Piano di razionalizzazione Archivi di Stato, non ci siamo ancora, ecco perchè

L’8 marzo 2016, presso la VII Commissione permanente al Senato, il sottosegretario Dorina Bianchi ha risposto alla mia interrogazione n. 3-02381 di cui avevo già dato notizia su questo sito, riguardante la questione dei fitti passi per gli Archivi di Stato ed il piano di razionalizzazione degli stessi.

Sul pagamento dei canoni di locazione degli immobili adibiti a sede degli Archivi di Stato, in merito il sottosegretario, ha comunicato che l’importo relativo alle spese sostenute dalla Direzione Generale archivi per fitto di locali ed oneri accessori è stata pari ad euro 17.892.490, inoltre ha puntualizzato che, per il contenimento delle spese di locazione e la razionalizzazione delle sedi, occorre far riferimento al Piano nazionale previsto dall’articolo 2, comma 222-quater, della legge finanziaria 2010; esso, per la parte riferita al Ministero dei beni culturali, è stato redatto dal Segretariato generale che lo ha trasmesso all’Agenzia del Demanio il 30 giugno 2015. Informa inoltre che l’Agenzia, il successivo 17 settembre, ha restituito il Piano di razionalizzazione nazionale a tutte le Amministrazioni, con gli esiti della verifica in ordine alla fattibilità degli interventi proposti.

Il sottosegretario ha affermato che il Piano di razionalizzazione nazionale relativo al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo è pubblicato sul sito dell’Agenzia del demanio.

Devo precisare però che oggetto dell’interrogazione era il piano di razionalizzazione degli archivi e degli altri istituti della cultura delle Province, che doveva essere adottato al fine di assicurare l’effettiva tutela del patrimonio culturale e garantire la continuità del servizio pubblico di fruizione dello stesso, nonché per razionalizzare la spesa, previsto dal il decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di enti territoriali, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, all’articolo 16, comma 1-quater , di cui non vi è ancora traccia, nonostante dovesse essere adottato con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro per gli affari regionali e con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro il 31 ottobre 2015.

Sul sito dell’agenzia del demanio effettivamente è stato pubblicato un piano di razionalizzazione (31/12/2014) ma non quello che riguarda le strutture provinciali, almeno che non sia stato pubblicato ma non pienamente accessibile dal sito internet.

Per quanto riguarda le situazioni particolari relative agli Istituti archivistici del Lazio precisa che: l’Archivio centrale dello Stato con sede a Roma il 21 dicembre scorso ha stipulato un nuovo contratto di locazione con l’INAIL, per la durata di nove anni al canone annuo esente IVA di 5.085.700 euro.
Evidentemente la situazione è anche peggiorata, considerato che dai dati in possesso si evinceva che per l’archivio centrale si spendessero circa 4.361.858 euro annui nei confronti della EUR SPA, e adesso si spende circa un milione in più.

Quanto alla sede sussidiaria dell’Archivio di Stato di Roma adibita a deposito, ubicata in via Galla Placidia in un immobile di proprietà della SO.GE.CO.RI. srl, con canone annuo di 787.394,10 euro compresa IVA, è stato riferito che tale sede è inserita nel Piano di razionalizzazione nazionale e verrà trasferito presso l’immobile demaniale “Caserma Donato” località Trullo – Roma, previa effettuazione dei necessari lavori di adeguamento, per i quali occorre peraltro reperire le occorrenti risorse finanziarie, quantificabili in 2.500.000 euro.

Con riferimento infine agli Istituti archivistici della Campania,è stato confermato che i canoni locativi per gli Archivi di Stato di Benevento, di Caserta, di Salerno e per la Soprintendenza archivistica della Campania ammontano effettivamente a circa 700.000 euro l’anno.

In particolare, per l’Archivio di Stato di Caserta si sta cercando sia una idonea sede, alternativa a quella attuale in locazione, sia spazi adeguati per i depositi. Precisa peraltro che si sta procedendo all’attuazione del progetto di riassegnazione e restituzione degli spazi del complesso della Reggia di Caserta alla loro destinazione culturale, educativa e museale.

Comunica poi che, a seguito del sopralluogo effettuato il 21 Gennaio scorso per la definizione degli ambienti del piano terra e del piano interrato, da destinare all’Archivio di Stato di Caserta, l’Agenzia del Demanio ha proceduto alla consegna formale dei locali al direttore dell’Archivio di Stato di Caserta e sono stati avviati gli adempimenti necessari per consentire il trasferimento di sede. Fa presente altresì che è stato individuato il responsabile unico del procedimento per l’esecuzione degli interventi di adeguamento necessari, che ha già trasmesso il documento preliminare alla progettazione, ed è stato costituito il relativo gruppo di lavoro.

Per quanto concerne il recupero dell’ex Caserma Pollio, prosegue il Sottosegretario, è stata avviata la procedura di individuazione del contraente per lo stralcio funzionale di 12 milioni di euro. Tale procedimento è condotto dal Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche per la Campania, il Molise, la Puglia e la Basilicata, nella sua qualità di Stazione appaltante.

Riconosce comunque l’esigenza che le direzioni degli istituti archivistici che utilizzano immobili a titolo oneroso e non risultano inseriti nel Piano di razionalizzazione nazionale provvedano a richiedere nuovamente alle Direzioni regionali della stessa Agenzia la disponibilità di immobili demaniali idonei da adibire a sedi.
Il sottosegretario ha lasciato a disposizione della Commissione un prospetto in cui sono indicati tutti gli Istituti archivistici che utilizzano immobili a titolo oneroso e sono evidenziati quelli inseriti nel Piano di razionalizzazione nazionale, che potete scaricare QUI in formato Excel.

Nel piano però non ci sono informazioni circa il cronoprogramma degli effettivi trasferimenti in immobili che comportano un effettivo risparmio in termini economici. Come si fa a monitorare se non abbiamo delle scadenze temporali?? Solo per l’Archivio di Caserta, a causa dei ritardi burocratici nel trasferimento (durato oltre 20 anni) sono stati spesi oltre 12 milioni di euro

La risposta del sottosegretario è lacunosa rispetto alle puntuali e precise richieste, tra l’altro le informazioni fornite sono particolarmente allarmanti perché ci descrivono una situazione ancora peggiore di quella ipotizzata.
Solo per gli Archivi del Lazio le cifre esposte dal Sottosegretario sono esorbitanti, (nel complesso circa 6 milioni di euro) anche se ritenute congrue dagli organismi competenti, vanno comunque a beneficio dei privati.

Inoltre dalla risposta all’interrogazione non si evince alcuna informazione in merito alle iniziative poste in essere per compiere una valutazione del patrimonio archivistico al fine di garantirne una effettiva valorizzazione.
Saremo costretti, quindi a tornare sull’argomento riproponendo le domande per le quali non abbiamo ricevuto risposte adeguate.

Scarica qui la risposta del Ministero alla nostra interrogazione – PDF

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