Territori da risanare, l’impegno e il ruolo delle stazioni appaltanti, dalla banca dati di legalità per le bonifiche dei siti inquinati

Oggi ancora una giornata dedicata al lavoro per le bonifiche, ma fatte in piena legalità. Si perché non permetteremo mai più che possano finire nelle mani sbagliate, sono troppo importanti e per raggiungere questo obiettivo ci stiamo lavorando tutti assieme e con determinazione, cambieremo le norme e le miglioreremo. Per il MoVimento 5 Stelle e per il nostro Governo l’ambiente è al primo posto, lo stiamo dimostrando in tutti i modi possibili, ma soprattutto con i fatti, mettendo in pratica quello che diciamo e con la grande guida del Ministro Sergio Costa.


Di seguito il mio intervento al convegno “Territori da risanare, l’impegno e il ruolo delle stazioni appaltanti, dalla banca dati di legalità per le bonifiche dei siti inquinati

Buongiorno a tutti,

ringrazio il Commissario Straordinario Gen. Vadalà per l’invito e porgo a tutti gli illustri relatori che parteciperanno a questo importante appuntamento il mio saluto e un augurio di buon lavoro su un tema che, anche grazie ad appuntamenti come questi, è diventato oggi più che mai di estrema rilevanza.

Le bonifiche sono un tema centrale di questo governo!

Lo dico con fermezza e convinzione e con il mio breve intervento di quest’oggi vorrei rimarcare l’urgenza di mettere in atto procedure di bonifica e risanamento ambientale efficaci – efficienti e nel pieno rispetto della legalità, non solo perchè ce lo chiede giustamente l’Europa, ma anche e soprattutto perchè è compito delle Istituzioni tutelare la salute e il benessere dei cittadini.

L’esperienza maturata dal Gen. Vadalà e da tutta la struttura altamente specializzata dell’Arma dei Carabinieri, ci insegna che è possibile fare bene e fare in fretta. Ho apprezzato, in particolare, il metodo e la capacità di “fare squadra”, che ha dimostrato che la ricerca della sinergia e della collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti nei processi di bonifica è la chiave per raggiungere risultati rapidi ed efficaci senza nessuna deroga al codice degli appalti e nel continuo presidio della regolarità dei lavori.

La collaborazione quindi, ma anche il lavoro congiunto con Enti altamente specializzati e qualificati, come l’Unità Tecnica Amministrativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono stati aspetti fondamentali e determinanti per la buona gestione delle istruttorie di bonifica. Ecco perchè sono particolarmente soddisfatta dell’emendamento a mia prima firma approvato nel DL Clima che ha prorogato l’attività dell’UTA sino al 31/12/2022.

Aggiungo, infine, che così come il “metodo” si è rivelato un fattore determinate e vincente, il tema della legalità nei processi di bonifica, ma anche in tutti i settori che riguardano il trasporto, la gestione e il trattamento dei rifiuti, deve essere un obiettivo primario ed irrinunciabile da perseguire senza MAI abbassare la guardia.

Lo dico in maniera accorata per la storia vissuta e per esperienza diretta: le attività di bonifica non possono finire ad aziende in odor di mafia!

E’ necessario quindi mettere in atto tutte le azioni utili a prevenire che fenomeni corruttivi e malavitosi possano compromettere bandi o appalti finalizzati alla bonifica di siti e di beni.

Per poterlo fare è essenziale innanzitutto un aggiornamento dell’elenco delle attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa previste all’art. 1 comma 53 della Legge 190/2012 inserendo, in particolare, le attività di:

– bonifica, messa in sicurezza di siti e di beni;

– la gestione di impianti di rifiuti;

– la gestione di rifiuti;

– la gestione di siti di discarica;

E’ necessario inoltre impedire alle società coinvolte in procedimenti in materia ambientale la partecipazione o addirittura l’aggiudicazione di appalti pubblici e per poterlo fare è essenziale che i reati ambientali rientrino all’interno della categoria di reati che vengono indicati e verificati dalle Prefetture.

Infine, ma non meno importante, ritengo fondamentale che un’azienda colpita da un’interdittiva antimafia sia impossibilitata a volturare l’attività e il relativo atto autorizzativo ad altra società e la voltura deve essere impedita anche quando l’interdittiva colpisce l’azienda che vuole acquisire l’autorizzazione.

Sono fermamente convinta che queste proposte possano rafforzare l’efficacia della Banca dati di Legalità per le bonifiche dei siti inquinati, ecco perchè ho proposto al Ministero dell’Ambiente l’inserimento di queste norme già nel testo della Legge del “Collegato Ambientale” attualmente in lavorazione presso il Ministero e se ciò non fosse possibile tecnicamente, li proporrò come emendamenti nel collegato e in ogni provvedimento utile fino a quando non diverranno legge, sperando e lavorando ovviamente anche con le altre forze politiche affinchè possano trovare sostegno ad ampio raggio.

Ringrazio nuovamente per l’invito e auguro a tutti buon lavoro.

programma Convegno Commissario Vadala

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