Incendi di rifiuti, è ora di dire basta. Le mie proposte e il report dell’incontro in Prefettura a Caserta [VIDEO]

Oggi alle ore 13, presso la Prefettura di Caserta e su richiesta del Prefetto Ruberto, si è tenuto un incontro del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Erano presenti: il Ministro Sergio Costa, il vice presidente della Regione Campania Bonavitacola, un rappresentante della Provincia di Caserta, i sindaci dei comuni di Santa Maria Capua Vetere, San Tammaro e Caserta, il Commissario per la Terra dei Fuochi, la dott.ssa Troncone Procuratore Capo della Procura di Santa Maria Capua Vetere, l’Arpac, l’Asl, i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco e la sottoscritta in qualità non solo di parlamentare del territorio ma in veste di Presidente della Commissione Ambiente del Senato. Oggetto dell’incontro è stato il contrasto agli incendi degli impianti di trattamento rifiuti che in maniera devastante stanno interessando la Provincia di Caserta, 4 dal mese di Luglio, ultimo quello sviluppatosi ieri sera presso lo S.T.I.R. di Santa Maria Capua Vetere, una piattaforma non privata ma pubblica in capo alla Provincia di Caserta. La gravità della situazione è tale che il Ministro Costa non solo ha partecipato al suddetto incontro ma immediatamente prima ha voluto vedere con i propri occhi quanto si sta consumando allo S.T.I.R.

Innanzitutto voglio ringraziare personalmente il Ministro Costa la cui presenza oggi a Caserta non era scontata ma che ha un significato notevole per tutti i cittadini. Il Ministro ha esplicitamente detto che tutto il Governo è stato coinvolto nella necessità di agire tempestivamente in maniera congiunta, soprattutto con il Ministro degli Interni Salvini e con il Ministro della Difesa Trenta, e che insieme a tutti gli altri Ministri e con il Presidente Conte si vuole partire da Caserta per organizzare una riunione di Comitato Nazionale dell’ordine pubblico e della sicurezza con la partecipazione e l’impegno di tutto il Governo.

Detto questo, provo a riportarvi quelle che sono state le risultanze dell’incontro.

Il Ministro Costa ha chiesto un elenco dei siti/piattaforme di rifiuti maggiormente a rischio, quelli diciamo da codice rosso, e la Prefettura ha comunicato che provvederà entro qualche giorno a determinare quali siano.

Per questi siti a rischio il Ministro ha comunicato la disponibilità, salvo conferma e richiesta da parte del Comitato, dell’invio dell’Esercito per il presidio h24 degli stessi oltre alla vigilanza che già attualmente viene fatta seppur con risorse non sufficienti. Inoltre ha dichiarato la possibilità di avere sul territorio di Caserta e Napoli, seppur in servizio provvisorio, 100 Carabinieri specializzati per il contrasto ai reati ambientali. Per entrambe le proposte il Comitato ha ovviamente espresso parere favorevole e il Prefetto provvederà a formalizzare la richiesta necessaria.

Inoltre il Ministro ha richiesto ai Comuni e alla Regione Campania una maggiore attenzione per ciò che concerne il controllo sulla filiera della gestione dei rifiuti. Le azioni criminose si sviluppano laddove vi è una lacuna in fatto di controlli e monitoraggio.

Su questo argomento, particolarmente rilevante, c’è stato l’intervento della Procuratrice Troncone che ha portato l’attenzione sulla necessità di avere in maniera trasparente e in rete tutti i dati che riguardano le piattaforme anche per poter incrociare appunto i dati e comprendere dove si sta commettendo qualche illecito. Giusto per capirci se una piattaforma ha commesse per trattare un quantitativo notevolmente superiore rispetto a quello per il quale è stato autorizzato, è facilmente comprensibile che li si può intervenire in anticipo. Un ruolo fondamentale in questo caso è quello dei sindaci che dovrebbero verificare non solo che venga fatta la raccolta differenziata ma anche quella che è la destinazione finale dei rifiuti.

Inoltre è emersa la necessità e la volontà di istituire una sorta di protocollo che possa vedere coinvolti ARPAC, ASL e VVFF per individuare linee guida di intervento e collaborazione per fronteggiare questi incendi ed evitare così di disperdere energie e tempo preziosi in casi del genere.

Vi sono stati ovviamente gli interventi dei vari sindaci e del vice presidente Bonavitacola, e talune osservazioni non mi hanno trovato daccordo e vi riporto quindi quello che è stato il mio intervento.

Ho ribadito quanto sia stata importante non solo la presenza del Ministro a questo incontro ma quanto le proposte che tutto il Governo vuole mettere in atto rappresentano un segnale forte e di presenza assoluta.

Detto questo ho ribadito che l’azione più complessa, difficile, necessaria e non più rinviabile è quella dei comuni ma soprattutto della Regione.

Innanzitutto ho espresso la mia opinione sulla questione degli ambiti territoriali per la gestione dei rifiuti che sembrerebbe in apparenza dare potere ai comuni ma che nei fatti non è così, e cosa ancor più grave non permette di avere una tracciabilità su tutta la filiera dei rifiuti.

Altra questione che ho portato all’attenzione dei presenti è sul fabbisogno impiantistico.

Ho chiesto espressamente al vicepresidente della Regione Campania Bonavitacola di fermarsi con il rilascio delle autorizzazioni per la costruzione di nuovi impianti privati visto che quelli ad oggi in funzione fra pubblici e privati non riescono ad essere controllati e monitorati.

Inoltre trovo una forte contraddizione fra quello che si dice e quello che si fa.
Se nel piano regionale dei rifiuti della Regione Campania del 2011, poi aggiornato nel 2016, si è proceduto a individuare gli impianti necessari, come si può oggi chiedere agli ATO di fare subito un piano d’ambito per individuare quelle che sono le reali necessità?
Quindi il fabbisogno di cui si è tenuto conto nel piano regionale non era reale e veritiero?
E se non sappiamo qual’è il reale fabbisogno impiantistico perchè si continuano a rilasciare autorizzazioni per nuovi impianti o a prenderli anche solo in considerazione come sta avvenendo per i 2 impianti che società private vogliono costruire a Pignataro Maggiore per un totale di 500.000 tonnellate annue di rifiuti da trattare?

Ho chiesto al rappresentante regionale di tener conto in questi casi:

1. Non occorrono ulteriori impianti e infatti non ve ne è prova

2. Bisogna tener conto nella valutazione di rilascio di eventuali nuove autorizzazioni non solo del progetto in sé ma, anche del luogo dove questi impianti andranno a insistere, come nell’esempio di Pignataro Maggiore dove l’area è già altamente compromessa non solo per la presenza di siti industriali impattanti, ma anche di discariche abusive come quella dell’area ex Pozzi Ginori della vicina Calvi Risorta oltre ai vari incendi che si sono verificati ad esempio all’ex tabacchificio o a quello della Gesia;

3. La Regione Campania per la Terra dei Fuochi ha commissionato e pagato uno studio all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno che lo ha condotto in collaborazione con l’ENEA, il CNR e con le Università dal quale emerge chiaramente che la provincia di Caserta è quella con il più alto rischio ambientale. Rischio elevato che molto probabilmente è dovuto (come viene detto proprio dall’IZSM) all’attività industriale legata ai rifiuti, ci si attenga quindi a quelli che sono i dati emersi e già preoccupanti per capire se opportuno o meno punire un territorio che sta pagando già un così alto prezzo ambientale e sulla salute dei cittadini.

E’ emerso anche un altra questione sulla quale ho ritenuto doveroso dare la mia opinione e cioè che la cittadinanza spesso si allarma anche solo per la possibilità di veder costruire sul proprio territorio un impianto seppur si possono garantire sicurezza e affidabilità. Come ad esempio il biodigestore previsto a Caserta zona Lo Uttaro fortemente voluto da taluni rappresentanti politici. Ebbene io ritengo assolutamente necessario che prima che si proceda con una decisione così importante si debba sempre e dico sempre prima chiedere ai cittadini cosa ne pensano. Inoltre i cittadini rappresentano le sentinelle del territorio che avvertono subito quando vi è un allarme e vanno ascoltate.

Se oggi, per gli impianti già esistenti, non si riesce a garantire un controllo e un monitoraggio perché fidarsi che quelli che verranno costruiti in futuro potranno non creare problemi?

Oltre poi al fatto che i cittadini fanno in maniera coscienziosa le valutazioni che ho espresso prima e che dovrebbero essere fatte anche dalle istituzioni locali prima di impegnarsi a favore o meno di un progetto.

Ultima questione che ho tenuto a evidenziare perché nessuno ne aveva parlato: dopo l’incendio di un sito cosa succede? Ad oggi nulla!

Ho riportato l’esempio lampante del sito Ilside di Bellona dove l’ultimo incendio devastante è avvenuto a luglio 2017 eppure ad oggi ancora nulla è stato fatto, dopo 15 mesi i rifiuti bruciati e quindi tossici sono ancora ammassati lì, ancora vi sono fumarole e ancora i cittadini sono costretti un giorno si e uno no a barricarsi in casa. La competenza è regionale? Bene cosa serve per velocizzare le operazioni di bonifica? Cosa vieta di provvedere immediatamente? Vi è qualche norma che occorre modificare a livello nazionale per agevolare il lavoro della regione? Bene io ci sono per lavorarci su, ma se non vi sono richieste significa che la lentezza è da imputare ad altro o ad altri.

Per quanto concerne la situazione specifica dell’incendio divampato allo S.T.I.R. di Santa Maria Capua Vetere voglio far presente che l’ARPAC, giunta sul posto intorno alle ore 24.00 di stanotte sta procedendo con i dovuti campionamenti. Per ciò che concerne i dati su diossina ed altri elementi inquinanti, dovremo aspettare i tempi tecnici di analisi, i limiti sulle polveri sottili sono risultate superiori alla media ma la pioggia ha reso meno drammatica la situazione. Appena in possesso delle risultanze delle analisi e dei controlli l’ASL procederà con il dare indicazioni se occorre o meno prevedere delle misure cautelative soprattutto per quanto attiene le colture delle aree nelle vicinanze dell’impianto. Su questo fronte posso dire che stanno tutti lavorando al massimo e che di certo avremo tutte le notizie entro breve.

Confido come sempre nel lavoro dell’autorità giudiziara per accertare la matrice dolosa o meno dell’incendio, oltre a comprendere se l’impianto era a norma per ciò che attiene non solo il sistema di vigilanza ma anche se il deposito fosse dotato o meno dei sistemi di protezione anticendio per il rilevamento e lo spegnimento automatico.

Quello che mi preme dire infine è un grazie di cuore a chi in queste ore si sta adoperando per dare il proprio contributo in questa ennesima tristissima situazione, tutte le forze dell’ordine ma soprattutto un grazie immenso ai Vigili del Fuoco che sono sempre i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via e che nonostante le loro immense difficoltà operano sempre con tanta professionalità e attenzione perché non solo hanno passione per quello che fanno ma dimostrano di amare questo territorio e cercano di difenderlo con tutte le loro forze.

La battaglia sarà molto dura, e sarà anche lunga, ma o si combatte o ci si arrende, ed io non ho nessuna intenzione di arrendermi.

QUI IL VIDEO INTEGRALE DEL PUNTO STAMPA CHE HA TENUTO IL MINISTRO COSTA PER RISPONDERE A TUTTE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI

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