Moronese(M5S): “Basta impianti di rifiuti nel casertano senza ok del territorio” chiesto intervento del Ministro

Roma 10/10/2018 – “Non possiamo più accettare che su un territorio già martoriato, da discariche industriali abusive, bombardato dai roghi tossici, e che ospita una mega centrale turbogas, vengano a piazzare due impianti per il trattamento rifiuti con una capacità complessiva che sfiora il mezzo milione di tonnellate annue” dichiara la portavoce del M5S e Presidente della Commissione Ambiente del Senato Vilma Moronese, che ha depositato un’interrogazione per chiedere l’intervento del Ministro Sergio Costa, in relazione ai due impianti dei F.lli Gentile e della Euthalia s.r.l. che sono in attesa di autorizzazione dalla Regione Campania, e che verrebbero realizzati nel Comune di Pignataro Maggiore(Caserta).

Come si legge nel testo dell’interrogazione, viene chiesto al Ministro dell’Ambiente di intervenire presso la Regione Campania affinchè venga rispettata una delibera del Comune di Pignataro Maggiore, la n° 15 del 2014, che prevede il diniego ad ospitare ulteriori impianti che trattino, stocchino, smaltiscano o recuperino rifiuti industriali e che abbiano significative emissioni in atmosfera. Viene inoltre chiesto al Ministro anche di verificare se e come la Regione Campania stia conducendo i monitoraggi ambientali nell’Agro Caleno, considerato che l’ex Sottosegretario Barbara Degani, rispondendo ad una precedente interrogazione, sempre a prima firma della senatrice Moronese, rispose affermando che tra Pignataro Maggiore e Sparanise nel 2016 le centraline ARPAC avevano rilevato uno sforamento dei limiti PM10 di 75 giorni, a fronte di un limite massimo di 35 giorni.

Parliamo di un impianto, quello dei F.lli Gentile, che prevede di trattare su tre linee 437.812 tonnellate all’anno di rifiuti speciali e pericolosi – spiega la Moronese – mentre l’altro quello dell’Euthalia è di una ditta una s.r.l. che è nata nel dicembre 2017 e solo dopo pochi giorni, senza avere uno storico, senza aver mai realizzato nulla, vuole impiantare un sito per trattare i rifiuti umidi, da 60.000 tonnellate all’anno, che equivale a quello che stima la Regione Campania essere come il totale dei rifiuti umidi di tutti e 104 Comuni della provincia di Caserta, veramente molto strano  – sottolinea la senatrice – considerato che da mie indagini inoltre risulta che, l’amministratore di questa impresa, l’Euthalia è anche amministratore di un’altra impresa nata da poco che si chiama Elianto e che vorrebbe riempire di rifiuti una Cava abbandonata di 35.000mq a Santa Maria a Vico. Dietro queste due s.r.l. nate in pochi mesi ci sono altre due imprese che ne posseggono le quote sociali – aggiunge Moronese –  e sono la Progest e la Recover, che dunque vorrebbero edificare questo impianto sui terreni di proprietà della Area Sviluppo s.r.l. dell’imprenditore Giovanni Verazzo, il quale con la Biopower, voleva bruciare biomasse sempre li a Pignataro Maggiore e anche in quel caso intervenni presentando atti ispettivi

Sempre nell’interrogazione si fa menzione di un progetto condotto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, dal quale emergerebbe che l’area in Campania a più alto rischio ambientale, dovuto alla presenza di impianti industriali e alla gestione incontrollata dei rifiuti è proprio quella di Caserta.

Oltre ai numerosi impianti insalubri che già ospitiamo nostro malgrado – prosegue Moronese – ed oltre ad essere Terra dei Fuochi, vanno aggiunti anche tutti i recenti incendi ai siti di stoccaggio di rifiuti che abbiamo dovuto respirare, e ancora si insiste sul non coinvolgimento dei cittadini nelle scelte ambientali. Il nostro territorio è saturo, abbiamo un consumo del suolo da record, ora basta impianti davvero. Saremo come MoVimento 5 Stelle sempre dalla parte dei cittadini, personalmente parteciperò, impegni a Roma permettendo, a tutte le iniziative che vorranno intraprendere i cittadini” conclude.

A questo indirizzo è possibile leggere il testo dell’interrogazione presentata http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=18&id=1076706

*** AGGIORNAMENTO 21/11/2018 ***

F.lli Gentile, Euthalia: risposta del Ministero all’interrogazione M5S sugli impianti di trattamento rifiuti

Oggi ho ricevuto la risposta all’interrogazione, in Commissione Ambiente che vi allego qui in PDF e riporto anche testualmente

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Commissione XIII Senato, 21 novembre 2018

Interrogazione a risposta orale n. 3-00266 del Sen. Moronese e altri
(Realizzazione di due impianti di trattamento rifiuti a Pignataro Maggiore – Caserta)

Per quanto concerne lo stato di avanzamento dei procedimenti relativi alle istanze F.lli Gentile F & R S.r.l. ed Euthalia S.r.l.., la Regione Campania ha rappresentato che, per il primo, è ancora in fase istruttoria il procedimento di VIA Autorizzatoria presso l’Ufficio tecnico regionale a cui sono state trasmesse, ai soli fini del parere per il rilascio dell’AIA, richieste di integrazioni tecniche al progetto presentato dalla ditta e rilevate dall’Amministrazione regionale nel corso di tavoli tecnici con l’ARPAC e l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. In merito al secondo progetto, è stata presentata Istanza per Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), acquisita il 16 luglio 2018, con successiva integrazione acquisita il 31 agosto 2018. In seguito all’avvio del procedimento, è stata convocata la prima Conferenza di Servizi per il giorno 13 novembre 2018. I procedimenti inerenti i due progetti in esame risultano, dunque, ancora in una fase di istruttoria preliminare. All’esito degli stessi sarà valutata l’eventuale incidenza ambientale, alla quale, peraltro, dovranno seguire le ulteriori procedure autorizzative.

La Regione Campania ha fatto, inoltre, presente che il documento di 265 pagine citato, inerente lo Studio Preliminare Ambientale relativo al CUP 8193 — Proponente Euthalia, è stato suddiviso – per motivi tecnici connessi alla dimensione eccessiva del file – in 5 parti, che sono state poi pubblicate contemporaneamente in data 31 gennaio 2018.

Per quanto attiene le attività di monitoraggio ambientale, secondo quanto riferito dalla Regione e dall’ARPAC, la configurazione della Rete Regionale di Monitoraggio della Qualità dell’Aria della Regione Campania è stata approvata con Deliberazione di Giunta Regionale n. 683 del 23 dicembre 2014, in attuazione delle disposizioni del D.Lgs. 155/2010 e a valle dell’approvazione del Ministero dell’ambiente, dell’ISPRA e di ENEA.

Nella documentazione allegata al dispositivo normativo in parola, consultabile sul sito istituzionale regionale, sono definiti i criteri di individuazione e di gestione delle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria, strumento a supporto della Regione Campania ai fini della valutazione della qualità dell’aria ambiente, in relazione alle immissioni inquinanti diffuse sul territorio. L’ARPAC ha evidenziato che tale rete, per definizione, restituisce rilevazioni puntuali in siti specificamente determinati al fine di consentire una valutazione media dell’esposizione della popolazione alle immissioni inquinanti, in ragione delle caratteristiche orografiche, urbane e degli insediamenti antropici e produttivi distribuiti sul territorio regionale. Sempre secondo quanto riferito dall’Agenzia, l’attuale configurazione della rete risponde a precisi requisiti di efficienza, efficacia ed economicità dettati dalla normativa vigente in materia. I dati rilevati sono pubblicati sul sito istituzionale dell’ARPAC in forma di prospetto sintetico giornaliero (c.d. “bollettini”).

Sulla base degli elementi acquisti, risulta, inoltre, che le stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria denominate “Pignataro Maggiore Area Industriale” e “Sparanise Ferrovia” rientrano nella predetta rete Regionale di Monitoraggio della Qualità dell’Aria e sono di proprietà di Calenia Energia S.p.A.. I relativi impegni tra ARPAC e Calenia Energia sono regolati da apposita Convenzione, nella quale sono descritte le modalità tecniche di gestione e manutenzione delle due postazioni di Pignataro e Sparanise, in analogia a quanto fatto per la rete regionale e in accordo alla normativa vigente in materia.

Il dispositivo normativo regionale in questione prevede, inoltre, che le misurazioni possano essere integrate al fine di fornire un adeguato livello di informazione sulla qualità dell’aria ambiente, anche attraverso specifiche campagne di misura con strumentazione aggiuntiva. In tal senso, sono state attivate dall’ARPAC campagne aggiuntive di monitoraggio della qualità dell’aria con laboratorio mobile nel Comune di Sparanise, i cui risultati sono diffusi sul sito istituzionale dell’Agenzia.

Ferme restando le informazioni esposte, si ricorda la legge regionale n. 29 dell’8 agosto 2018 in materia di rifiuti nonché il recente Protocollo d’intesa sul “Piano d’azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti” che introduce, tra l’altro, specifiche azioni volte al potenziamento del monitoraggio della qualità dell’aria con relativo Accordo Stato-Regione e particolari tutele in tema di gestione dei rifiuti.

Alla luce delle precedenti considerazioni, il Ministero dell’ambiente rassicura, comunque, che manterrà alto il livello di attenzione su questa delicata questione, anche attraverso una fattiva interlocuzione con gli Enti locali competenti.

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