficientamento energetico. Qui in Senato le proposte del Movimento 5 Stelle avevano l’obiettivo di calibrare e colmare queste lacune, ma, seppure con valutazione non ostativa da parte della Commissione bilancio, non sono state accolte, anche per evitare che la legge, per l’ennesima volta, si arenasse e non venisse approvata.

Penso ad esempio all’emendamento 12.0.2, che, al fine di prevenire la produzione di rifiuti di imballaggio e di favorire il riutilizzo degli imballaggi usati, prevedeva l’avvio in via sperimentale proprio nei piccoli Comuni, anche in forma associata, del sistema del vuoto a rendere su cauzione per ogni imballaggio contenente birra o acqua minerale, servito al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri locali pubblici. Si tratta di una semplice proposta, che però potrebbe essere molto importante nei piccoli centri, perché andrebbe a ridurre in maniera considerevole la percentuale dei rifiuti prodotta.

DDL Piccoli Comuni, approvato ODG del M5S per la riduzione dei rifiuti

Tuttavia questa nostra proposta è stata accolta dal Governo con l’approvazione di un ordine del giorno che prevede, fra l’altro, l’impegno ad assumere apposite iniziative, anche di carattere normativo, per l’attivazione di misure per la riduzione degli imballaggi, anche attraverso progetti sperimentali per ridurre l’utilizzo di contenitori e stoviglie di plastica monouso non biodegradabili dalle mense di enti pubblici e privati, ospedali, uffici pubblici e privati, aziende e istituti scolastici, così come fra l’altro abbiamo proposto in un disegno di legge a mia prima firma, l’Atto Senato 2804, che purtroppo temo giacerà in un cassetto fino alla fine della legislatura.

Come già detto, il testo non è perfetto e di certo poteva essere migliorato, ma rappresenta comunque un piccolo, ma importante passo verso la ricostruzione dei piccioli Comuni e non volendo rischiare di vederlo nuovamente rinchiuso in un cassetto, il Gruppo del Movimento 5 Stelle esprimerà voto favorevole al testo in esame. (Applausi dal Gruppo M5S).

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