EcoTransider: Regione e Consorzio ASI, trattano per riavviare la “fabbrica della puzza”

Oggi 2 Marzo 2017, in commissione ambiente al Senato della Repubblica ho ricevuto la risposta alla nostra interrogazione del 6 Ottobre 2016, sulla EcoTransider, e non ci sono buone notizie anzi.

Quindi voglio raccontarvi cosa è stato detto in Commissione sperando attraverso le mie parole e l’audio di farvi comprendere la rabbia e lo sdegno che ho provato nell’ascoltare la relazione del sottosegretario Degani.

Facciamo innanzitutto un piccolo riassunto:

la EcoTransider è un’azienda che ha ricevuto autorizzazione per la realizzazione di un impianto di trattamento e recupero di rifiuti non pericolosi nel comune di Gricignano di Aversa. L’impianto sorge in zona ASI:

  • Dove ci sono molti altri insediamenti industriali;

  • Ci sono abitazioni a 226 mt dall’impianto, un complesso residenziale a 441 mt, un campo sportivo a 500 mt

  • È una zona a rischio allagamento perché risulta assente un sistema fognario adeguato per la defluizione di acque meteoriche;

  • Presenza di emissioni maleodoranti h24 da anni

Il 13 marzo 2012 la Prefettura di Caserta rilascia interdittiva antimafia nei confronti della EcoTransider e quindi ne viene disposto il sequestro preventivo e relativo commissariamento.

Sono anni che le popolazioni dei comuni limitrofi ed in particolare dei cittadini di Gricignano d’Aversa, mettono in atto proteste massicce a causa dei miasmi e dei cattivi odori che questa azienda produce.

Dai vari atti dell’autorità giudiziaria, della Regione Campania, dell’Arpac che più volte ha effettuato sopralluoghi, risulta che sono state impartite delle prescizioni all’azienda per mettersi in regola, più volte la stessa è stata diffidata ad adempiere perchè nel corso degli anni non aveva mai proceduto a fare quanto richiesto.

Che l’Azienda non lavora rispettando le prescrizioni imposte dagli enti preposti ormai risulta da innumerevoli atti, e infatti il rogo verificatosi il 5 Ottobre 2016, che ha provocato un grave danno ambientale, è questione su cui indaga anche la Procura di Napoli Nord.

Le anomalie principali e più volte riscontrate riguardano:

  • Limite del quantitativo dei rifiuti da trattare nettamente superiore a quello autorizzato;

  • Localizzazione dei rifiuti non conforme a quanto autorizzato

  • Impossibilità di visionare registri di carico e scarico rifiuti (addirittura il funzionario responsabile dell’Arpac ha dichiarato che la EcoTransider non lo ha messo nelle condizioni di poter fare tutte le opportune verifiche)

  • mancato funzionamento di uno scrubber acido per il trattamento di emissioni gassose di un capannone aziendale

La EcoTransider non solo non rispetta quindi l’autorizzazione e le prescrizioni perché non in regola, ma sbeffeggia con arroganza i cittadini che “osano” ribellarsi a questo scempio manifestando e chiedendo giustizia per un territorio già altamente compromesso. Lo ha fatto quando in seguito a una manifestazione di protesta di migliaia di cittadini, ha dichiarato che si trattava di una “Rivolta degli stolti” o quando in seguito al rogo di rifiuti (presumibilmente pneumatici e volontario) all’interno dell’azienda del 5 ottobre 2016 ai cittadini riversatisi fuori l’impianto, una dipendente dell’azienda ha fatto loro il segno “del dito medio” a totale disprezzo dei cittadini.

In data 19 aprile 2016 il consorzio Asi revoca l’ assegnazione all’utilizzo dei suoli al Consorzio Steel Woman srl di cui la Ecotransider fa parte e in data 28 settembre 2016 la Direz. Gen. Ambiente della Regione Campania revoca l’autorizzazione alla EcoTransider x 30 giorni chiedendo per l’ennesima volta di mettersi in regola con le prescrizioni.

A seguito di queste ultime notizie stava circolando la voce che finalmente questo impianto sarebbe stato chiuso e invece stamattina in commissione ambiente abbiamo avuto notizia esattamente all’opposto e cioè che in data 21 febbraio 2017 in Regione Campania si è svolto un tavolo alla presenza di tutti i soggetti coinvolti (amministratore giudiziario della EcoTransider, Consorzio ASI e regione) per “valutare l’attivazione di un nuovo rapporto” come potete leggere voi stessi nella risposta all’interrogazione dove il Ministero a pagina 3 scrive << In data 21 febbraio 2017 si è tenuta una riunione alla presenza dell’Amministratore Giudiziario della ditta, del Consorzio ASI di Caserta e della Regione Campania per valutare l’attivazione di un nuovo rapporto tra le parti e di considerare l’opportunità di procedere ad accordi transattivi. Il Rappresentante della Regione Campania si è riservato la possibilità di riconsiderare il procedimento di revoca dell’autorizzazione all’esito delle determinazioni del Consorzio ASI di Caserta, previo rientro nella disponibilità delle aree da parte della ditta. >>

Della serie “facciamo finta di nulla e andiamo avanti” ma scherziamo?

Fra l’altro che la EcoTransider non si sta mettendo in regola lo dice anche il Ministero nella sua stessa risposta a pag. 2 dove scrive “l’Agenzia (ARPAC) segnala che, alla data del 29 agosto 2016 il quantitativo di percolato stimato dalla ditta e stoccato presso l’impianto era di 259 tonnellate, mentre alla data del 14 dicembre la ditta ha esibito documentazione attestante lo smaltimento di 550 tonnellate di tale materiale”

Quindi? Hanno smaltito il doppio di quanto dichiarato?

Come potrete sentire dall’audio noi a questo non ci stiamo, non mi posso ritenere soddisfatta della risposta del Ministero perché laddove Provincia, Regione e qualsiasi ente locale opera dando credito a queste aziende che continuano a inquinare il nostro territorio non preoccupandosi dell’ambiente e della salute dei cittadini allora il Ministero ha l’obbligo anche previsto per legge di intervenire.

Mi rivolgo ai cittadini di Gricignano di Aversa, dei comuni limitrofi, della provincia di Caserta a non accettare questo abuso sulle nostre vite e di continuare a lottare per dei diritti tutelati dalla nostra Carta Costituzione: tutela dell’ambiente e della salute.

Scarica qui la risposta all’interrogazione PDF

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