Studio sull’impatto sanitario da esposizione ai rifiuti per i cittadini tra Napoli e Caserta[VIDEO]

Come vi avevo anticipato nei giorni scorsi, venerdì 28 giugno ad Aversa(Caserta) presso la Procura di Napoli Nord è stato presentato uno studio effettuato dall’Istituto Superiore di Sanità sull’impatto sanitario degli smaltimenti e delle combustioni di rifiuti, compresi i rifiuti pericolosi, svolto su mandato della Procura di Napoli Nord.

Vi invito a guardare tutta la conferenza stampa con i vari interventi, in modo da essere informati su tutto, come fosse stati li anche voi. Questo studio è molto importante e lo sarà soprattutto in futuro perchè potrà essere utilizzato dalla Procura per dare priorità d’azione e di intervento anche in merito alle bonifiche che sono pur complesse, ma che risultano ferme nonostante i soldi vi siano già stanziati.
E’ importante comprendere questi processi, perchè dobbiamo ragionare sempre di più e soprattutto condividere sempre di più per affrontare questi enormi problemi ambientali.
 
Vi assicuro che non sono chiacchiere, ma sono passi importanti, la condivisione delle informazioni, la condivisione di tutto quello che fa sia la politica sia la magistratura in campo ambientale è fondamentale, ed è per questo che dall’inizio della legislatura mi sto interfacciando, ascoltando tutti i Procuratori e anche i magistrati che sono impegnati in campo ambientale, per mettere a sistema le conoscenze. In questo modo avanziamo tutti assieme per arrestare e schiacciare in un angolo i nostri nemici, che sono tutti coloro che procurano danni all’ambiente e alla salute dei cittadini.

Lo studio ha riguardato un territorio di 38 comuni con una popolazione di circa un milione di persone e interessato dalla presenza di 2767 siti di smaltimento controllato o abusivo di rifiuti, in 653 dei quali risultano anche avere avuto luogo combustioni illegali. I comuni sono stati divisi in quattro classi, dalla prima classe alla quarta, di valore crescente in base alla pericolosità.
 
Durante la conferenza stampa sono intervenuti :
– Ministro Sergio Costa
– Procuratore della Repubblica dr. Francesco Greco
– Procuratore aggiunto Domenico Airoma
– Prof. Pietro Comba Istituto Superiore di Sanità
– Dott.ssa Eleonora Beccaloni Istituto Superiore di Sanità

Incidenza di tumori alla mammella, asma e una prevalenza di nati pretermine. Tre patologie più incidenti per la popolazione dell’area della Campania nota come Terra dei fuochi, come emerso nei primi tre anni dello studio sull’impatto sanitario degli smaltimenti e delle combustioni dei rifiuti svolto dall’Istituto superiore di sanità su mandato della procura di Napoli Nord per comuni tra la provincia di Napoli e Caserta del circondario di competenza della procura aversana. I dati sono stati resi noti dal procuratore Francesco Greco che ha precisato che lo studio non e’ stato in grado ancora di portare alla luce un nesso di causalità tra fenomeni di inquinamento ambientale e malattie, ma bensì una correlazione. “Da questi dati – spiega Greco – possiamo partire per approfondire sia come trattarli sotto il profilo giurisprudenziale che per formare un pool di magistrati che si occupi esclusivamente delle bonifiche”. Lo studio ha riguardato un territorio di 38 comuni con una popolazione di circa un milione di persone e interessato dalla presenza di 2767 siti di smaltimento controllato o abusivo di rifiuti, in 653 dei quali risultano anche avere avuto luogo combustioni illegali. I comuni sono stati divisi in quattro classi, dalla prima classe alla quarta, di valore crescente in base alla pericolosità; il valore massimo, il 4, é stato assegnato all’area di Giugliano e Caivano.

1) Il rischio per la salute della popolazione residente ha rappresentato il primo obiettivo dell’indagine. A questo fine, ad ogni sito è stato assegnato un indice di pericolosità che tiene conto della natura dei rifiuti, delle caratteristiche dell’area, dell’entità del materiale conferito e delle modalità di potenziale contaminazione di aria, suolo e acqua di falda e di superficie. I siti in esame sono quindi stati mappati sul territorio dei 38 comuni del Circondario, e per ogni Comune è stata stimata la percentuale di popolazione che risiede nell’ “area di impatto”, con raggio di 100 mt intorno ad ogni sito. Il modello utilizzato (basato sullo studio “The impact measure of solid waste management on health: the hazard index” di L. Musmeci, M. Bellino, M.R. Cicero, F. Falleni, A. Piccardi e S. Trinca. Annali ISS (2010) Vol. 46, No. 3: 293-298) tiene conto del fatto che le aree di impatto dei diversi siti possano sovrapporsi. Da questa base di dati è stato infine calcolato per ogni Comune un indicatore di esposizione a rifiuti che tiene conto della pericolosità dei siti presenti nel territorio comunale e della percentuale di popolazione che risiede nelle loro rispettive aree di impatto. In base al valore di questo indicatore i comuni sono stati divisi in quattro classi di valore crescente; nelle analisi, i comuni della prima classe sono stati utilizzati come popolazione di riferimento.

2) Nei Comuni dell’area in esame, si è stimato che 354.845 abitanti, pari al 37%della popolazione risiedono entro 100 metri da almeno un sito, ma spesso a più di uno, e questo determina una molteplicità di fonti di esposizione pericolose. 3) Considerando gli indicatori di salute, nell’area in esame, e nella maggior parte dei singoli comuni, si osservano in entrambi i generi eccessi di mortalità (periodo 2008-2015) e di incidenza (2008-2012) per tutti i tumori, prendendo come popolazione di riferimento, rispettivamente, la popolazione residente nella Regione Campania, (i dati della mortalità e dell’ospedalizzazione per causa sono disponibili per tutti i comuni italiani) , e la popolazione residente nelle aree dell’Italia Meridionale servite da Registri Tumori accreditati dall’Associazione Italiana Registri Tumori, AIRTUM. Quest’ultima è stata utilizzata come popolazione di riferimento nell’analisi delle patologie tumorali, in quanto non si dispone ancora di una copertura esaustiva del territorio regionale da parte dei Registri stessi, e quindi non si possono per ora stimare i casi “attesi” su base regionale.

3) Considerando gli indicatori di salute, nell’area in esame, e nella maggior parte dei singoli comuni, si osservano in entrambi i generi eccessi di mortalità (periodo 2008-2015) e di incidenza (2008-2012) per tutti i tumori, prendendo come popolazione di riferimento, rispettivamente, la popolazione residente nella Regione Campania, (i dati della mortalità e dell’ospedalizzazione per causa sono disponibili per tutti i comuni italiani) , e la popolazione residente nelle aree dell’Italia Meridionale servite da Registri Tumori accreditati dall’Associazione Italiana Registri Tumori, AIRTUM. Quest’ultima è stata utilizzata come popolazione di riferimento nell’analisi delle patologie tumorali, in quanto non si dispone ancora di una copertura esaustiva del territorio regionale da parte dei Registri stessi, e quindi non si possono per ora stimare i casi “attesi” su base regionale.

4) Fra i tumori per i quali esiste nella letteratura scientifica una evidenza di associazione con l’esposizione a siti di smaltimento incontrollato di rifiuti pericolosi definibile almeno come “limitata” (L. Fazzo, F. Minichilli, M. Santoro, A. Ceccarini, M. Della Seta, F. Bianchi, P. Comba, M. Martuzzi. Hazardous waste and health impact: A systematic review of the scientific literature. Environmental Health (2017) 16: 107), si osservano eccessi statisticamente significativi di mortalità per i tumori del fegato e della vescica in entrambi i generi, e per i tumori della mammella nelle donne. Eccessi significativi di incidenza si osservano inoltre in entrambi i generi per i tumori di fegato e vescica, nella popolazione maschile per i tumori della mammella e nella popolazione femminile per i linfomi non Hodgkin. Eccessi significativi di mortalità e incidenza si osservano in entrambi i generi per i tumori del polmone, e questi ultimi vanno segnalati anche in relazione alla presenza di siti di combustione incontrollata di rifiuti, al riscontro della circolazione nel territorio di sostanze volatili emesse da diverse sorgenti e delle elevate concentrazioni aerodisperse di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) misurate in alcuni contesti.

5) La mortalità per tumori della mammella è significativamente maggiore nei Comuni inclusi nella terza e quarta classe dell’indicatore di esposizione a rifiuti rispetto ai Comuni della prima classe. Questa osservazione può essere commentata alla luce di diversi studi, che hanno portato alla definizione dell’associazione di questa patologia con i siti di smaltimento di rifiuti definita come “limitata”; tali studi vengono citati dalla revisione sistematica di Fazzo et al, 2017. L’analisi dei dati di incidenza del tumore della mammella prodotta dai Registri Tumori mostra anch’essa un eccesso di casi nella terza e quarta classe dell’indicatore di esposizione.

6) L’ospedalizzazione per asma è significativamente più elevata nella terza e quarta classe dell’indicatore comunale di esposizione a rifiuti. Anche questa associazione era stata definita come di evidenza limitata nella revisione della letteratura precedentemente citata.

7) La prevalenza dei nati pretermine è significativamente più elevata nei Comuni della terza e quarta classe dell’indicatore, rispetto alla prima. Questa osservazione può essere commentata alla luce dei diversi studi che hanno evidenziato un eccesso del numero di nati pretermine tra i residenti in prossimità di discariche abusive con emissioni volatili, e dello studio Moniter relativo agli inceneritori dell’Emilia-Romagna.

8) Per quanto riguarda le malattie oncologiche nella fascia di età pediatricaadolescenziale, oggetto di particolare attenzione da parte della popolazione, si segnala che nell’intera area non si sono registrati eccessi per nessuna delle sedi neoplastiche indagate, rispetto alla media regionale. Singoli comuni presentano eccessi di singole patologie, che meritano specifiche attenzioni ed approfondimenti. Anche le analisi di mortalità e ricoveri ospedalieri in questa fascia di età nell’area complessiva non hanno fatto registrare eccessi significativi, tranne che per i tumori del tessuto linfoematopoietico nella fascia di età 0-14 anni.

9) Per quanto riguarda le altre patologie, l’analisi statistica sulla relazione con l’indicatore di impatto da rifiuti non ha dato segnali di rilievo. Diversi fattori possono avere contribuito a questo risultato, in particolare una bassa potenza statistica dovuta al basso numero di casi in esame (per la rarità della patologia e/o la brevità del periodo di osservazione), ovvero per l’assenza di un adeguato gradiente dei valori dell’indicatore comunale di esposizione a rifiuti. Si noti infatti che anche i Comuni della prima classe, utilizzati come popolazione di riferimento, mostrano comunque la presenza di siti di smaltimento incontrollato. I valori dell’indicatore peraltro non mostrano un’importante dispersione. Quindi la possibile interpretazione è che quest’area, nel suo complesso, rappresenti la componente del territorio campano maggiormente contaminata da combustioni e smaltimenti incontrollati. Disponendo di analoghi dati di qualità ambientale e di indicatori sanitari relativi ai Comuni della parte settentrionale della Provincia di Caserta e della parte meridionale della Provincia di Napoli (escluso il territorio dei due capoluoghi), si potrebbe avere una stima più accurata dell’impatto sanitario dei rifiuti impropriamente smaltiti nel Circondario di Napoli Nord. Il lavoro svolto di raccolta ed analisi di tutti i dati ambientali disponibili per il territorio in esame, nonostante questi limiti, ha permesso di caratterizzare il territorio di ciascuno dei 38 Comuni in termini di impatto ambientale dovuto alla presenza di siti di smaltimento controllato e/o incontrollato di rifiuti, evidenziando le aree comunali maggiormente “impattate”; accanto a questo, a raccolta e l’analisi dei dati sanitari delle diverse fonti informative disponibili, ha permesso di fornire un quadro dello stato di salute, evidenziando le situazioni che meritano specifiche attenzioni. Alcuni Comuni, infatti, presentano eccessi di specifiche patologie in termini di mortalità, ospedalizzazione e incidenza dei tumori. I risultati di questo lavoro, reso possibile dalla collaborazione con gli Enti e le istituzioni regionali, seppure non conclusivi, potranno essere oggetto di specifici interventi.

10) E’ auspicabile estendere lo studio a tutti i Comuni delle Province di Napoli e Caserta (con l’esclusione dei due capoluoghi, le cui caratteristiche demografiche non sarebbero compatibili con il disegno di studio qui adottato), in modo da disporre di un’adeguata proporzione di Comuni privi di siti di abbandono incontrollato e di combustioni, che rappresenterebbero il riferimento interno dell’analisi verso cui effettuare gli opportuni confronti. L’Istituto Superiore di Sanità dà la propria disponibilità a estendere il lavoro in questa direzione, confermando il quadro della collaborazione con i Registri Tumori e il Registro Malformazioni della Campania. Valutazioni investigative I risultati finora raggiunti consentono di poter disporre di una cartografia del circondario di competenza della Procura della Repubblica di Napoli Nord che pur senza voler stabilire alcun nesso eziologico, descrive, con significativa evidenza, una correlazione fra le aree dove sono state riscontrate le più importanti criticità ambientali e determinate patologie tumorali e di altro tipo.

Tale importante acquisizione consentirà a questo Ufficio di fondare le proprie priorità investigative su basi scientificamente validate e di aggredire i focolai di esposizione a rischio da considerarsi più pericolosi per la salute delle comunità. L’attività d’indagine sarà anche indirizzata alla verifica dei presupposti per l’eventuale contestazione delle fattispecie di delitto introdotte dalla legge nr. 68 del 2015, ed in particolare del reato di omessa bonifica (art. 452 terdecies CP).

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