Troppa corruzione a Caserta, e ai cittadini non resta che sperare nella giustizia

Non è certo la prima volta che a Caserta e nella sua provincia la magistratura smaschera un sistema illecito nella gestione degli appalti sui rifiuti, anzi è accaduto talmente tante volte che oggi i cittadini non riescono nemmeno a tenerne traccia, è diventata quasi un’aspettativa, un rito, ahimè.

Come non ricordare le parole della dott.ssa Antonietta Troncone quando nel 2016 a capo della Procura di Santa Maria Capua Vetere, durante la conferenza stampa di un’operazione che vide impegnati 150 militari, i quali diedero esecuzione a 20 arresti tra politici e imprenditori disse: “È l’intero sistema di aggiudicazione degli appalti relativi alla gestione del c.d. ciclo integrato dei rifiuti che, nella provincia di Caserta, è caratterizzato da dinamiche profondamente illecite e penalmente rilevanti…..Come è emerso irrefutabilmente dall’attività investigativa, uno degli aspetti essenziali del sistema illecito descritto è rappresentato dalla sistematica ed indebita ingerenza dei vertici politici degli enti locali nell’attività amministrativa”.

Oggi tocca di nuovo a Caserta, la città capoluogo della nostra provincia, qui cittadini si vedono costretti a rivivere ancora una volta le stesse dinamiche, e sempre sui rifiuti, come se mai nulla fosse accaduto prima.

Ma questa volta non è la Procura di Santa Maria Capua Vetere ad indagare, ma è l’Antimafia di Napoli, la DDA diretta all’epoca in cui questa inchiesta ebbe inizio dall’attuale Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, dott. Giovanni Melillo.

Le indagini su Caserta partirono già nel 2018 quando lo stesso Melillo con una nota stampa fece sapere che le perquisizioni effettuate da 40 Carabinieri presso lo studio del Sindaco e nel Comune di Caserta rientravano nell’ambito di un’inchiesta su «traffici organizzati di rifiuti realizzati nel quadro di una vasta e ramificata attività di illecito condizionamento delle funzioni pubbliche deputate alla gestione del ciclo dei rifiuti in Campania e, in particolare, alla gestione degli appalti dei servizi di raccolta, trasporto e smaltimento affidata alle cure di amministrazioni comunali»

Ecco dunque che a distanza di soli 2 anni, un nuovo sistema sugli appalti dei rifiuti a vasta scala che riguardava anche altri comuni oltre Caserta, viene ad essere scoperchiato.

Per quello che riguarda nello specifico il Comune di Caserta, gli indagati tra cui il Sindaco Carlo Marino sono accusati di essersi organizzati attraverso ripetuti incontri al fine di truccare un appalto di 116 Milioni di euro riguardante appunto i rifiuti, il cui bando fu pubblicato dal Comune di Caserta https://trasparenza.comune.caserta.it/archivio11_bandi-gare-e-contratti_0_375949_876_1.html e andò in Gazzetta il primo giugno del 2018 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/06/01/TX18BFF10734/S5

Purtroppo questa è la triste realtà che vive Caserta e tutta la sua Provincia, e non sono le classifiche che la pongono puntualmente sempre all’ultimo posto come qualità della vita, ma è la realtà dei fatti e degli avvenimenti quotidiani che tutti viviamo, che la danneggiano.

Per cambiare servono certamente cittadini informati, onesti e volenterosi, ma anche una Giustizia che sappia punire chi sbaglia, altrimenti saremo sempre qui a raccontare di episodi di corruzione come questi.

 

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