Guarda questo video per capire cosa c’è dietro le modifiche alla Costituzione del Governo Renzi

Oggi 23 Settembre 2015 sono intervenuta in aula al Senato in discussione generale questo è quello che ho detto, vi prego di ascoltare e di diffondere questo messaggio se lo condividete

Dal resoconto del Senato

MORONESE (M5S). Signor Presidente, come è noto, il Gruppo Movimento 5 Stelle è stato sin da subito contrario alle modifiche della Costituzione richieste da questo Governo, in quanto abbiamo intercettato immediatamente la pericolosità delle stesse, anche se era facile intuirlo o, almeno, lo è stato per noi. Un Esecutivo che vuole modificare la Costituzione è motivo di allarme massimo.
Abbiamo ampiamente denunciato ed esplicitato queste modifiche in ogni sede – in Parlamento, nelle piazze italiane e tramite la stampa ed Internet – e continueremo a farlo fino a che non le fermeremo, perché le riteniamo non solo non giuste e non necessarie, ma dannose per il Paese.
Come tutti ricorderanno, fummo da subito anche contrari alla famosa modifica all’articolo 138 della Costituzione. Mi riferisco all’iniziativa promossa durante il Governo Letta e fortemente voluta dall’ex presidente Napolitano, che istituì anche i meno famosi saggi. Dico meno famosi, perché oggi nessuno li ricorda più, ma essi sono sempre qui tra noi e fanno anche parte della maggioranza che sostiene il Governo. In breve, i saggi nominati da Napolitano furono dieci uomini scelti tra politici e banchieri e le parti politiche coinvolte furono il Partito Democratico, la Lega Nord, il Popolo della Libertà e Scelta Civica. Per fortuna degli italiani, il Movimento 5 Stelle fece saltare quel piano che voleva scassinare in modo evidentemente illegittimo la Carta costituzionale e mandò a casa il primo Governo di questa legislatura, cioè il Governo Letta.
Pur di non far esprimere il popolo nuovamente con il voto e quindi negandogli il suo diritto costituzionale di sovrano, e nonostante la dichiarazione di incostituzionalità della legge elettorale con cui questo Parlamento era stato eletto, l’ex presidente Napolitano faceva sparire dalla sera alla mattina il presidente del Consiglio in carica Enrico Letta e ne piazzava un altro, senza darne motivo ufficiale. Ad oggi, infatti, non esiste alcun documento o notizia di stampa dove sia spiegato il motivo del rimpiazzo dell’ex presidente del Consiglio ed ex deputato del Partito Democratico Enrico Letta. Tale motivo può, però, essere ricercato e trovato mettendo assieme gli avvenimenti e adesso cercherò di renderlo chiaro, unendo i fatti accaduti.
La manovra fu a tal punto oscura ai cittadini italiani che l’arrivo di Renzi fu preannunciato in un documento dell’Unione Banche Svizzere (UBS) ancor prima che egli fosse nominato. Il documento era datato 7 gennaio 2014, Letta fu rimosso il 14 febbraio e Renzi nominato il 22 febbraio: oltre un mese prima, quindi, le banche svizzere sapevano e rilasciavano un documento pubblico in cui si parlava del lavoro che Renzi avrebbe fatto. (Applausi dal Gruppo M5S). Sempre il 7 gennaio 2014 (quindi lo stesso giorno dell’uscita di questo documento) le agenzie di stampa in Italia battevano la seguente notizia: «Governo: pranzo Renzi-Monti a Firenze, confronto su patto e riforme. Il segretario del PD e sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha ricevuto oggi a pranzo a Palazzo Vecchio il senatore a vita Mario Monti. La lunga e cordiale conversazione, che faceva seguito ad analoghi incontri avvenuti a Palazzo Chigi quando Monti era Presidente del Consiglio, ha riguardato le prospettive strategiche della politica europea ed italiana (…). Renzi e Monti hanno poi scambiato opinioni sulle riforme istituzionali, in particolare sulle tre opzioni di riforma elettorale presentate nei giorni scorsi dal segretario del PD e sul ruolo del Senato nella futura architettura istituzionale, tema quest’ultimo sul quale si è convenuto di approfondire il dialogo in tempi brevi».
Dunque, Renzi veniva già ricevuto a Palazzo Chigi quando il Presidente del Consiglio era Monti (anch’egli – ricordiamolo – mai eletto, ma nominato dall’ex presidente Napolitano). Già questo basta per far comprendere a chiunque che, in questa vicenda, non vi è traccia di volontà popolare, essendo invece evidenti un disegno, una mano e una volontà extra-Parlamento ed extra-Italia che dall’alto muovono tutto. (Applausi dal Gruppo M5S).
La certezza è data dallo stesso Matteo Renzi, intercettato al telefono con il generale della Guardia di finanza Adinolfi. Nelle intercettazioni pubblicate sui quotidiani il 10 luglio scorso, Renzi anticipa al generale dell’Arma che Letta era incapace e che, quindi, sarebbe stato sostituito e che gli era stata offerta la poltrona di Presidente della Repubblica ma, non avendo ancora 50 anni, avrebbe dovuto attendere sino al 2017, ma che lo stesso Letta non si fidava. Il Capo del Governo è, dunque, scelto in Italia dalle banche internazionali tramite una trama politico-istituzionale che ha avuto il Presidente della Repubblica come protagonista. Questo è un dato di fatto incontrovertibile.
Le modifiche alla Costituzione in esame non sono venute da questo Parlamento, ma dalla banca internazionale JP Morgan (in un rapporto del 28 maggio 2013 sosteneva che l’Italia doveva superare l’attuale Costituzione che rende forte il Parlamento e debole il Governo) e probabilmente anche dall’Unione Banche Svizzere, che – come detto in precedenza – annunciò Renzi oltre un mese prima della sua nomina.
Sono venute dagli incontri che Renzi aveva già anni fa con Monti a Palazzo Chigi, come scritto dalla stampa italiana.
Questo stravolgimento della Costituzione è il frutto del mercimonio di poltrone. Addirittura quella del Presidente della Repubblica è stata oggetto di baratto tra Renzi e Letta come abbiamo detto prima nel gennaio 2014.
Di fronte a tutto questo, i cittadini informati come potranno mai credervi? Come potranno mai credere che state modificando la nostra bella Costituzione nell’interesse del Paese? Come potranno credervi, se ogni giorno vivono in un Paese che affoga nella corruzione e nella criminalità, dove la politica non sa far altro che dare scandalo e togliere loro i diritti? Come potranno credere a Ministri che dicono no al reddito di Cittadinanza, mentre è proprio quello che serve al Paese e quello che i cittadini attendono? Come potranno mai credervi?
Non potranno! Ed infatti non vi credono per nulla. L’80 per cento dei cittadini italiani vuole eleggere direttamente il Senato e non è interessato a modificare la Costituzione; anche perché nessuno ha chiesto loro un parere e non sono stati interpellati.
Queste modifiche sono peggiorative in tutto, allontanano sempre di più i cittadini dal poter scegliere i loro rappresentanti, li allontanano di fatto dalla vita politica del Paese e dalle scelte che li riguardano.
Le modifiche che avremmo voluto noi del Movimento 5 Stelle sarebbero state quelle del dimezzamento del numero dei parlamentari di Camera e Senato, e non solo del Senato. Avremmo inserito i referendum consultivi per raccogliere le proposte migliori direttamente dai cittadini, avremmo messo un tetto alle retribuzioni dei parlamentari, sproporzionate a dismisura rispetto allo stipendio medio di un lavoratore italiano.
Anche se per tagliarsi lo stipendio, ormai lo sapete tutti, lo abbiamo ampiamente dimostrato, è solo questione di volontà. Non è necessaria nessuna legge, ma basta mettere mano al portafoglio e restituire i soldi, come facciamo noi che ci tagliamo il 50 per cento dello stipendio e lo destiniamo al microcredito per le piccole e medie imprese.
Le Province che avete voluto voi, dimenticate dai cittadini perché non più elette in modo diretto, oggi sono un ente improduttivo ed ancora più inutile di prima, che però mantiene tutti i costi, ed è l’esempio migliore del Senato che state cercando di disegnare, e che evidentemente non riuscirete a fare.
Vorrei intervenire anche su una questione, che interessa i giornali e le TV sin da questa estate, ovvero la costruzione dell’immagine di un’opposizione interna nel PD a queste riforme. Naturalmente non confido in alcun dissidente del PD. Figuriamoci, sono certa che voteranno compatti anche questa volta gli ordini del ducetto. Al massimo qualcuno uscirà a fumarsi una sigaretta o si darà malato, come fatto in precedenza.
A tal proposito, terrei a far presente che i dissidenti nel Partito Democratico sono un tatticismo politico, e servono ad alimentare false speranze. Una finta resistenza interna è stata la trovata che il PD ha dovuto escogitare per giustificare due Governi in alleanza con la destra in una sola legislatura.
Ad ogni modo al partito fa comodo far parlare sempre di sé. Come disse Oscar Wilde: “se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”. In questo modo il PD riesce a mantenere nel suo partito mille correnti e ad essere sempre in prima pagina, tanto alla fine comunque i voti andranno sempre a loro.
Signor Presidente, penso che il Governo Renzi si avvii inesorabilmente verso la sua fine; è stato usato dalle banche e dai poteri sovranazionali e adesso verrà gettato via come uno straccio vecchio.
Lo stesso Renzi sa bene che la sua ora sta arrivando, nonostante si sforzi di dire che questa riforma salverà il mondo. Qualcuno gli dica che anche quelli prima di lui dicevano la stessa cosa e che le sue battute, i suoi tweet e i suoi slogan non funzionano più; ormai è come una funicolare senza corrente.
L’unica possibilità che resta a questo Governo manovrato dalle lobby di salvarsi dal giudizio negativo del popolo è approvare il reddito di cittadinanza ed abbandonare queste nefaste riforme.
In caso contrario andranno a sbattere tutti dritti contro un muro, il muro della volontà popolare, un muro eretto da quei cittadini che loro chiamano gufi, professoroni e comitatini, un muro che contribuiremo anche noi ad innalzare e a rendere invalicabile. (Applausi dal Gruppo M5S).

qui il documento della banca JP Morgan

qui il documento della banca UBS

qui il documento che sbugiarda Renzi sui costi della schiforma

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