Ergastolo e condanne confermate anche in appello per l’omicidio del Carabiniere della Ratta

MADDALONI. Si è concluso con la conferma di un ergastolo e una leggera modifica di alcune pene nei confronti di alcuni imputati, la sentenza di secondo grado emessa ieri dalla Corte diAssise di appello di Napoli(presidente Maria Monaco) nei confronti di undici degli iniziali tredici imputati, per una rapina commessa nell’aprile di tre anni fa nella gioielleria Ogm di Maddaloni, dove morì il carabiniere Tiziano Della Ratta di Sant’Agata dei Goti e fu ferito il maresciallo Domenico Trombetta di Marcianise. Le condanne (esclusi i rapinatori Angelo Covato e Vincenza Gaglione, inizialmente indagati e poi deceduti dopo alcune settimane) hanno riguardato, in particolare, quella di Antonio Iazzetta per il quale è stato confermato l’ergastolo comminato in primo grado dal gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere con rito abbreviato. Piccolo sconto, invece, all’imputato Paolo Brucci per il quale la pena è passata dai 19 anni e 3 mesi ai 18 anni e 9 mesi mentre è stata aumentatala condanna di nove mesiperlo slavo Bruslin Djordievic, all’epoca rintracciato in Belgio: dai 17 anni e 3 mesi ai 17 anni e 11 mesi. Confermate tutte le altre condanne: Antonio Mastropietro (17 anni e3mesi),Antonio Capone(20 anni), Giuseppe De Rosa (12 anni e7 mesi), Rosario Nuzzo Esposito (12 anni e 2 mesi), Domenico Ronga (15 anni e 6 mesi), Luca Aprea (7 ardile 6mesi), Rosa Farina (4 anni) e Vincenzo
Della Valle (4 anni e 2 mesi). Per Brucci, Capone e Iazzetta è caduto invece il reato associativo. L’accusa iniziale formulata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nella persona del sostituto Carlo Fucci, ha dunque retto anche in secondo grado.Drammatici i momenti vissuti nella gioielleria Ogm di Maddaloni quando la banda spietata di rapinatori mise asegnoil colpo dopo due tentativi andati a vuoto: uno a Grumo Nevanonella mattinata e un secondo tentativo nella stessa gioielleria della tragedia dove uno dei componenti fu riconosciuto dalla titolare in quanto già autore di una rapina nell’oreficeria della cugina. Fu per questo motivo che all’apertura pomeridiana, il carabiniere Tiziano Della Ratta e il maresciallo Domenico Trombetta (ferito) aspettarono i finti clienti nascondendosi nel retro del negozio. Nel processo sono stati impegnati per la parte civile, gli avvocati Giuseppe Cipullo e Marianna Febbraio e per la difesa, gli avvocati, Massimo Tngan, Mario Cerbo, Antonio Abet, Sergio Simpatico e Pietro Romano.

Il Mattino di Caserta 18 Gennaio 2017

http://www.vilmamoronese.it/moronese-cordoglio-per-luccisione-del-carabiniere-tiziano-della-ratta/244

Rispondi