Territorio. Processi e trasformazioni in Italia, il mio intervento alla presentazione dell’ISPRA

Buongiorno a tutti e grazie ad Ispra per avermi invitato a partecipare alla presentazione di questa prima edizione del Rapporto “Territorio. Processi e trasformazioni in Italia”.

La presentazione di questo primo Rapporto sul Territorio di Ispra ci dà la possibilità di confrontarci su un tema di estrema rilevanza e su cui stiamo, credo, lavorando tutti, ognuno nel proprio ambito. Il consumo del suolo e della rigenerazione urbana sono, infatti, temi importantissimi e non più rinviabili.

Per preservare però la risorsa “suolo” occorre una conoscenza e una consapevolezza collettiva sull’importanza che riveste per la vita dell’uomo.

Il suolo è un elemento fondamentale per l’ambiente con le proprie capacità fisiche di filtrazione, di tamponamento e di trasformazione. Ad esempio agisce come barriera alla propagazione delle sostanze inquinanti nelle risorse idriche, mentre assorbendo grandi quantitativi delle acque piovane, consente di attenuare quelle che sono le conseguenze degli eventi alluvionali.

Per questo la sua compromissione progressiva pregiudica la nostra stessa sopravvivenza: il suo degrado ha un impatto pesantissimo sulla biodiversità, riduce drasticamente la produttività agricola, accellera i processi di desertificazione, pregiudicando in maniera irreversibile anche la bellezza del paesaggio.

Negli ultimi anni troppo spesso siamo stati costretti, a causa di eventi sismici e di dissesto idrogeologico, ad intervenire per RICOSTRUIRE e RIPARARE ai danni causati, ma la domanda che tutti si pongono, e ci poniamo, è: non sarebbe stato meglio intervenire con politiche di prevenzione?

Anche perchè nella maggior parte dei casi, i provvedimenti legislativi dettati dall’urgenza e caratterizzati dalla frammentarietà non permettono di affrontare e risolvere i problemi in maniera sistematica.

Per mettere in atto una vera e concreta operazione di prevenzione occorrono però, a mio avviso, 2 cose prima di tutto:

1. conoscenza del territorio

2. conoscenza delle dinamiche territoriali

Punto primo: Conoscenza del territorio. Significa conoscenza geologica del territorio ed è per questo che ho deciso di depositare il disegno di legge (atto senato 499) “Misure urgenti per il completamento della cartografia geologica d’Italia e della microzonazione sismica su tutto il territorio nazionale”, perché sono convinta che la realizzazione della Carta geologica ufficiale d’Italia (il progetto CARG) può senz’altro fornire gli strumenti conoscitivi di base per la conoscenza fisica del territorio, prevedendo rilevamenti geologici di dettaglio alla scala 1:10.000, l’informatizzazione dei dati alla scala 1:25.000 e loro organizzazione in una banca dati nazionale, allestimento e stampa dei fogli alla scala 1:50.000.

La Carta geologica ufficiale d’Italia è un’opera infrastrutturale di importanza strategica per il nostro Paese, in quanto strumento di base per la conoscenza fisica del territorio e insieme agli studi di micro-zonazione sismica (MS) rappresenta un presupposto fondamentale per qualsiasi intervento finalizzato alla difesa del suolo, alla pianificazione territoriale, alla progettazione di opere ed infrastrutture ma anche per ciò che attiene l’emergenza e la ricostruzione post- sisma.

Secondo punto: Conoscenza delle dinamiche territoriali. E su questo è importante il Rapporto che oggi ISPRA ci presenta, e che credo possa rappresentare una nuova e fondamentale tessera del mosaico della conoscenza che viene realizzato e messo a disposizione degli amministratori, della comunità scientifica, del legislatore e di tutti i portatori di interesse, a cominciare dai cittadini.

Focalizzandoci sul consumo del suolo, dal Rapporto di Ispra si evince come, tra il 2012 e il 2017, si osservi un sostanziale aumento delle superfici artificiali e delle costruzioni in tutte le Regioni.

Paragonando le percentuali delle superfici delle diverse classi di copertura su base regionale con il dato medio nazionale, riferito al 2017, si osserva che le Regioni con la copertura artificiale che più si discosta dal valore medio, sono la Lombardia (+5,34 punti percentuali), il Veneto (+4,7 punti percentuali), la Campania (+2,71 punti percentuali) e l’Emilia-Romagna (+2,22 punti percentuali); questo scostamento è dovuto alla presenza di molte aree urbane in rapporto alla superficie delle Regioni interessate.

Sono dati importanti e utili che ci aiutano a riflettere e a comprendere in che direzione occorre andare e spero, anzi chiedo al Presidente La Porta, se possibile, di aggiornare annualmente questo Rapporto.

In ultimo aggiungo che anche nella Commissione Ambiente del Senato, che presiedo, congiuntamente alla Commissione Agricoltura, abbiamo deciso di dare priorità ai lavori sui disegni di legge sul contenimento, anzi direi sull’azzeramento del consumo di suolo. Abbiamo già iniziato le audizioni settimana scorsa e vi posso preannunciare che chiederò, a Ispra, di venire in audizione per poter illustrare in maniera dettagliata questi dati e spero anche, Presidente La Porta che Ispra possa supportarci durante tutto il corso dei nostri lavori.

Mi auguro che proprio grazie al ruolo fondamentale dell’Ispra, si possano creare le sinergie necessarie per approvare quanto prima un testo realmente efficace per fermare il degrado del territorio, per stimolare la rigenerazione delle città e delle aree interne, migliorando così la qualità di vita nelle città per i risvolti positivi anche dal punto di vista sociale e culturale che ne deriveranno.

Grazie

http://www.isprambiente.gov.it/it/evidenza/ispra/territorio.-processi-e-trasformazioni-in-italia

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Agenzie

MARTEDÌ 11 DICEMBRE 2018 13.14.02 AMBIENTE. MORONESE: DATI RAPPORTO ISPRA UTILI PER LEGGE SU CONSUMO SUOLO AMBIENTE. MORONESE: DATI RAPPORTO ISPRA UTILI PER LEGGE SU CONSUMO SUOLO (DIRE) Roma, 11 dic. – “Da questo rapporto emerge che vi e’ meno verde nelle citta’ ma che vi e’ stato nel corso di questi ultimi 20-30 anni un consumo smodato di suolo. Noi come legislatori abbiamo il dovere di recepire questi dati per utilizzarli e per comprendere in quale direzione andare. La direzione giusta, a mio avviso, e stiamo dando dimostrazione in commissione Ambiente congiuntamente con Agricoltura, e’ dare priorita’ alla trattazione del disegno di legge sul consumo di suolo. Utilizzeremo questi dati per cercare di comprendere come far uscire un testo di legge realmente efficace per la tutela dell’ambiente e del suolo, che e’ una risorsa fondamentale per la vita dell’uomo, non rinnovabile, o, quanto meno, non rinnovabile in tempi ragionevoli. È una necessita’, per i legislatori e per tutti i portatori di interesse, a cominciare dai cittadini, avere consapevolezza dell’importanza di questa risorsa e collaborare per poterla preservare”. Cosi’ all’Agenzia di stampa Dire Vilma MORONESE, presidente della commissione Territorio, Ambiente, Beni ambientali del Senato, a margine della presentazione a Roma del primo Rapporto Ispra ‘Territorio. Processi e trasformazioni in Italia’. Per fare prevenzione, secondo MORONESE, occorre conoscere “il territorio dal punto di vista geologico e le dinamiche territoriali”. “Io auspico un azzeramento del consumo suolo- aggiunge intervenendo in conferenza- abbiamo iniziato le audizioni la scorsa settimana e chiederemo ad Ispra di venire la settimana prossima ad illustrare questi dati in Senato”. La convocazione in Senato e’ prevista per giovedi’ alle 18. (Ara/Dire) 13:12 11-12-18 NNNN

MARTEDÌ 11 DICEMBRE 2018 12.59.54 AMBIENTE. ISPRA: ITALIA PIU’ VERDE E MENO AGRICOLA, CITTA’ IMPERMEABILI /FOTO AMBIENTE. ISPRA: ITALIA PIU’ VERDE E MENO AGRICOLA, CITTA’ IMPERMEABILI /FOTO PRESENTATO A ROMA IL PRIMO RAPPORTO ‘TERRITORIO. PROCESSI E TRASFORMAZIONI’ (DIRE) Roma, 11 dic. – L’Italia cambia pelle: piu’ verde nelle aree marginali e abbandonate, ma meno agricola, con citta’ dove aumenta la copertura artificiale e un paesaggio che nel tempo si e’ “modificato in modo casuale” e “improvvido”. È la fotografia del Belpaese scattata dal primo rapporto Ispra ‘Territorio. Processi e trasformazioni in Italia’, presentato a Roma dai curatori Ispra Michele Munafo’ e Ines Marinosci, alla presenza, tra gli altri, del presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, Stefano Laporta, e della presidente della commissione Territorio, Ambiente, Beni ambientali del Senato, Vilma Moronese. Un’Italia spaccata in due, quella descritta in modo scientifico dal rapporto che ha analizzato le principali trasformazioni del suolo italiano, in parte sovrasfruttata (dove si concentrano aree urbane, infrastrutture, agricoltura intensiva) in parte abbandonata (aree interne), dove in soli cinque anni (2012-2017) gli alberi sono cresciuti del 4,7% estendendosi per ben 14 milioni di ettari. Un aumento che ha investito soprattutto le aree marginali del Paese trascurando le citta’, con Liguria (80,7%), Calabria (67%) e Toscana (60,8%) tra le regioni con maggiore percentuale di copertura arborea, contro Veneto e Lombardia, che si piazzano in fondo la classifica (rispettivamente con 29,5% e 32,9%). Parallelamente si riducono del 4% nello stesso periodo le aree con vegetazione erbacea agricola o adibite a pascolo, trasformate in centri urbanizzati o aree boschive. Si tratta della perdita di un elemento, l’area agricola, che un tempo divideva nettamente la citta’ dai boschi ed e’ in linea con la progressiva diminuzione della superficie destinata all’uso agricolo che investe anche l’Europa, spesso indipendentemente dalla fertilita’ e dalla produttivita’ dei terreni. “La crescita del bosco non e’ sempre un fattore positivo- spiega all’agenzia di stampa Dire Munafo’- perche’ non sempre aumenta la biodiversita’, anzi, in alcune occasioni ci sono specie aliene invasive, come la Robinia pseudoacia e l’Ailanthus altissima, che riducono la biodiversita’ di queste aree, con impatti importanti anche nella perdita di aree preziose come prati, pascoli, radure, elementi fondamentali del mosaico territoriale delle aree interne”. È nelle zone pianeggianti che si verifica una riduzione dei terreni coltivati dovuta all’espansione urbana, mentre l’avanzata delle aree boschive – che oggi interessa il 40% del territorio soprattutto a carico degli arbusteti – e’ un fenomeno proprio delle aree interne, delle zone collinari e montane, dove gli alberi coprono il 65% del suolo. “L’Italia ha peccato di uno scarso governo del territorio, favorendo fenomeni di consumo di suolo e di densificazione urbana- continua alla Dire Munafo’- Dall’altro lato c’e’ l’abbandono dei piccoli centri, delle aree interne, che non sono piu’ attrattive dal punto di vista sociale ed economico e hanno una popolazione residente per lo piu’ anziana. Tutto questo si ripercuote sull’ambiente, sul territorio, sul paesaggio. Oggi abbiamo un aumento delle aree verdi in questi territori e nelle citta’, dove vive la maggior parte delle persone, diminuisce la superficie permeabile, si riduce il suolo naturale, aumentando anche fenomeni di pericolosita’ idraulica del territorio e riducendo la capacita’ di adattamento ai cambiamenti climatici in atto”. Un processo che insiste su territori di competenza di piccoli, a volte piccolissimi comuni, che “amministrano con pochissime risorse e in alcuni casi poche competenze reali” e sul cui tessuto, “oggi abbandonato a se stesso”, secondo Munafo’, “bisognerebbe investire”.All’abbandono delle zone marginali si affiancano le pratiche di intensificazione agricola (meccanizzazione e utilizzo delle tecniche di coltivazione, di irrigazione, di fertilizzazione e di difesa fitosanitaria) che, concentrate nelle aree di pianura, determinano profondi mutamenti nel loro assetto. A dominare il quadro delle trasformazioni e’ la crescita delle aree artificiali per far fronte a nuove infrastrutture di trasporto, nuove costruzioni o altre coperture non naturali, che, con un aumento di oltre il 180% rispetto agli Anni 50, rappresenta l’evoluzione di maggiore entita’. I dati raccolti all’interno del Rapporto Territorio e’ stato realizzato- si legge nella presentazione- “grazie ad indicatori sviluppati utilizzando le migliori informazioni che le nuove tecnologie sono in grado di offrire e le informazioni derivanti da satelliti di osservazione della terra, tra cui quelle del programma Copernicus, ed e’ frutto dell’aggiornamento della cartografia Corine Land Cover, prodotta nel corso del 2018 da Ispra insieme ad alcune Agenzie per la Protezione dell’Ambiente delle Regioni e delle Province Autonome” e “di altre cartografie, a maggiore risoluzione, che rappresentano l’esito delle attivita’ di monitoraggio del territorio a cura del Snpa”. (Ara/Dire) 12:57 11-12-18 NNNN

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