Prosegue il lavoro per eliminare la “puzza” dagli impianti di trattamento rifiuti dei nostri comuni

Vi avevo già preannunciato nel mese di dicembre 2019, di una nuova strada che avevo deciso di intraprendere per cercare di arrivare ad una o più soluzioni possibili per far si che i cittadini di Santa Maria Capua Vetere, e gli altri Comuni naturalmente, potessero essere finalmente liberati da quel fastidiosissimo problema che è la “puzza” che in via generale i cittadini sammaritani attribuiscono alla presenza dell’impianto STIR.

Lavoriamo per eliminare la “puzza” relativa al trattamento dei rifiuti nei nostri comuni


Il mio invito è stato recepito positivamente dal Presidente dell’ATO di Caserta, che è lo stesso Sindaco di Santa Maria Capua Vetere, il quale ha convocato la Consulta STIR inserendo all’ordine del giorno la trattazione del monitoraggio/studio dell’ARPAC che è appunto lo strumento che avevo suggerito di utilizzare come base di partenza, per risolvere i problemi dei disturbi olfattivi.

Gli argomenti sono stati molti e la consulta è durata circa 2.20 ore, ma prima di proseguire c’è una premessa molto importante da fare, e cioè che l’impianto di Santa Maria Capua Vetere (S.T.I.R.) è in fase di rinnovo di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), che ha durata decennale e che è scaduta il 31/12/2019. Pertanto sono iniziate delle procedure da alcuni mesi per verificare se l’impianto abbia o meno i requisiti necessari per avere il rinnovo delle autorizzazioni.

Il 22 Gennaio 2020 la Regione Campania ha emanato una diffida contenente n.21 punti, che equivalgono ad azioni ed interventi a cui l’impianto deve obbligatoriamente adeguarsi, come ho dovuto più volte sottolineare durante la consulta. Alcune di queste prescrizioni sono da effettuarsi immediatamente ed altre entro un determinato numero di giorni.

Si è discusso dell’impianto antincendio e la Gisec ha assicurato che i lavori termineranno a maggio 2020 ci saranno dunque 5 capannoni dotati di 5 impianti ad acqua di tipo sprinkler con una riserva d’acqua in vasche divisa in due parti, inoltre ci sarà una torre ad acqua centrale nel piazzale (lancia) e verranno installate 10 termocamere. Per quanto riguarda invece i lavori per migliorare la fase di stabilizzazione dei rifiuti occorreranno ulteriori 3 mesi per la consegna dei lavori.

Ho chiesto poi conto delle centraline di monitoraggio dell’aria e del piano regionale ARPAC perchè l’ultimo aggiornamento risale al 2014 dove venivano previste 43 centraline e a me risultano ne siano state piazzate invece 23. Mi è statorisposto che il progetto prevede 41 siti di monitoraggio 36 centraline fisse più 5 laboratori mobili, e ad oggi ne manca solo una a san gregorio matese. Attualmente per l’Arpac sono funzionanti su 40 siti oltre ad altre 10 che sono presso gli STIR in tutta la regione, e che il piano regionale di monitoraggio dell’aria nel corso del 2020 verrà aggiornato, affinando il monitoraggio (verificherò ulteriormente queste informazioni).

All’incontro era presente anche la direttrice del carcere di Santa Maria Capua Vetere ed il Sindaco di San Tammaro, che hanno fatto presente di aver trasmesso alcune richieste in via ufficiale per avere i dati dell’ARPAC, e che non avevano ancora ricevuto risposte seppur trascorse diverse settimane. Ho evidenziato che non è istituzionalmente ammissibile che ad una richiesta formale non vi sia data risposta e che questo comportava delle conseguenze importanti, come ha appunto rappresentato la direttrice.

Infine si è discusso della questione dei disturbi olfattivi che i cittadini lamentano e che rappresentava il punto che avevo chiesto di trattare. Ho rappresentato che lo studio fatto è importante e che nello stesso veniva scritto testualmente “a parere della Scrivente Agenzia si potrebbe attivare una fase successiva di tipo consultazione/interazione fra enti. Il comune dal cui territorio provengono le doglianze olfattive da parte della cittadinanza, potrebbe convocare un tavolo tecnico, con la presenza anche dei Comuni contermini interessati, Regione e Provincia competenti al rilascio degli atti autorizzativi, ASL e ARPAC” per cui bisognava dargli conseguenza, e che è fondamentale l’osservanza delle n.21 prescrizioni impartite all’impianto dall’Arpac perchè se non verranno ottemperate, non riusciremo a determinare le cause della “puzza”.

La Gisec ha sostenuto durante la consulta che le prescrizioni impartite nel corso del 2019 all’impianto sono state tutte ottemperate tranne una, e che lo stato di quelle previste nella diffida della Regione Campania di gennaio 2020 viene riportato nella relazione contestualmente consegnata al Comune. Ho chiesto pertanto di averne una copia, ma occorrerà fare una richiesta ufficiale, che nei prossimi giorni provvederò a fare.

Ho fatto ancora presente, che nel documento di diffida della Regione si è evidenziato che bisogna intervenire sul piazzale antistante dove sostano i mezzi che trasportano i rifiuti prima di accedere all’impianto, perchè il percolato che perdono gli autocompattatori è si una questione ambientale ma ha anche rilievi penali, e a tal proposito la nota è stata inviata alla competente Procura.

Sul punto mi è stato risposto che la Gisec non sa chi sono i soggetti competenti a cui deve rivolgersi, non sanno di chi è la competenza. Anche in questo caso ho dovuto evidenziare che non è accettabile che pur essendo loro a conoscenza di questo problema non siano intervenuti e non si siano adoperati scrivendo agli altri enti per dirimere questa questione, che dunque ogni giorno trascorso si perpetua.

Al termine dei lavori, considerato che ci sono delle scadenze imminenti, il Presidente ha dichiarato che a breve convocherà una nuova consulta, sempre di lunedì, alla quale naturalmente non mancherò per verificare se si saranno fatti i passi in avanti auspicati.

 

 

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